Napoli, icona stravolta dalla propaganda fascista

099-750x400

Il mio progetto tende ad analizzare e indicare le iniziative del regime fascista nel tentativo di modernizzazione e rinnovamento della realtà napoletana. Attraverso un viaggio itinerante e con l’ausilio sia dei cinegiornali Luce (come Città Nuova di Blasetti), sia del libro “Napoli d’altri tempi” del professor Iaccio, accompagnerò lo spettatore nei luoghi colpiti dalla bonifica di facciata fascista.

Il tentativo di modernizzazione della realtà napoletana attuato dal fascismo prevedeva  l’eliminazione pressoché totale delle sue manifestazioni tradizionali e popolari, immagini che contrastavano con la nuova era di rinnovamento voluta dal regime. Attraverso provvedimenti censori, furono anzitutto combattute le manifestazioni “deteriori” della Napoli degli anni ’20, come gli scunnizzi, i mandolini, i panni stessi, i bassi fatiscenti e tutto ciò che vi era legato. La nuova Napoli doveva essere caratterizzata da ampi spazi, da edifici moderni fondati sullo stile monolitico dell’architettura razionalista. Gli interventi riguardarono il centro cittadino, i quartieri di periferia ora collegati con strade ampie e rettilinee e la costruzione di nuovi moli per lo scalo marittimo. Napoli venne infatti eletta regina del Mediterraneo, trampolino di lancio verso nuove conquiste territoriali, porto moderno e luogo di partenza e di arrivo di truppe e mezzi bellici. L’immagine di Napoli fu sottoposta ad una radicale opera di revisione e questa operazione riuscì più facilmente grazie all’utilizzo dei cinegiornali LUCE, diffusori della sostituzione della vecchia immagine con quella nuova.

Il ritratto della nuova Napoli proposta dai cinegiornali fascisti passava anche attraverso la riconversione di alcune manifestazioni del passato in forme rinnovate ed in linea con i tempi: occorreva emarginare quel popolo festante e confusionario tipico della festa di Piedigrotta e riproporlo in una versione edulcorata, sottoponendolo ad una sorta di epurazione e disciplinamento per dimostrare quanto la disciplina fosse importante all’interno della vita civile. Tuttavia l’icona napoletana, così ricca di tradizioni storiche e culturali, si mostrò  un organismo difficile da sottoporre alle esigenze della propaganda fascista, per cui il regime non si azzardò mai seriamente a proibire queste manifestazioni regionali, piuttosto si limitò a sottoporle ad un disciplinamento generale.

“Parco Archeologico”: dalla storia al cuore dei cittadini picentini

 

parco1.jpgOgni paese, anche il più piccolo, ha alle spalle una storia che spesso non è conosciuta dagli abitanti stessi. Spesso ci si trova a passeggiare nel proprio paese e non essere a conoscenza della storia di monumenti, statue, piazze o palazzi che ci circondano. Non serve andare nelle grandi città, ad esempio Roma, in cui gli imponenti monumenti (Colosseo, Altare della Patria..) “piovono” addosso ai turisti o abitanti per la loro bellezza e il loro fascino. Continua a leggere