Una vita incompleta

 

Siamo sempre tutti distratti, siamo presi dalle nostre vite frenetiche che sembrano non fermarsi mai, diamo troppe cose per scontate, non riusciamo bene ad apprezzare ciò che abbiamo, invece, sappiamo dire bene ciò che vorremmo avere. Questo periodo è difficile per tutti, alcuni ne soffrono più di altri, c’è chi ha la fortuna di avere accanto una famiglia e un pasto tutti i giorni, c’è chi è solo, c’è chi non può permettersi nulla, c’è chi è lì fuori a combattere questa guerra per il bene di tutti noi, c’è chi vuole ignorare questa situazione, e chi invece è costantemente preoccupato. Continua a leggere “Una vita incompleta”

Coronavirus: la Fase 2 entra nel vivo

A dieci giorni dall’inizio della tanto attesa fase 2, l’Italia continua a provare a lasciarsi alle spalle l’emergenza coronavirus. Ma ciò non avviene per tutti, tante sono le categorie che potrebbero non cambiare di molto la loro quotidianità, almeno per il momento. È il futuro che si prospetta soprattutto per gli adolescenti, una tra le categorie che più hanno sofferto il periodo di lockdown. Continua a leggere “Coronavirus: la Fase 2 entra nel vivo”

“Neapolitan Culture”: Dal caffè sospeso ad oggi, racconto del cuore di una città.

“A Napoli quando una persona è felice, invece di pagare un caffè ne paga due, uno per sé e uno per il cliente che viene dopo. È come offrire un caffè al resto del mondo”

Così scrive Luciano De Crescenzo nel suo libro “Il caffè sospeso”, dipingendo un gesto d’amore e di compassione verso gli altri, che da sempre caratterizza la città di Napoli.

Perché Napoli, si sa, è la città del sole, delle canzoni d’amore sussurrate al mare, del profumo di pizza fritta e sfogliatelle nelle strade, ma anche e soprattutto di quei gesti di generosità e di assistenza, di quella vicinanza che ora non può essere vissuta come una volta, ma non per questo è stata dimenticata.

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Come la Chiesa si sta muovendo per l’emergenza Covid19?

 “Negli anni’90 con  la scomparsa dei partiti,l’uso pubblico della storia è stato terremotato da altre priorità ed esigenze producendo una sorta di liberalizzazione selvaggia del mercato della memoria”.

Lo storico Giovanni De Luna ritiene che dagli anni 90 in poi a muovere l’opinione pubblica e ad avere un ruolo politico rilevante non sono più i partiti politici, che a lungo hanno gestito l’uso pubblico della storia, orientandolo secondo la propria visione politica (e al tempo stesso per fare pedagogia democratica ai cittadini), ma i media. Non dimentichiamo che il leader politico che ha governato in Italia per circa 20 anni è stato il principale proprietario dei programmi pubblici televisivi privati del nostro paese. Dentro i media ci sono i nuovi modi di raccontare la storia. Uno dei social più conosciuti e usati è Facebook. Dalla sua nascita – nel 2004 – Facebook è il primo social che ha permesso alle persone di condividere pensieri, fotografie, canzoni. Nel corso del tempo è diventato un social molto esteso comprendendo anche la funzione delle stories e molte sezioni come live videos, watch, marketplace e la sezione gruppi. I gruppi sono una porzione di Facebook importante per capire come si muove l’opinione pubblica. Nello specifico: cosa sta facendo la Chiesa in questo periodo di difficoltà? Di conseguenza come gli italiani stanno reagendo?

A causa della pandemia tutta Italia è costretta a rimanere in casa. La quarantena ha cambiato le abitudini, i riti, l’organizzazione familiare e lavorativa e di conseguenza anche le pratiche dei fedeli. Non solo sono state interrotte le relazioni sociali ma sono stati sospesi anche i funerali. Non è semplice dover dire addio a qualcuno e in un periodo di vita sospesa come questo che stiamo vivendo, diventare vedovi o perdere dei genitori è ancora più difficile del solito, si unisce l’angoscia del non poter supportare persone che ormai sono rimaste sole. Da sempre la Chiesa è stata al fianco dei fedeli che vi entrano per trovare conforto e speranza nella preghiera e, soprattutto in questo periodo in relazioni sociali zero, la Chiesa ha dovuto modificare le sue abitudini, i suoi riti e quindi anche il suo modo di accostarsi ai fedeli.  Per questo motivo la Chiesa ha dovuto trovare altri modi per stabilire contatti con i fedeli, imparando ad utilizzare i social.

In quest’articolo analizzeremo, attraverso i gruppi Facebook, come si muove l’opinione pubblica nei confronti della Chiesa e come l’istituzione ecclesiastica stia affrontando l’attuale emergenza del Covid-19.

Nel gruppo “meme con Papà Francesco” si condividono appunto memes (immagini o video declinati in maniera buffa o bizzarra, diffusi in maniera virale sul web) dell’attuale Papa Francesco Bergoglio. E’ diventato  virale il video che mostra l’immagine di Papa Francesco che pubblicamente schiaffeggia le mani di una donna asiatica che cercava di afferrarlo a sé, la sera del 31 dicembre in Piazza San Pietro, episodio che a suo tempo aveva sollevato una sfilza di polemiche ma che ha prodotto anche una serie di fotomontaggi  in chiave ironica che sono stati riproposti nei tempi di diffusione del virus, partito da Wuhan ( Cina ) che voleva ricollegare quest’ultima al gesto del pontefice.

I meme sono diventati un modo per esorcizzare e sconfiggere la paura psicologica che questo virus ha portato con sé : l’umorismo è l’arma per sdrammatizzare il virus. Con i meme è però possibile anche interpretare qual è il pensiero comune sul papa e sulla Chiesa.

Ultimamente la figura del Papa non è ben vista da tutti. La  Chiesa, secondo l’opinione pubblica, non sta contribuendo molto dal punto di vista economico di modo che l’ ltalia  fronteggi la sua nuova battaglia contro il virus. L’articolo pubblicato su Business Insider di Marianna Tognini reca il titolo “ Molte parole e non altrettanti fatti: la Chiesa cattolica sta facendo troppo poco per aiutare l’Italia nell’emergenza”. La critica mossa alla Chiesa consta principalmente del fatto che le somme di denaro devolute erano destinate a strutture che già gravitano nell’orbita ecclesiastica. Eppure, a detta del resto dei cattolici italiani non resta che pregare.

Il gruppo “PREGHIERE” è, invece, impostato diversamente, infatti è principalmente un gruppo di supporto.

Questo è uno dei post più comuni presenti sul gruppo. Ogni iscritto può pubblicare dei messaggi personali dove si chiede di condividere una preghiera per poter supportare un malato. Questo tipo di post nasce con l’intento di sfogarsi e raccontarsi, condividere le proprie preoccupazioni e voler trovare nella preghiera una fonte di supporto, di speranza per chi ha contratto il virus ed è isolato dai parenti, perché in quarantena o in ospedale. Condividere una preghiera aiuta a sentirsi più vicini.

Un altro tipo di post è quello dove viene raccontato della morte di caro a causa del virus. A causa della pandemia siamo tutti costretti a rimanere in casa, questo non solo ci allontana dalle nostre abitudini quotidiane ma anche dal vivere in modo corretto la morte di un parente.

Nel “Gruppo di preghiere” viene riportato un passo del discorso che Papa Bergoglio ha tenuto il 27 marzo scorso. Da questa citazione possiamo capire come i componenti del gruppo condividano il pensiero di Papa Francesco: un discorso che incoraggia all’unione fraterna,alla necessità di un paese unito contro il nemico comune. Discorso tenuto in  una piazza  San Pietro sempre ghermita di gente ora deserta: una visione  mai vista prima che sicuramente rimarrà nella storia in quanto, come si afferma nell’opinione pubblica , rimanda simbolicamente a quell’atmosfera  di paura e di angoscia che l’Italia sta vivendo.

L’immagine da sopra riportata  mostra una  maestosa piazza  calata nelle tenebre contrapposta alla  luminosa figura del papa,  uno spiraglio di luce in quest’oscurità improvvisa che  con il suo discorso universale dice di  tener salda la forza e la speranza .

VIRGINIA COCCO

ROBERTA CITRO

GRUPPI PRESI IN CONSIDERAZIONE:

  • Meme con Papà Francesco
  • PREGHIERE
  • Gruppo di Preghiere

Psicosi di massa- chi ne sa di più?

È passato, ormai, poco più di un mese dal decreto ministeriale emanato dal Presidente del Consiglio il 9 Marzo 2020 che espandeva le restrizioni della “zona rossa” a tutto il territorio nazionale, causa Covid-19; l’Italia appare ferma, con le strade popolate quasi esclusivamente da forze dell’ordine e volontari, o forse è un’Italia in pieno movimento, un movimento mai visto prima. In questo ultimo mese accanto alle notizie ufficiali comunicate spesso direttamente dal presidente Giuseppe Conte e dal capo della Protezione Civile, si sono fatte notare diverse fake news in ogni ambito, soprattutto spopolano in ambito politico e medico, concorrendo a creare il fenomeno della psicosi.

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