Capsula del tempo

Cari ventenni di domani,
avete presente come tutti vi dicono che la gioventù è la più bella parte della vita, che questi sono gli anni migliori e che non torneranno quindi dobbiamo viverli, spremerli fino al midollo, esperire tutto il possibile? Queste frasi mi hanno sempre messo un sacco di pressione, si sono innestate dentro di me e ho sempre vissuto (e vivo ancora) con l’ansia di non sfruttare questi anni, di buttarli, di non viverli al meglio, come vorrei, come dovrei. E non ho mai capito se questa pressione provenisse da me o da fuori, dalla società. Fatto sta che ho sempre incolpato me stessa per questo rimorso, per questa perenne sensazione nello stomaco. Ho ventun’anni, dovrei essere lì fuori ad esplorare il mondo. E invece sono qui dentro, in questa bolla.  Continua a leggere “Capsula del tempo”

RITIRO SPIRITUALE FORZATO

Cos’è significato per me l’emergenza da Covid-19?

Per cercare di spiegare al lettore come ho vissuto questa situazione emergenziale sono costretta a parlare, almeno in parte, di me e della mia vita, dei miei affetti.

Mi chiamo Giulia Cirella, ho ventun anni e frequento il secondo anno del DAVIMUS, nell’Università degli Studi di Salerno. Vivo con la mia famiglia a Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli e nel nostro condominio vivono anche i miei nonni, i miei zii e i miei cugini.

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Quello che si spera!

La mia zona d’origine è San Giuseppe Vesuviano, però è da cinque anni che vivo ad Avella, un piccolo comune italiano in provincia di Avellino. Non conosco molto bene questa zona in quanto non ho conoscenze, familiari ed esco raramente; tuttavia ho tratto che è molto nota, soprattutto per la coltivazione della nocciola, infatti quest’ultima prende il nome dal Comune di Avella. In latino il frutto del nocciolo è soprannominato “Nux Avellana”, in spagnolo è conosciuta come “avellana” ed in occitano come “avelana”.

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Ripartenza: una luce in fondo al tunnel?

L’Italia, dopo circa 2 mesi di lockdown, è entrata nella fase 2, diminuendo le restrizioni soprattutto per favorire la ripresa economica. Tra i settori maggiormente interessati, vi sono la ristorazione e i bar per cui resta consentita la consegna a domicilio e l’asporto con previa prenotazione telefonica e con l’obbligo di rispettare le norme igienico sanitarie. Quest’allentamento del lockdown è stato fortemente richiesto dai lavoratori i quali, dovendo chiudere le proprie attività, si sono visti venir meno la loro unica fonte di guadagno e hanno dovuto far fronte alle tasse (Imu, Tari, ecc…) e all’affitto dei propri locali. Solo l’1,4% dei ristoratori è riuscito ad accedere al credito bancario garantito dallo stato (1), ma si stima che saranno circa 50 mila tra bar, ristoranti e pizzerie a non alzare più le siracinesche delle loro attività con 30 miliardi di perdite (2).

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DIARIO DI QUARANTENA

E’ il 9 marzo 2020 quando il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, annuncia alla stampa le nuove misure del Governo per contrastare e prevenire la diffusione del virus COVID-19. Non ci sarà più una zona rossa, le misure restrittive vengono estese a tutta Italia a partire dal 10 marzo 2020 e fino al 3 aprile 2020.

Da questo momento in poi cambiano le abitudini di tutti noi: chiuse scuole, università e palestre, sospese le manifestazioni sportive e culturali, luoghi di culto possono aprire solo se in grado di garantire la distanza di almeno un metro, bar e ristoranti aperti dalle 6.00 alle 18.00, spostamenti consentiti solo per motivi di lavoro, salute o necessità giustificati dalla compilazione di un modulo di autocertificazione. La paura nell’affrontare questo nuovo modo di vivere a cui non siamo abituati è tanta, ma per il bene e la salute di tutti siamo pronti ad adattarci.

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