Lavazza e gli anni ’80


La Luigi Lavazza S.p.A. è un’azienda italiana produttrice di caffè tostato fondata nel 1895 a Torino da Luigi Lavazza. Negli anni settanta e ottanta il compito di testimonial pubblicitario è stato poi assunto da Nino Manfredi che, grazie a decine di fortunati spot, lanciò gli slogan “Più lo mandi giù e più ti tira su” e “Il caffè è un piacere, se non è buono che piacere è?”. L’attore romano, però, non è stato testimonial di tutti i prodotti della gamma Lavazza: il caffè Paulista ad esempio era pubblicizzato dalla coppia Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, mentre Lavazza Dek (decaffeinato) nel 1988 mostrava una coppia sulla superficie di un cuore, allora presente anche sulle confezioni del prodotto.
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«Per me, Rigatoni»: gli anni ’80 attraverso la “cinepresa Barilla”

BAR-I-Rc-1982.2.Gli anni ‘80 sono un decennio ancora poco studiato, caratterizzato da aspetti molto contraddittori e che dà inizio alla contemporaneità.
La “Terza Italia”, quella del Centro/Nord-Est, che cresce grazie all’imprenditorialità delle famiglie, al dinamismo delle piccole industrie, alla coesione delle comunità locali, fa “volare” l’economia italiana.

Cambia il modo di pensare alla nazione che s’intreccia alle strategie dei partiti politici, impegnati a immaginare un originale “modello italiano” di sviluppo. Questa rappresentazione trova credito anche all’estero, dove la “Terza Italia” diviene uno degli esempi per dimostrare l’avvento di un’era del post-fordismo. Continua a leggere “«Per me, Rigatoni»: gli anni ’80 attraverso la “cinepresa Barilla””

Spot Tabù, lo stereotipo Afro-Americano della fine degli anni ’80

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Non è raro che all’interno della pubblicità vengano utilizzati quelli che sono dei modelli stereotipati di cose e/o persone. Si va dal semplice “stereotipo di modello familiare” visibile nelle pubblicità della Barilla, quest’ultima possibile da ricordare per il famoso “Dove c’è Barilla c’è casa”, fino a quello che è definibile uno “stereotipo razzista”, nel caso specifico si sta parlando del modello seguito dalle “Caramelle Tabù”.

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La figura delle donne nella pubblicità degli anni 60

I media, in particolare la televisione, hanno assunto un ruolo predominante nella costruzione della cultura ed è per questo motivo che la pubblicità si fa portavoce dei cambiamenti culturali e sociali che invadono da sempre il nostro Paese.

l’Italia e gli italiani stavano cambiando e Carosello accompagnava e scandiva con i suoi spot questo cambiamento. Il target del pubblico al quale esso si rivolgeva prevalentemente era quello dei bambini, una scelta non casuale: i bambini all’ascolto obbligava al coinvolgimento di tutta la famiglia; inoltre, questi fungevano da cassa di risonanza per gli spot pubblicitari.

Canticchiare una canzone ascoltata in tv o ripetere qualche battuta di qualche spot alimentava nella mente dei familiari il ricordo del prodotto pubblicizzato.


Sotto la guida di Pietro Barilla l’azienda emiliana per la prima volta ha incarnato un’idea di un’Italia in cui tutti potevano riconoscersi: era il 1967 quando appariva sugli schermi questo spot.

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