DIARIO-QUARANTENA (COVID-19 EDITION)

La prima volta che ho sentito parlare di “covid-19” mai e poi mai avrei immaginato che le cose potessero andare così. Probabilmente, anzi di sicuro, avevo sottovalutato la situazione.

Sapere di non poter uscire di casa è stata una doccia fredda. Sono sempre stata abituata a vivere la mia giornata freneticamente tra università, amici e varie attività e saper di dover rinunciare (per chissà quanto tempo) alla mia quotidianità mi ha fatto paura. Continua a leggere “DIARIO-QUARANTENA (COVID-19 EDITION)”

I FIGLI DELLA FASE 2

A partire dal 4 maggio l’Italia entra in quella che viene definita ”fase 2”; con essa cambiano le ordinanze e le disposizioni dello Stato, termina il ”lockdown” e di conseguenza la quarantena forzata degli ultimi due mesi. Si può liberamente uscire di casa per visitare i propri congiunti (termine su cui hanno rapidamente ironizzato milioni di italiani sui social network) seppur seguendo delle normative ancora essenziali, data l’imprevedibilità del virus, quali mascherina, guanti in lattice (o in assenza di questi, gel disinfettante e maggior premura per l’igiene delle mani) e distanziamento di almeno 1 metro.

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INSTAGRAM unisce tutti

Dal 2016, Instagram introduce le stories, (secondo i media Instagram ha copiato questa nuova feature da Snapchat, suo concorrente) funzionalità che permette di pubblicare foto e video per sole 24 ore e di andare “in diretta”. Instagram quindi, non è più il “Social delle foto” ma è diventato qualcosa di più.

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Gli E-Sports ai tempi del Covid

L’esplosione della pandemia ha portato alla chiusura di numerose attività e aziende. I provvedimenti, come si sa, sono stati differenti a seconda dell’essenzialità di queste. Rientrano in esse anche gli sport, senza esclusione alcuna: dal Calcio al Basket, Formula 1, Moto GP e non solo. Rarissime sono le eccezioni, ad esempio in Bielorussia il campionato di calcio sta proseguendo a porte aperte, è l’unico torneo ancora in corso nell’intera Europa. Il dibattito su quando ripartire prosegue, ma, nel mentre, le federazioni e gli atleti si sono dedicati agli E-Sports per provare ad intrattenere i fan. In alcuni casi, invece, il gioco è servito da “allenamento”. Questo accade, soprattutto quando si utilizzano i simulatori in sport come il Ciclismo e quelli motoristici (F1 e Moto GP). L’utilizzo del simulatore ha reso l’esperienza più realistica, sia per chi “guida” che per chi assiste. A spingere molto in questa direzione è stata la già citata F1, la massima categoria ha difatti organizzato dei veri e propri Gran Premi nei giorni in cui erano previsti, rispettando, così, un determinato calendario. A bordo delle monoposto virtuali, da segnalare, la presenza dei veri piloti della F1, come il ferrarista Charles Leclerc, l’italiano Antonio Giovinazzi, Alex Albon e i giovani inglesi Lando Norris e George Russel, oltre a vari piloti di riserva delle varie scuderie, come Stoffel Vandoorne della Mercedes, impegnato a tempo pieno in Formula E. Presenti, inoltre, atleti di altri sport, da segnalare la presenza in un’occasione dell’attaccante della Lazio, Ciro Immobile, e del capitano del Milan, Alessio Romagnoli. Ottima è stata l’accoglienza a tali eventi sia da parte dei tifosi che dalle tv, infatti, è stata offerta la copertura televisiva e lo streaming sui canali ufficiali, con la presenza di commentatori e ospiti di rilievo. Al termine di ogni GP presenti anche le interviste ai protagonisti come se fosse un normalissimo impegno. Sono stati disputati, ad oggi, ben quattro Virtual GP e se ne correranno altri fin quando la stagione “reale” non partirà. Inizio che, presumibilmente, ci sarà ad inizio luglio in Austria. Alcuni piloti hanno cominciato a disputare, in virtù del tempo libero, delle live sulla piattaforma leader per i videogiocatori, ovvero Twitch. A spiccare, anche in questo caso, sono Charles Leclerc e Lando Norris, due dei piloti sopracitati. In alcune di queste trasmissioni, hanno partecipato “guest star” provenienti dalla Moto GP,come Pecco Bagnaia e Valentino Rossi. Protagonisti delle due ruote che si sono divertiti nel cimentarsi sulle gare a quattro ruote.

Anche l’Indycar ha istituito delle gare virtuali, sulla falsa riga dei Virtual GP della F1.Con eventi che si terranno ogni settimana, in attesa ovviamente di riprendere il campionato reale. In queste gare partecipano ovviamente piloti reali di Indycar, amatori e anche il pilota della McLaren F1 Team Lando Norris .Si corrono però anche eventi singoli, dove gareggiano anche vecchie glorie del motorsport. Un esempio è il ”Legends Trophy”, corso sul simulatore rFactor, dove hanno preso parte piloti come Jenson Button (campione del mondo nel 2009), Vitantonio Liuzzi e anche, per la prima volta, il ferrarista Sebastian Vettel, neofita in questo ambito, che, per la cronaca, ha tagliato il traguardo al quindicesimo posto, chissà se lo si vedrà anche nei Virtual GP.

La MotoGP, come gli altri, ha organizzato dei Virtual GP, ai quali prendono parte ben undici piloti, come i fratelli Marquez, Maverick Vinales,”El Diablo”Quartararo, Pecco Bagnaia e per una sola gara anche l’eterno Valentino Rossi, il quale ha deciso di non partecipare alla gara del 3 maggio, in quanto ha ritenuto di non essere al livello dei suoi colleghi più giovani. Queste corse, come quelle di F1, hanno luogo nelle domeniche pomeriggio che avrebbero dovuto ospitare i GP reali, con copertura streaming sui canali ufficiali della MotoGP, ma anche su Sky, con l’iconica voce di Guido Meda. Nella gara di Jerez del 3 maggio, però, hanno corso per la prima volta anche le classi minori, ovvero Moto2 e Moto3, alle quali appartengono molti italiani, come il fratello di Rossi, ovvero Luca Marini, Bastianini e Baldassarri per la Moto2, mentre Antonelli, Foggia, Arbolino e Rossi ci rappresentano in Moto3. Nelle due classi minori vi sono dieci piloti che si sfideranno in gare da otto giri, dunque di lunghezza ridotta rispetto alle reali, con qualifiche per decidere le posizioni in griglia. Nella classe regina ci saranno, come anticipato, undici piloti in griglia con gare al 50%. Al momento gli appassionati si dovranno accontentare di queste gare virtuali, in attesa di un inizio del campionato quanto mai incerto, con possibile partenza a Brno in Repubblica Ceca a inizio agosto, ma al momento è solo un’ipotesi.

Il calcio, proprio come gli altri, si sta dedicando agli E-sports, ma in maniera del tutto diversa. Vengono organizzati, infatti, dei mini tornei oppure delle singole partite tra calciatori professionisti. È da segnalare l’iniziativa “UNITED PER L’ITALIA”, dove alcuni calciatori, tra cui alcune glorie del passato come Francesco Totti, si sono sfidati su Fifa 20 in modalità Pro Club, nella quale ogni persona controlla solo un giocatore e non tutta la squadra come è solito nelle partite normali. La prima sfida è avvenuta la sera di pasquetta, con la squadra dei Bianchi, capitanata da Ciro Immobile che ha trionfato contro i Blu di Totti, questi ultimi, qualche giorno dopo, hanno ottenuto la vittoria in una seconda partita con un risultato complessivo di 10-9.

Queste le formazioni:                                                                                                            

UNITED BLU (4 – 3 – 2- 1): HyperZenith; Oddo, Mandragora, Veloso, Lezzerini; Orsolini, Parigini, Bertolacci; Totti, Cassano; Petagna.

UNITED BIANCO (4 – 4- 2): Zetto; Pisacane, Gollini, Materazzi, Donati; Cerci, Masina, Quintero; Lasagna; Immobile, Simeone.

Lo scopo di queste partite, oltre a cercare di dare un po’ di svago e sano divertimento in un momento così complicato, è quello di raccogliere fondi per la Protezione Civile.

Altri eventi sono stati realizzati durante questo periodo, come il primo E-derby della Madonnina tra Inter e Milan, giocato l’11 aprile con l’Inter rappresentata dal baby talento Sebastiano Esposito e il Milan da Rafael Leao; partita finita 2-2.

Mentre la Lega Serie A ha organizzato il “Waiting for e-Serie A TIM”, ovvero dei quadrangolari con squadre sempre diverse, dove ai pad troviamo i giocatori E-Sports ufficiali delle loro rispettive squadre. Il tutto si svolge su E-Football PES 2020 con la PS4 come console.

A cura di:

Emanuele Di Vitto (MAT.0312202324)

Angelo Ranieri (MAT.0312202264)

Vincenzo Tortora (MAT.0312202444)

Fonti:

https://sport.sky.it/calcio/serie-a/2020/04/30/fifa-20-united-per-italia-streaming

https://www.gazzetta.it/Formula-1/16-04-2020/virtual-gp-f1-oltre-6-piloti-c-pure-courtois-esport-370245629852.shtml?refresh_ce-cp

https://www.inter.it/it/news/2020/04/11/card-app-video-esports-ederby-esposito-leao.html

https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/2020/04/11-68759776/oggi_alle_16_inizia_il_primo_torneo_waiting_for_eserie_a_tim_/

https://www.instagram.com/p/B_nfMDhHCkw/

https://www.instagram.com/p/B_rvQjCoHu3/

https://www.instagram.com/p/B_fPgsvjFTP/

Cosa sta succedendo e come sta reagendo l’opinione pubblica in questo periodo di crisi?

I social media hanno sicuramente contribuito alla nascita e alla formazione della Public History, del discorso pubblico, in Italia.

In quest’articolo analizzeremo Facebook come social di riferimento. Nella sezione di Facebook dei “Gruppi” ognuno mediante la pubblicazione di un post e quindi di un contenuto dice la propria opinione su una questione o un  dibattito generale. La storia è di fatti come un puzzle, non oggettiva, ma con diversi punti di vista e priva di una assolutezza.

Ma che cosa sta realmente succedendo e come sta reagendo l’opinione pubblica?

Per capire questo possiamo prendere in considerazione come esempio un  gruppo facebook  di una delle primissime città della Campania ad essere colpita da casi di covid: “Cosa succede a Torre del Greco”.

Il gruppo condivide notizie sulle novità delle nuove ordinanze della fase 2, scambia opinioni, racconta eventi accaduti, si rassicura a vicenda come una grande famiglia.Tutto questo per i public historians non può che essere un bene prezioso perché ci permette di costruire la storia dal punto di vista dei cittadini e di chi ha vissuto davvero l’emergenza. Ci permette di costruire la storia dall’interno invece  che dall’esterno tramite memorie e fatti vissuti fissati da un post o da una foto.

Da come trapela dai post, la gente è ormai stanca di questa quarantena infinita. C’è molta gente senza lavoro che ha problemi a sfamare i propri figli, a pagare l’affitto. In molti sono anche senza mascherina. Come si segnala nel gruppo, molte mascherine  mandate dalla regione Campania ai singoli cittadini sono state rubate dalle cassette postali. E non solo, purtoppo ci troviamo in una vera e propria situazione di guerra in cui progressivamente  aumenta sempre di più  l’indice di criminalità.

La maggior parte dei componenti del gruppo non è contro le ordinanze dello stato e della politica di Conte, il nostro presidente del Consiglio, ma anzi lo appoggia schierandosi contro la politica di Salvini, dell’opposizione, che invece chiede al popolo di scendere nelle piazze a protestare e ad infrangere la legge. La maggior parte concorda che ciò che sta facendo l’Italia e il presidente del Consiglio è già tanto dato che l’Italia già prima dell’emergenza covid era in una situazione di depressione economica o quasi con sicuramente un alto  deficit pubblico che con questa quarantena purtroppo arriverà alle stelle.

Ma intanto il popolo torrese lotta anche contro la chiusura dell’unico presidio ospedaliero che la città predispone, il Maresca. Questo sicuramente ci fa riflettere sugli enormi tagli alla sanità che il governo ha fatto e che non ci consente di avere le misure necessarie per affrontare una emergenza di questo tipo. Questo ci fa capire che dopo il coronavirus molte cose dovranno essere cambiate dall’ambito sanitario a quello economico. O almeno si spera.

Ma qual è stata la più grande e sconcertante reazione a questo virus? Il razzismo. Il presidente Conte ci ha detto “lontani ora per riabbracciarci domani”. Eppure il virus ci sta facendo puntare il dito l’uno contro l’altro. Il razzismo non è un virus, a differenza del covid esso è difficile da debellare. Il razzismo, per definizione, è ogni tipo di tendenza psicologica e politica che si fonda sulla presunta superiorità di una razza sulle altre, favorito da atti di discriminazione. Nonostante i giorni drammatici che stiamo vivendo, i media non perdono occasione per screditare i meridionali e le loro condizioni sanitarie. Sin dall’inizio della pandemia tutti si aspettavano che la situazione al meridione sarebbe stata peggiore che al settentrione, ma è andata diversamente. Il covid-19 si è diffuso maggiormente nelle regioni del nord. Per questo motivo molti hanno inasprito le critiche verso il sud inventando anche storie assurde come quella della giornalista Barbara Palombelli che ha brillantemente ipotizzato che al sud il contagio fosse più lento perché i meridionali lavorano poco. Ma questa è soltanto una delle tante cose che sono state dette al riguardo. La battaglia continua sui social.

Nel gruppo facebook “Succede a Torre del Greco” è stato condiviso un articolo di Lonesto.it dove sono riportate le parole del leghista Vincenzo Sofo che ha sottolineato quanto detto dal Vittorio Feltri (giornalista del quotidiano Libero) : i meridionali sono inferiori dal punto di vista delle strutture ma non culturalmente. “Feltri ha ragione. I meridionali sono inferiori. Ad esempio non hanno autostrade. E non hanno treni ad alta velocità. E molti meno collegamenti aerei. Per non parlare dei collegamenti interni. Gli ospedali neanche li cito. Addirittura non hanno neppure il lavoro.” Ha detto Sofo nella sua pagina facebook. Continua anche dicendo che i meridionali, uscendo dall’inferiorità strutturale delle loro regioni, possono essere normali – o anche superiori – imprenditori, medici o ingegneri.

Nello stesso gruppo di Torre del Greco è presente un altro post: Annalisa Chirico, giornalista de “Il Foglio”, è stata ospite nel programma di Massimo Giletti “Non è l’Arena” dove si discute delle dichiarazioni anti-meridionali pronunciate da Vittorio Feltri. Nel programma la Chirico ha appoggiato Feltri dicendo che lui, come ogni cittadino libero, ha diritto a dire la sua. Per la Chirico il meridione è un popolo economicamente debole e alla lunga “rischia di essere moralmente inferiore”.  Il conduttore interviene: spiega che non esiste una morale del sud o del nord e che anzi molti dei collaboratori del suo programma sono meridionali e sono persone brave e in gamba, la colpa è dei dirigenti regionali. La brillante uscita della Chirico è stata definita dal giornalista Luca Telese “nazista” perché è da nazisti definire i meridionali inferiori.

Nel gruppo “Fieri di essere meridionali” è stato pubblicato un video in cui vengono intervistati Giorgia Meloni e Matteo Salvini che dicono di voler proporre al Quirinale Vittorio Feltri definendolo come “persona libera, abituata a dire quello che pensa, coraggiosa, perché all’Italia serve una persona così”. A questo viene unito il video di un’intervista fatta a Feltri da Mario Giordano in cui ribadisce che i meridionali sono inferiori. A questo proposito il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha firmato la querela nei confronti di Vittorio Feltri e di Mario Giordano per i reati di diffamazione a mezzo stampa, aggravata dall’odio razziale, e di istigazione all’odio razziale.

VIRGINIA COCCO

ROBERTA CITRO

GRUPPI PRESI IN CONSIDERAZIONE:

  • Cosa succede a Torre del Greco.
  • Fieri di essere meridionali.

FONTI: