LA LIBERAZIONE IN QUARANTENA: UN OSSIMORO o COVID-19? Il 25 aprile costrittivo che inneggia alla creatività

Quello che si è capito da questa situazione di difficoltà è che gli italiani sono uniti. Ormai da quasi due mesi in quarantena, l’Italia, si trova a festeggiare il venticinque aprile, giorno dalla liberazione nazi-fascista, in casa, o meglio dai balconi.

A settantacinque anni da allora, purtroppo, c’è qualcos’altro che ci incatena, per il quale temiamo il prossimo, un nemico invisibile che, più della guerra, connette e tira in ballo tutti i continenti del mondo.

Ma come gli italiani, abituati a grandi manifestazioni e canti in piazza, hanno potuto festeggiare adattandosi alle restrizioni indicate nel vari decreti del governo?

Iniziativa già nota e sperimentata nelle prime settimane di reclusione, è quella del flash-mob direttamente dai balconi di casa, che ha dato la possibilità di unire diversi condomini. Questa volta si sventolano bandiere dell’Italia e si intonano inni partigiani. I video girati per l’occasione hanno spopolato sul web, ad esempio un emozionante versione intima di Bella Ciao cantata dalla partigiana Mirella Alloisio (nome di battaglia Rossella), postato su Facebook dalla pagina della Cgil Umbria. 

Oltre ai vari flash-mob celebrativi, si sentono le voci dei testimoni, quelli che sono riusciti a lottare anche contro il corona virus. La memoria, oggi ancor più che allora, risuona tra i vicini e tra i social, come riporta la pagina Facebook del Corriere della Sera: Luisa Zappitelli ha 109 anni e vive a Città di Castello, piccolo Comune in provincia di Perugia. Nonostante l’età, non ha rinunciato, a modo suo, a festeggiare il giorno della Liberazione. Dal balcone di casa , con orgoglio della bandiera.

«Viva l’Italia, viva la Repubblica, auguri a tutti gli italiani; un saluto a Mattarella perché è molto bravo. Tutti insieme ce la faremo. Viva il 25 Aprile».

È la donna più longeva d’Italia ed è un simbolo: ha attraversato due guerre mondiali, ha contratto la Spagnola, spesso accostata al nuovo coronavirus, ed ha, assieme a milioni di donne, conquistato il diritto di voto che ha esercitato ininterrottamente dal 1946, quando è nata la Repubblica italiana, fino ad oggi.

Si suona e si canta Bella Ciao, ma si lascia spazio anche alla perfomance di nuovi brani, scritti ed interpretati per l’occasione; un esempio è la giovane Giulia Molino che ha condiviso sui suoi social un freestyle, sulla base della nota ‘Nu juorn buon’ di del reaper Rocco Hunt, dedicato alla liberazione e soprattutto alla difesa dei diritti dei meridionali, in risposta alle ultime dichiarazione di Vittorio Feltri, direttore di Libero. Scrive ai suoi seguaci:

25 APRILE, LIBERTA, RISPETTO..                                                                                 Già nel 2014 Rocco Hunt descriveva la bellezza del meridione in un pezzo meraviglioso come “Nu juorno buono”.                                                                               

Oggi è 25 aprile, anniversario della liberazione d’Italia, ed è proprio nu juorno buono per ricordarci che dobbiamo essere un Paese UNITO. Basta classismo, basta pregiudizi.               In questo periodo storico cosi difficile stiamo dimostrando quanto importante sia la solidarietà e l’unione. Sono stanca di dover ancora ascoltare discorsi come “credo che i meridionali sono inferiori”. Discorsi dai quali, fortunatamente, l’Italia TUTTA si dissocia.                                                                                                                       Voglio mandare un pensiero a tutte le persone del NORD che stanno lottando contro questo maledetto virus, sperando che presto possano tornare a casa e vivere la quotidianità con le proprie famiglie.                                                                                     Infine, voglio mandare un grande abbraccio a tutta la gente come me, del SUD.                      Noi non ci sentiamo inferiori a nessuno, siamo persone di cuore, siamo ospitali con tutti colori che amano la vita e che portano rispetto al prossimo.

Questa è la mia opinione, e voglio farvela ascoltare attraverso la musica.                        Oggi per noi è “Nu juorno buono”.                                                                                                                      Complimenti Feltri, questa volta l’hai sparata davvero grossa.”

Ma non tutti gli italiani hanno avuto  rispetto della quarantena e pur di voler tornare alla normalità sono scesi in piazza per cantare ‘Bella Ciao’, così come è successo a Roma. “Manifestazioni e assembramenti autorizzati dal Governo oggi a Roma per il 25aprileriporta un video su Facebook, che mostra una folla a Via del Pratello quasi indifferente alle conseguenze dal coronavirus, alcuni senza mascherine e soprattutto senza osservare la distanza di sicurezza prevista.  C’è da dire che nessuno dei presenti è stato sanzionato.

Ben più toccanti e forti sono le immagini che mostrano un’altra discesa in piazza, di tutt’altro valore e significato. Per la prima volta il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, che si è recato da solo con la mascherina all’Altare della Patria; il video della discesa dell’impetuosa scala, semplice, pulita, piena di amarezza, postato su Facebook dalla pagina del Mattino, ha fatto il giro d’Italia facendo emozionare milioni di persone e diventando un simbolo del giorno nella costrizione totale. In fine, straziante il suono della tromba direttamente dalle strade della Capitale, deserte, in un silenzio innaturale che inonda le città da ormai due mesi.

Dunque, nonostante la distanza imposta dal virus, gli italiani si sono distinti per la loro abilità di riuscire a rendere unico questo giorno fondante della Repubblica, sperando di tornare al più presto a festeggiare insieme, senza paure.   

ALESSIA MORETTI

SARA VIRNICCHI

FONTI:

Lavazza e gli anni ’80


La Luigi Lavazza S.p.A. è un’azienda italiana produttrice di caffè tostato fondata nel 1895 a Torino da Luigi Lavazza. Negli anni settanta e ottanta il compito di testimonial pubblicitario è stato poi assunto da Nino Manfredi che, grazie a decine di fortunati spot, lanciò gli slogan “Più lo mandi giù e più ti tira su” e “Il caffè è un piacere, se non è buono che piacere è?”. L’attore romano, però, non è stato testimonial di tutti i prodotti della gamma Lavazza: il caffè Paulista ad esempio era pubblicizzato dalla coppia Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, mentre Lavazza Dek (decaffeinato) nel 1988 mostrava una coppia sulla superficie di un cuore, allora presente anche sulle confezioni del prodotto.
Continua a leggere “Lavazza e gli anni ’80”

“La pace è solo un sogno o una possibile realtà?”

 

pace-nel-mondo

È una domanda che ultimamente poniamo spesso visto la crudele immagine del mondo trasmessa quotidianamente da tutti i mezzi di comunicazione. Un mondo governato dal terrore, guerre, ingiustizie di ogni genere…  un mondo pieno di illusioni e sfumature grigie…un mondo in cui ogni giorno diventa sempre più difficile sentirsi al sicuro e a cui potersi affidare. Ma la speranza, come si dice è l’ultima a morire, quindi si può sempre cercare di immaginare un futuro prospero…un futuro migliore…un futuro adatto a tutti. Così come lo dimostra il famoso brano di John Lennon “Imagine” del 1971 scritto da stesso Lennon dopo lo scioglimento dei Beatles. Un brano che secondo Yoko Ono (la moglie del cantante) può essere sintetizzato in seguente messaggio:

Siamo tutti un solo mondo, un solo paese, un solo popolo.” 

Continua a leggere ““La pace è solo un sogno o una possibile realtà?””

La Canzone del Maggio

canzone del maggio

Il sessantotto. Si fa coincidere con questa data un’ondata di contestazioni studentesche e manifestazioni che si è diffusa, quasi contemporaneamente, in molti paesi del mondo come Stati uniti, Francia, Italia, Germania ,Cecoslovacchia e altri.

I motivi per cui questo movimento contro-culturale e anticonformista sorse in ogni parte del globo erano disparati, ma,in linea generale, ciò che questi ragazzi volevano era la fine dell’ingiustizia sociale, del razzismo e della guerra. Si scagliavano contro il capitalismo e la società schiava dei consumi che esso aveva generato, creando nelle persone bisogni sempre più innaturali e non necessari da soddisfare.

Continua a leggere “La Canzone del Maggio”