Ripartenza: una luce in fondo al tunnel?

L’Italia, dopo circa 2 mesi di lockdown, è entrata nella fase 2, diminuendo le restrizioni soprattutto per favorire la ripresa economica. Tra i settori maggiormente interessati, vi sono la ristorazione e i bar per cui resta consentita la consegna a domicilio e l’asporto con previa prenotazione telefonica e con l’obbligo di rispettare le norme igienico sanitarie. Quest’allentamento del lockdown è stato fortemente richiesto dai lavoratori i quali, dovendo chiudere le proprie attività, si sono visti venir meno la loro unica fonte di guadagno e hanno dovuto far fronte alle tasse (Imu, Tari, ecc…) e all’affitto dei propri locali. Solo l’1,4% dei ristoratori è riuscito ad accedere al credito bancario garantito dallo stato (1), ma si stima che saranno circa 50 mila tra bar, ristoranti e pizzerie a non alzare più le siracinesche delle loro attività con 30 miliardi di perdite (2).

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Coronavirus e marketing: le soluzioni per ripartire

Da ormai un mese gli italiani combattono la guerra contro la diffusione del Covid-19, il famoso virus che, originatosi in Cina, più precisamente nella città di Wuhan, ha preso piede in tutto il mondo, portando con sé migliaia e migliaia di vittime. Continua a leggere “Coronavirus e marketing: le soluzioni per ripartire”

CAMICE E MASCHERINA, LA DIVISA DEI MODERNI EROI #INPRIMALINEA.

In questo momento storico, in cui i social la fanno da padrone, le testimonianze della pandemia arrivano direttamente da chi la sta contrastando: i medici e gli infermieri.

Ai tempi dei social, dove tutto è a portata di smartphone e tutti possono scattare e condividere momenti di vita quotidiana con i propri follower, anche i medici, con l’hashtag #inprimalinea hanno deciso di raccontare la loro esperienza al “fronte” e, come dei novelli Frank Capra, raccontano un mondo massacrante, estenuante, dove la tensione è sempre altissima e non sempre si esce vincitori.

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COVID-19: economia in crisi, le attività più colpite

L’emergenza Coronavirus ha messo in ginocchio il bel paese sotto tutti i punti di vista, da quello sanitario a quello economico. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, tramite un decreto che sancisce la chiusura delle attività commerciali, escluse quelle di prima necessità come gli alimentari e le farmacie, sembra aver inferto il colpo di grazia ad un paese che già da tempo versava in condizioni alquanto precarie. A tale proposito il presidente della Banca Centrale Europea, Chritine Lagarde, afferma in tono perentorio che non è compito della BCE rimediare alle mancanze dei governi nazionali. Infatti, le politiche economiche italiane degli ultimi trent’anni che in tempi buoni riescono nonostante tutto a garantire la mera sopravvivenza, quando la situazione degenera a causa di eventi inaspettati, la crisi diventa inevitabile.

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