Abbiamo fatto i conti con il Conte

Era il 4, o il 5…era la prima settimana di Marzo, ed io proprio in quei giorni avevo fatto ritorno dopo la temuta sessione invernale in università, curioso nel capire gli argomenti trattati dai nuovi corsi e felice di ritornare con i miei amici nella nostra casa da fuorisede, è strano dire fuorisede quando il tuo paese è a 150 Km dall’università che frequenti. C’era già un qualcosa di particolare nell’aria, si, era quel forte odore di amuchina che ogni cinque minuti passava sotto il naso come un treno carico di caramelle al limone accompagnato dal rumore di sfregamento delle mani di chi ne fa uso. Già da diversi mesi quasi tutte le testate giornalistiche ma non solo, riportavano notizie di un nuovo virus sviluppatosi in Cina particolarmente contagioso e resistente denominato in termini scientifici COVID-19, comunemente chiamato Coronavirus per via della forma della sua particella proprio a forma di corona, questa, è una malattia infettiva respiratoria causata dal virus denominato SARS-CoV-2. Epicentro principale dove è stata “indossata la corona” è una città situata nella parte centrale della Cina di nome Wuhan, “ma di solito si sa che ogni tanto c’è una malattia in Cina, mangiano cani, gatti, serpenti, PIPISTRELLI, è normale che prima o poi si ammalino, ma noi tanto che possiamo fare, è in Cina come fa ad arrivare qua?”. Queste, le parole di chi all’inizio aveva sottovalutato questo virus, “ma è un comune raffreddore”.

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Coronavirus: la Fase 2 entra nel vivo

A dieci giorni dall’inizio della tanto attesa fase 2, l’Italia continua a provare a lasciarsi alle spalle l’emergenza coronavirus. Ma ciò non avviene per tutti, tante sono le categorie che potrebbero non cambiare di molto la loro quotidianità, almeno per il momento. È il futuro che si prospetta soprattutto per gli adolescenti, una tra le categorie che più hanno sofferto il periodo di lockdown. Continua a leggere “Coronavirus: la Fase 2 entra nel vivo”

Diario di una quarantena

Era il 4 Marzo 2020, quando, sul pullman per andare all’università, all’improvviso, vedo le persone intorno a me che iniziano ad agitarsi, a borbottare; d’impulso prendo in mano il cellulare e mi trovo sommerso, nei molteplici gruppi whatsapp, da presunti avvisi su una possibile chiusura delle scuole e delle università a causa dell’arrivo in Italia del virus covid19. A primo impatto mi sono sentito spaesato, ricordo di aver pensato che si trattasse di un’ennesima fake news, d’altronde viviamo in un mondo dove le fake news circolano quasi più delle notizie importanti; entrato nel campus, però, quel tumulto continuava, ed il mio essere spaesato cresceva sempre di più, in aula la situazione è la stessa, e sentendo conferma dal professore che quelle notizie erano vere, inizio a rendermi conto della serietà della situazione.

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Diario di una studentessa sull’orlo di una crisi di nervi.

Chi l’avrebbe mai detto che avrei ceduto alla scritturazione di un diario?
A dire il vero, questa proposta me l’aveva già avanzata mia madre, ma io che tutto sono nella vita, tranne che una persona costante, l’avevo snobbata alla grande.
Mi sento un po’ stupida a scrivere cose che probabilmente non interesseranno a nessuno, ma credo di essermi decisa per il solo motivo di esorcizzare quello che provo in questo momento e tenerne un ricordo vivido per gli anni futuri.

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A volte penso…

Ci sono giorni in cui decido, quasi involontariamente, di mettermi sul divano e fissare il soffitto. Penso ad occhi aperti e immagino a cosa avrei fatto se tutto questo non fosse mai successo. Ho come la sensazione di aver perso un anno della mia vita e per noi ragazzi significa tanto: feste, sbronze, amici, fidanzate. E invece da un momento all’altro ci siamo ritrovati chiusi in casa. I primi tempi, ricordo bene, non attendevo altro che le 18 per sperare in buone notizie dalla Protezione Civile, salvo poi rendermi conto che più passavano i giorni più quella conferenza stampa assumeva le sembianze di un vero e proprio bollettino di guerra. E così ho preferito cambiare abitudini: videochiamate, giochi in famiglia, qualche volta allenamento. Continua a leggere “A volte penso…”