Spagna & Italia, il confronto e la reazione.

A pochi mesi dalla comparsa del primo caso in Cina di corona virus, si è arrivati ad una situazione di emergenza tale da costringere l’OMS a dichiarare lo stato di pandemia. E’ ormai nota la situazione che ha dovuto affrontare il nostro paese il quale si è trovato a fare i conti con più di 30.000 morti, ospedali e sale intensive piene e il cosiddetto lockdown dell’intera economia mandato avanti per ben due mesi. Il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte, con l’aiuto di una squadra di suoi collaboratori e l’indispensabile presenza di esperti, ha pensato fosse arrivato il momento di una parziale apertura delle imprese e delle industrie e, appellandosi al buon senso degli italiani, ha permesso un primo ‘’riavvicinamento’’ tra congiunti. Le regole fondamentali da rispettare sono due: utilizzo obbligatorio della mascherina e distanziamento dal proprio interlocutore di almeno un metro.

Ma cosa sta accadendo negli altri paesi? Quali misure sono state adottate per debellare il virus?

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LA LIBERAZIONE IN QUARANTENA: UN OSSIMORO o COVID-19? Il 25 aprile costrittivo che inneggia alla creatività

Quello che si è capito da questa situazione di difficoltà è che gli italiani sono uniti. Ormai da quasi due mesi in quarantena, l’Italia, si trova a festeggiare il venticinque aprile, giorno dalla liberazione nazi-fascista, in casa, o meglio dai balconi.

A settantacinque anni da allora, purtroppo, c’è qualcos’altro che ci incatena, per il quale temiamo il prossimo, un nemico invisibile che, più della guerra, connette e tira in ballo tutti i continenti del mondo.

Ma come gli italiani, abituati a grandi manifestazioni e canti in piazza, hanno potuto festeggiare adattandosi alle restrizioni indicate nel vari decreti del governo?

Iniziativa già nota e sperimentata nelle prime settimane di reclusione, è quella del flash-mob direttamente dai balconi di casa, che ha dato la possibilità di unire diversi condomini. Questa volta si sventolano bandiere dell’Italia e si intonano inni partigiani. I video girati per l’occasione hanno spopolato sul web, ad esempio un emozionante versione intima di Bella Ciao cantata dalla partigiana Mirella Alloisio (nome di battaglia Rossella), postato su Facebook dalla pagina della Cgil Umbria. 

Oltre ai vari flash-mob celebrativi, si sentono le voci dei testimoni, quelli che sono riusciti a lottare anche contro il corona virus. La memoria, oggi ancor più che allora, risuona tra i vicini e tra i social, come riporta la pagina Facebook del Corriere della Sera: Luisa Zappitelli ha 109 anni e vive a Città di Castello, piccolo Comune in provincia di Perugia. Nonostante l’età, non ha rinunciato, a modo suo, a festeggiare il giorno della Liberazione. Dal balcone di casa , con orgoglio della bandiera.

«Viva l’Italia, viva la Repubblica, auguri a tutti gli italiani; un saluto a Mattarella perché è molto bravo. Tutti insieme ce la faremo. Viva il 25 Aprile».

È la donna più longeva d’Italia ed è un simbolo: ha attraversato due guerre mondiali, ha contratto la Spagnola, spesso accostata al nuovo coronavirus, ed ha, assieme a milioni di donne, conquistato il diritto di voto che ha esercitato ininterrottamente dal 1946, quando è nata la Repubblica italiana, fino ad oggi.

Si suona e si canta Bella Ciao, ma si lascia spazio anche alla perfomance di nuovi brani, scritti ed interpretati per l’occasione; un esempio è la giovane Giulia Molino che ha condiviso sui suoi social un freestyle, sulla base della nota ‘Nu juorn buon’ di del reaper Rocco Hunt, dedicato alla liberazione e soprattutto alla difesa dei diritti dei meridionali, in risposta alle ultime dichiarazione di Vittorio Feltri, direttore di Libero. Scrive ai suoi seguaci:

25 APRILE, LIBERTA, RISPETTO..                                                                                 Già nel 2014 Rocco Hunt descriveva la bellezza del meridione in un pezzo meraviglioso come “Nu juorno buono”.                                                                               

Oggi è 25 aprile, anniversario della liberazione d’Italia, ed è proprio nu juorno buono per ricordarci che dobbiamo essere un Paese UNITO. Basta classismo, basta pregiudizi.               In questo periodo storico cosi difficile stiamo dimostrando quanto importante sia la solidarietà e l’unione. Sono stanca di dover ancora ascoltare discorsi come “credo che i meridionali sono inferiori”. Discorsi dai quali, fortunatamente, l’Italia TUTTA si dissocia.                                                                                                                       Voglio mandare un pensiero a tutte le persone del NORD che stanno lottando contro questo maledetto virus, sperando che presto possano tornare a casa e vivere la quotidianità con le proprie famiglie.                                                                                     Infine, voglio mandare un grande abbraccio a tutta la gente come me, del SUD.                      Noi non ci sentiamo inferiori a nessuno, siamo persone di cuore, siamo ospitali con tutti colori che amano la vita e che portano rispetto al prossimo.

Questa è la mia opinione, e voglio farvela ascoltare attraverso la musica.                        Oggi per noi è “Nu juorno buono”.                                                                                                                      Complimenti Feltri, questa volta l’hai sparata davvero grossa.”

Ma non tutti gli italiani hanno avuto  rispetto della quarantena e pur di voler tornare alla normalità sono scesi in piazza per cantare ‘Bella Ciao’, così come è successo a Roma. “Manifestazioni e assembramenti autorizzati dal Governo oggi a Roma per il 25aprileriporta un video su Facebook, che mostra una folla a Via del Pratello quasi indifferente alle conseguenze dal coronavirus, alcuni senza mascherine e soprattutto senza osservare la distanza di sicurezza prevista.  C’è da dire che nessuno dei presenti è stato sanzionato.

Ben più toccanti e forti sono le immagini che mostrano un’altra discesa in piazza, di tutt’altro valore e significato. Per la prima volta il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, che si è recato da solo con la mascherina all’Altare della Patria; il video della discesa dell’impetuosa scala, semplice, pulita, piena di amarezza, postato su Facebook dalla pagina del Mattino, ha fatto il giro d’Italia facendo emozionare milioni di persone e diventando un simbolo del giorno nella costrizione totale. In fine, straziante il suono della tromba direttamente dalle strade della Capitale, deserte, in un silenzio innaturale che inonda le città da ormai due mesi.

Dunque, nonostante la distanza imposta dal virus, gli italiani si sono distinti per la loro abilità di riuscire a rendere unico questo giorno fondante della Repubblica, sperando di tornare al più presto a festeggiare insieme, senza paure.   

ALESSIA MORETTI

SARA VIRNICCHI

FONTI:

#iorestoacasa – Ironie di quarantena

La pandemia che stiamo vivendo ha fatto nascere in noi ansie, paure e molte domande, ma allo stesso tempo ci ha fatto riscoprire molti lati di noi e, soprattutto, attività da fare in casa. Durante questo mese di quarantena la gente si è inventata qualsiasi metodo per portare avanti le giornate e, ovviamente, è tutto condiviso sui Social.

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I Vari aspetti di marketplace: le consegne, lo smartworking e gli annunci fantasma

8 Aprile 2020. Sono passati 30 giorni dal primo discorso del premier italiano Giuseppe Conte il quale, con fermezza e commozione, ha chiesto all’Italia intera di rimanere a casa per “abbracciarci con più calore domani”.

Il coronavirus ci ha privati, nel giro di poche ore, di ogni pubblica relazione relegandoci ad una vita dai valori dimenticati, una vita semplice che si allontana dalla routine di molti.

Per ingannare il tempo c’è chi in questi giorni si improvvisa cuoco, chi cantautore e chi invece approfitta di questo tempo per riscoprire l’importanza della famiglia.

In un clima di stravolgimento totale anche il mondo del lavoro ha cambiato radicalmente aspetto: le aziende sperimentano lo smartworking da casa e anche il mondo della scuola si adegua alle nuove misure di contenimento del virus dando vita a delle vere e proprie classi virtuali che hanno stravolto il mondo scolastico e universitario. Anche il modo di gestire i clienti e il personale di esercizi commerciali quali supermercati, macellerie, è radicalmente cambiato.

Ma oltre la cospicua fetta di lavoratori che continuano a svolgere le proprie mansioni e dunque a percepire uno stipendio c’è chi si è ritrovato costretto, da un giorno all’altro, a chiudere bottega e a fare i conti con il proprio portafogli.

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L’arte, specchio di emozioni nell’emergenza

La potenza dell’arte sta nel riuscire ad evocare messaggi universali attraverso una frase, un’immagine, un suono, qualsiasi traccia di un momento storico che l’ingegno trasforma in qualcosa di simbolico. In questo periodo così difficile sotto tanti punti di vista, sono tantissimi gli artisti che mettono in moto la loro creatività per creare opere d’arte ispirate a questa situazione. C’è chi lo fa per puro divertimento, per ammazzare il tempo, per svago. Ma c’è anche chi attraverso ciò ha creato delle raccolte fondi come in questo caso: 

“Raccolti 6500 euro per gli ospedali grazie all’opera di Lady Be. L’artista ha donato l’opera “L’infermiera dall’orecchino di Perla” che fa parte con altre opere della serie “Coronavirus””

Anche enti si mobilitano, come la galleria “11 HellHeaven Art Gallery” che ha organizzato un’asta benefica, denominata “Art4Breath”, per finanziare quattro ospedali che stanno combattendo contro il coronavirus. Tutto il ricavato sarà devoluto in beneficenza.

In particolare sono numerosi i lavori dedicati ai medici e agli infermieri, che insieme ad altre classi di lavoratori sono in prima fila. Ma come si potrebbe pensare, non tutto arriva da persone esterne al problema, ma anche da chi è direttamente coinvolto. 

“I learned so much about nurses and the humanity and dedication with which they’re fighting the coronavirus fight from the sketches of Oh Young-jun, an ICU nurse in Incheon, an art school dropout who draws scenes from the hospital on his days off.”

Qui si parla di un’infermiera che nei suoi giorni “off” racconta ciò che vive quotidianamente attraverso rappresentazioni come questa.

Come cambieranno le cose? E ciò che tutti ci stiamo chiedendo in questi giorni. Mark rappresenta un abbraccio “a distanza” e inevitabilmente fa sorgere domande sul futuro, su come cambieranno le nostre abitudini e i nostri affetti, quando si tornerà gradualmente ad una vita “normale”. Sul bisogno di equilibrare salute e vita sociale. Un’ immagine che con quelle linee separatorie nere e gialle rende tutta la drammaticità della questione. 

Mark

@BreukArt

wee sketch called ‘hug’

#coronavirus #art

One World Street Art

@StreetArtDream

Quest’opera ci parla invece dell’importanza di proteggere i più deboli, gli anziani, i più esposti al rischio per uscirne tutti insieme, senza tralasciare nessuno, in relazione all’alto numero di decessi registrati nei centri di permanenza per persone anziane.

… we protect the weakest, we will come out stronger. We love in trust Cuore rosso Art by Sabotaje Al Montaje #StreetArt #Art #beauty #Hope #Coronavirus #Love #Graffiti #Humanity #UrbanArt

Viaggiando tra i tweet non troviamo solo disegni, ma anche chi usa i social per scrivere e sfogare in parole le proprie preoccupazioni:

“Ho la testa pesante che tenta di respirare serena dopo il tramonto dei sogni inseguiti con tanta fatica. Lo sguardo vivo non cessa di cercare e la pena sale con l’ansia del domani. #coronavirus”

L’arte diventa un insieme di testimonianze, un calderone di memoria, un quadro delle emozioni di tutti, che le persone più sensibili riescono a catturare e trasformare in opere.

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