“Vedevamo a portata di mano, l’avvenire di un giorno più umano”

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O ragazza dalle guance di pesca o ragazza dalle guance d’aurora io spero che a narrarti riesca la mia vita all’età che tu hai ora“. Apre così il testo scritto da Italo Calvino nel 1958 e musicato da Sergio Liberovici un anno dopo. Lo scrittore nato a Santiago de Las Vegas de La Habana ricorda la sua militanza nella Resistenza e la necessità di tramandare alle future generazioni i valori che stavano alla base di quella scelta. Questa poesia, nasce dall’esperienza di Cantacronache, un movimento culturale in cui ricercatori, musicisti e scrittori decisero di porre l’attenzione su temi di carattere sociale e politico, ereditati dalla Lotta di Liberazione, in cui la trasmissione di pensieri e messaggi avvenisse tramite la riproposizione musicale di canti popolari e colti.

Nonostante non fosse nato durante gli anni della guerra (come Bella Ciao o Fischia il vento), Oltre il ponte rientra senza alcun dubbio di diritto tra i Canti della Resistenza. L’opera di Italo Calvino, è fra i risultati più significativi dell’impegno di Cantacronache. Il suo tentativo di tramandare alle nuove generazioni la speranza di “un avvenire più umano, e più giusto, più libero e lieto” lo rende più che mai attuale. L’autore rievoca il tempo della Resistenza, del suo impegno e quello di tanti giovani per liberare il proprio Paese dal nazifascismo. Di seguito la canzone di Sergio Liberovici. Qui puoi trovare il testo della canzone.
https://youtu.be/PJlAVidYtlM

19227154_oltre-il-ponte-canzone-di-italo-calvino-sergio-liberovici-0Con la prima strofa, Calvino narra alla sua giovane figlia le sue avventura in guerra ricordandole quanto i giovani di oggi sono scarsamente interessati dalla storia e alla storia, anche se molto recente. Racconta dell’occupazione militare tedesca in Patria vista attraverso gli occhi di un ragazzo di vent’anni (“avevamo vent’anni”) che si schiera contro le forze della Germania e contro il Fascismo. L’obiettivo non è solo quello di liberarsi dal nemico, ma anche quello di poter vivere una vita “più libera e giusta” e ricercare quella felicità che manca da molti anni. La scelta del ponte, inoltre, non simboleggia solo una posizione da raggiungere per sconfiggere i tedeschi ma anche un simbolo ideale dal quale poter riconquistare l’umanità perduta durante il fascismo.

Più recentemente, nel 2005, i Moden City Ramblers all’interno dell’album Appunti Patigiani hanno riproposto il pezzo insieme a Moni Ovadia utilizzando come base una musica tradizionale irlandese. QUI il testo della canzone rivisitata.

Michele Ranieri

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