L’antinomia del coronavirus.

Il nuovo virus della famiglia dei Coronavirus, il Covid-2019 è una malattia respiratoria acuta che ha già causato più di 10.000 morti in tutto il mondo. Il vero paradosso riscontrato riguarda l’ambiente, il quale inizia finalmente a “respirare”.

Con il blocco dell’economia e delle varie misure governative mondiali, si è verificato un crollo significativo del biossido d’azoto, derivato dal traffico veicolare e dall’inquinamento industriale.
Come ci mostra l’ESA, l’agenzia spaziale europea, tramite la sua pagina Facebook ha reso noto l’incredibile diminuzione dei gas inquinanti.

“I dati recenti hanno dimostrato un declino dell’inquinamento atmosferico nel nord Italia che coincide con un isolamento nazionale per prevenire la diffusione del #coronavirus Questa nuova mappa mostra variazioni delle emissioni di NO2 sulla Cina (Dicembre-Mar), vista da Copernicus.”  

Durante una recente intervista la ricercatrice della Nasa, Fei Liu ha messo in mostra tale fenomeno:

“Questa è la prima volta che vedo questo effetto di ripulitura dell’aria in un’area così vasta. Quest’anno, il tasso di riduzione è più significativo rispetto agli anni passati ed è durato più a lungo. Non sono sorpresa perché molte città a livello nazionale hanno adottato misure per ridurre al minimo la diffusione del virus”.

A ringraziare sono anche i mari e fiumi delle città più note e più visitate al mondo, basti vedere il video pubblicato in Facebook da LaStampa: “Il risultato è che dove normalmente ci sono onde che rendono difficile la navigazione – come il Bacino San Marco – ora l’acqua è immobile e l’effetto esalta la bellezza della città.

Proprio in Cina, centro dell’epidemia, le emissioni cinesi di CO2 sono diminuite di almeno 100 milioni di tonnellate negli ultimi 14 giorni grazie soprattutto a una riduzione di produzione del 40% nei settori industriali.

Lo stesso, non in termini di numeri, si è verificato in Italia come dimostra l’Agenzia Giornalistica Italiana con questo post:

Difatti, proprio il ministro dell’ambiente italiano, Sergio Costa ha commentato tali risultati e ha affermato che è possibile inquinare di meno: Non dovevamo aspettare il coronavirus per saperlo, ma in questo senso i dati ci fanno capire che si può fare e le risorse ci sono”.

Il coronavirus ci ha dato modo di riflettere anche sui nuovi supporti tecnologici con i quali è possibile lavorare da casa in “smart working”, questo permetterebbe, sconfitta l’epidemia, la riduzione effettiva e duratura di emissioni inquinanti, meno auto in città e più aria pulita per i nostri polmoni.

Dunque, questi sembrano essere gli unici dati positivi in un periodo tragico e molto triste della storia mondiale odierna.

Una volta terminata l’emergenza, sconfitto il virus, ristabilito l’ordine e la routine sociale, spunto d’ispirazione possono essere i suggerimenti che la Terra, indirettamente, ci sta manifestando: sperimentare e poi garantire modelli più sostenibili in ogni settore della nostra vita quotidiana, iniziando dalle aziende per poi passare ai mezzi di trasporto.

Gerardo Gallo

Foto Copertina:

https://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/meteo-e-coronavirus–drastica-riduzione-degli-inquinanti-in-italia-tra-febbraio-e-marzo—video-324262

La Stampa:

ESA – European Agency Space: https://www.facebook.com/EuropeanSpaceAgency/photos/a.380701205666/10158157351530667/?type=3&theater

AGI – Agenzia Giornalistica Italia: https://www.facebook.com/Notizie.Agi/posts/10158175820571730

L'Italia come non l'abbiamo mai vista

Dopo poche ore dall’entrata in vigore del decreto con cui il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha disposto la chiusura totale dell’Italia (1), finalizzata a contrastare il prima possibile la pandemia di Covid-19, le maggiori città della Penisola hanno cambiato volto. Ce lo raccontano gli scatti degli utenti sui social che in queste ore stanno immortalando il momento unico che stiamo vivendo.

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CAMICE E MASCHERINA, LA DIVISA DEI MODERNI EROI #INPRIMALINEA.

In questo momento storico, in cui i social la fanno da padrone, le testimonianze della pandemia arrivano direttamente da chi la sta contrastando: i medici e gli infermieri.

Ai tempi dei social, dove tutto è a portata di smartphone e tutti possono scattare e condividere momenti di vita quotidiana con i propri follower, anche i medici, con l’hashtag #inprimalinea hanno deciso di raccontare la loro esperienza al “fronte” e, come dei novelli Frank Capra, raccontano un mondo massacrante, estenuante, dove la tensione è sempre altissima e non sempre si esce vincitori.

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COVID-19: economia in crisi, le attività più colpite

L’emergenza Coronavirus ha messo in ginocchio il bel paese sotto tutti i punti di vista, da quello sanitario a quello economico. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, tramite un decreto che sancisce la chiusura delle attività commerciali, escluse quelle di prima necessità come gli alimentari e le farmacie, sembra aver inferto il colpo di grazia ad un paese che già da tempo versava in condizioni alquanto precarie. A tale proposito il presidente della Banca Centrale Europea, Chritine Lagarde, afferma in tono perentorio che non è compito della BCE rimediare alle mancanze dei governi nazionali. Infatti, le politiche economiche italiane degli ultimi trent’anni che in tempi buoni riescono nonostante tutto a garantire la mera sopravvivenza, quando la situazione degenera a causa di eventi inaspettati, la crisi diventa inevitabile.

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La sanità italiana va al fronte

Gli ospedali sono la vera trincea in cui si combatte la battaglia al Covid-19: la malattia respiratoria provocata dal nuovo coronavirus (SARS-CoV-2) caratterizzato da un’alta contagiosità. Il contagio avviene attraverso il contatto stretto con una persona infetta. Circa 1 su 5 persone con Covid-19 si ammala gravemente e presenta difficoltà respiratorie, richiedendo il ricovero in ambiente ospedaliero.

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Gli ospedali sono la vera trincea in cui si combatte la battaglia al Covid-19: la malattia respiratoria provocata dal nuovo coronavirus (SARS-CoV-2) caratterizzato da un’alta contagiosità. Il contagio avviene attraverso il contatto stretto con una persona infetta. Circa 1 su 5 persone con Covid-19 si ammala gravemente e presenta difficoltà respiratorie, richiedendo il ricovero in ambiente ospedaliero.

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