Psicosi di massa- chi ne sa di più?

È passato, ormai, poco più di un mese dal decreto ministeriale emanato dal Presidente del Consiglio il 9 Marzo 2020 che espandeva le restrizioni della “zona rossa” a tutto il territorio nazionale, causa Covid-19; l’Italia appare ferma, con le strade popolate quasi esclusivamente da forze dell’ordine e volontari, o forse è un’Italia in pieno movimento, un movimento mai visto prima. In questo ultimo mese accanto alle notizie ufficiali comunicate spesso direttamente dal presidente Giuseppe Conte e dal capo della Protezione Civile, si sono fatte notare diverse fake news in ogni ambito, soprattutto spopolano in ambito politico e medico, concorrendo a creare il fenomeno della psicosi.

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CORONAVIRUS, MAFIA: IL VIRUS NON E’ L’UNICO AVVERSARIO DA SCONFIGGERE

Oltre al nemico invisibile che sta mettendo in ginocchio un’intera nazione, il coronavirus, esiste purtroppo da molti anni un acerrimo nemico che va contrastato a pugno duro, soprattutto in questo momento storico, proprio come ci hanno insegnato i magistrati Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, il giornalista Peppino Impastato, il celeberrimo Joe Petrosino e tutte le altre personalità che hanno fatto della propria vita una continua lotta alla mafia.

Proprio durante questo periodo di grave crisi sociale, sanitaria ma soprattutto economica, la mafia potrebbe risultarne addirittura avvantaggiata.
Innanzitutto, ormai risaputo da tutti, i clan posseggono un’elevata disponibilità di “moneta legale”, e ovviamente così come successo durante il secondo Dopoguerra italiano (dove addirittura i mafiosi erano a stretto contatto con i capi politici della European Recovery Program), la quale potrebbe essere utilizzata per la ricostruzione, in ogni settore, una volta finita l’emergenza Covid19.

Uno dei primi a lanciare l’allarme è il consulente della commissione antimafia Roberto Tartaglia: “L’economia legale rischia di essere infettata ancora di più dalle mafie”, continua affermando: “Mafie possano aumentare il proprio business in questa situazione di emergenza”.


Ancora una volta a subirne le conseguenze potrebbero essere le regioni meridionali, macchiate dall’irriprovevole scia di N’drangheta, Camorra e Mafia siciliana. In queste aree, a seguito del contagio di coronavirus, il livello di povertà rischia di espandersi a vista d’occhio e crescono a dismisura le famiglie o gli imprenditori a vedersi costretti ad escamotage affinchè riescano a risollevare la propria economia personale.
“C’è il serio rischio che le mafie possano aumentare il proprio business in questa situazione di emergenza: penso all’offerta che hanno dato in alcuni territori alle famiglie in difficoltà, ma anche ai settori economici funzionanti come quello ortofrutticolo, della grande distribuzione agroalimentare o dei rifiuti speciali, in cui investono e che sono ora ancora più strategici. Con la Dia e la Guardia di finanza stiamo monitorando la situazione ed effettuando degli approfondimenti”, ecco quanto afferma il Procuratore nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho.

Un altro grido di rabbia arriva dal sindaco di Petrosino, un piccolo comune di Trapani, dove Giancaleone afferma che il CoronaVirus aggrava l’emergenza povertà delle classi meno abbienti e inoltre tiene a sottolineare l’emergenza che vivono i lavoratori non regolarizzati da contratto come previsto dalle legge nazionali.



Non poteva mancare il commento di Nicola Gratteri, il procuratore diventato famoso per la guida  di una mega-operazione, denominata “Rinascita Scott” , che smantella le cosche di ‘ndrangheta del Vibonese e permette l’arresto di 334 persone e 416 indagati, rilasciata a La7.

“Il consenso delle mafie aumenta con l’emergenza sanitaria in atto e non ha problemi di erogare elemosina. Vista la paralisi in ogni settore economico, le mafia va studiata secondo due punti di vista: il rapporto che essa può avere con i lavoratori sottopagati, lavoratori in nero i quali potrebbero beneficiare del “regalo” dei capomafia, per una cifra che si aggira intorno ai 300-400€ e d’altro canto sussiste il problema del riciclaggio e dell’usura, dove addirittura l’usuraio mafioso potrebbe garantire interessi più bassi di quelle delle banche”, il procuratore continua e cercare di far aprire gli occhi a tutti gli imprenditori: “L’obiettivo dell’usuraio mafioso non è quello di arricchirsi tramite l’usura ma di rilevare l’attivita commerciare per riciclare il denaro sporco proveniente ad esempio dallo spaccio di cocaina.”

Purtroppo c’è chi addirittura riesce a scherzare su temi così delicati:

Dunque lo stato Italiano è chiamato ad un lavoro importantissimo, non solo nei confronti dell’epidemia in atto ma anche per contrastare ancora una volta, con ogni mezzo necessario, la malavita organizzata.

Gerardo Gallo

https://www.facebook.com/search/top/?q=mafia%20coronavirus

https://www.facebook.com/roberto.tartaglia.71

La violenza domestica non va in quarantena

“IL TELEFONO NON SQUILLA”, così si apre il post della pagina facebook “Donne Contro la Violenza” (1) per denunciare una delle conseguenze della quarantena imposta dal decreto #Iorestoacasa sottoscritto il 9 marzo, per far fronte all’emergenza covid-19 sull’intero territorio nazionale. Sono calate drasticamente le chiamate da parte di vittime di abuso domestico verso i centri antiviolenza. Dai dati del telefono rosa, emerge che rispetto alle prime due settimane di marzo 2019, le richiesta di aiuto sono calate del 47,7% (2). Questa diminuzione delle chiamate non rispecchia, però, il calo delle violenze domestiche, che in questo periodo continuano a essere presenti e preoccupano ancora di più. Numerosi sono i casi riportati dalla cronaca. Per esempio, a Padova una donna di 48 anni è stata aggredita con un martello dal marito al culmine di una lite; ferita al volto e alle braccia, è stata salvata dall’intervento dei vicini (3). La pagina “Doppio standard” riporta un triste bollettino di aggressioni e omicidi dal 4 fino al 25 marzo (4).

Purtroppo i casi di violenza non accennano a diminuire nemmeno nei giorni successivi. Il 26 marzo nel casertano, un uomo di 52 anni, che già si trovava agli arresti domiciliari, ha tentato di strangolare per poi colpire alla schiena con delle forbici la moglie (5). Il 31 marzo una studentessa di medicina è stata strangolata e uccisa dal fidanzato; La tragedia si è consumata a Furci Siculo, nel messinese; L’assassino avrebbe tentato il suicidio, per poi chiamare i carabinieri e autodenunciarsi (6).
Tra le prime associazioni a lanciare l’allarme, appena scattate le restrizioni, ci sono state le femministe della rete Non Una Di Meno che hanno espresso la loro preoccupazione sui social con un chiaro messaggio: “Per molte persone, soprattutto molte donne #stareacasa non è un invito rassicurante” (7). La pagina Staffetta democratica ha realizzato una raccolta di 876 firme indirizzata al premier Giuseppe Conte e ai ministri, per porre all’attenzione di questi la mancanza di sovvenzioni alle case delle donne in questo particolare momento di emergenza e il problema della validità dell’autocertificazione in caso in cui si esca di casa per richiedere assistenza (8). A questo appello ha risposto la ministra delle pari opportunità e della famiglia Elena Bonetti che ha annunciato lo stanziamento di fondi per i centri antiviolenza che si trovano in difficoltà. Inoltre, per quanto riguarda l’autocertificazione, la ministra aggiunge: “È però importante che le donne sappiano che possono uscire e recarsi nei centri antiviolenza dichiarando che lo fanno per stato di necessità, mantenendo la riservatezza sulla causa specifica senza dichiarare altro motivo.” (9) Anche le singole regioni si stanno attivando per contrastare le violenze con azioni concrete. Ad esempio, di fondamentale importanza è stata la decisione della procura di Trento che stabilisce in caso di maltrattamenti domestici che non saranno le vittime a lasciare la casa, ma verrano trasferiti i maltrattanti. (10)

Sui social, in particolare su facebook, molti sono gli hashtag lanciati e le campagne istituite contro la violenza domestica che forniscono una serie di contatti a cui si può chiedere aiuto:

#noiseisola della pagina “STOP alle molestie sessuali ed alla violenza sulle donne” (11)

#iorestoacasama… è l’iniziativa di “NON UNA DI MENO” che invita chiunque ne senta la necessità a raccontare situazioni di disagio legate all’isolamento forzato, utilizzando il loro hashtag (12);

#noicisiamo lanciato da “Per Non Subire Violenza – da Udi” (13);

La pagina “D.i.re Donne in Rete contro la Violenza” attraverso un video invita le donne a contattare il numero verde 1522 e a chiedere aiuto nei momenti in cui si ha la possibilità di uscire di casa (ad esempio quando ci si reca in farmacia e al supermercato o quando si va a buttare la spazzatura, a fare benzina, a portare il cane a passeggio). Inoltre all’interno del post viene riportato un link grazie al quale è possibile individuare il centro antiviolenza più vicino (14);

Sulla pagina “Donne per le donne onlus” è stata sponsorizzata l’applicazione “1522 antiviolenza e stalking” che dà la possibilità di contattare operatrici tramite chat senza dover necessariamente chiamare (15);

In aggiunta la pagina “Staffetta democratica” ha lanciato la campagna #mascherina1522 (16). parola in codice serve per denunciare una violenza in farmacia e in tutti i presidi sanitari. Quest’approccio è stato già sperimentato in Spagna, uno dei primi paesi ad aver preso in considerazione il problema della violenza durante il lockdown, grazie all’appello del presidente Sanchez di “proteggere le donne” dalla minaccia del virus e della violenza, con la parola in codice #mascarilla19 (17)/(18);

Alcune pagine, come “Donne Contro la Violenza”, danno anche la possibilità di poter fare delle donazioni per sostenere economicamente i centri antiviolenza (19);

Action Aid Italia ha avviato il fondo #Closed4women con uno stanziamento iniziale di 40mila euro (20) per poter aiutare concretamente i centri antiviolenza (21).

Alcuni credono che questo flusso di violenze sia frutto dell’isolamento forzato, che scatenerebbe raptus e follie omicide, ignorando però che la violenza di genere sia figlia del patriarcato, quindi di una situazione culturale e di potere preesistente al virus e più radicata di esso. La quarantena non permette alle donne di poter denunciare i soprusi subiti perché non vi è la possibilità di uscire di casa con la stessa facilità di prima, ritrovandosi così con il loro partner violento 24 ore su 24. A questo proposito Gabriella Ferrari Bravo, psicoterapeuta e volontaria del centro Arcidonna di Napoli spiega che «L’isolamento in casa realizza l’obiettivo dell’uomo violento» (22). Per molte persone la casa non è mai sinonimo di sicurezza, ma piuttosto viene vissuta come un incubo che non dà via di scampo. Se rimanere a casa è necessario in questo periodo di crisi, lo è altrettanto tutelare e prestare assistenza concreta alle vittime.

A cura di:
Daniela Cicchelli
Federica Aversa

Link:

(1) https://www.facebook.com/543988465616474/posts/3411678805514078/?d=n

(2) https://www.lastampa.it/cronaca/2020/03/19/news/l-altra-faccia-del-coronavirus-e-emergenza-violenza-sulle-donne-ecco-i-numeri-da-chiamare-per-chiedere-aiuto-1.38612088?fbclid=IwAR0yCxTA671AuwZ-0JMwfrMnXa27lmDwSt9f012XfJnicBw61yq0JEXkTeU&refresh_ce

(3) https://www.fanpage.it/attualita/padova-massacrata-dal-marito-in-quarantena/

(4) https://www.facebook.com/589826871122259/posts/2597892716982321/?d=n

(5) https://www.ilmeridianonews.it/2020/03/non-gli-piace-cena-prende-le-forbici-ed-infilza-la-moglie-arrestato/

(6) https://www.notizie.it/cronaca/2020/03/31/strangola-fidanzata-tenta-suicidio-messina/

(7) https://www.diatomea.net/speciale-dossier/la-violenza-al-tempo-del-virus/

(8) https://www.facebook.com/104717751174382/posts/115359863443504/?d=n

(9) https://www.repubblica.it/cronaca/2020/03/21/news/elena_bonetti_se_subite_violenza_chiedete_aiuto_andate_al_centro_antiviolenza_e_nessuno_vi_multera_-251867069/

(10) https://www.rassegna.it/mobile/articoli/in-caso-di-violenza-domestica-trasferire-maltrattanti

(11) https://www.facebook.com/43715068625/posts/10159534930288626/?d=n

(12) https://www.facebook.com/1863649617188588/posts/2784237068463167/?d=n

(13) https://www.facebook.com/349636411908825/posts/1276541859218271/?d=n

(14) https://www.facebook.com/170108543107645/posts/2814514478667025/?vh=e&d=n

(15) https://www.facebook.com/342472876092292/posts/1105367683136137/?d=n

(16) https://www.facebook.com/104717751174382/posts/105690381077119/?d=n

(17) https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FPocketPress2019%2Fposts%2F2313080118795583&width=500&quot

(18) https://www.google.it/amp/s/www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/violenza-donne-coronavirus/amp/

(19) https://www.facebook.com/casadelledonnemodena/

(20) https://www.milanotoday.it/attualita/coronavirus/centri-anti-violenza-donne.html

(21) https://www.facebook.com/73493613024/posts/10157618583668025/?d=n

(22) http://www.vita.it/it/interview/2020/03/24/coronavirus-lisolamento-in-casa-e-il-sogno-delluomo-violento/314/

Smart working e solidarietà digitale: tecnologia come antidoto al virus

In una situazione difficile come questa che il paese sta affrontando, l’importante è garantire a tutti i cittadini la possibilità di continuare, per quel che si può, a vivere la propria vita. La diffusione del coronavirus e l’emergenza sanitaria che ne è conseguita ha, però, stravolto la vita di tutti gli italiani. Inevitabile, data la situazione del tutto nuova e sconosciuta con la quale noi stiamo facendo i conti per la prima volta. Noi esseri umani capiamo il mondo, ci rapportiamo con esso creando delle convenzioni, dei gesti ripetibili per determinate situazioni, abbiamo le nostre zone di comfort, che in questo momento storico, però, sono cambiate, sono state manomesse da un virus che avevamo sottovalutato e che ora è esploso in tutta la sua potenza. In un clima del genere tuttavia ci vengono in soccorso i social e internet. Che, seppur parzialmente, ci aiutano a rimanere in contatto nonostante la distanza forzata. Come LinkedIn, ad esempio. LinkedIn è una piattaforma social che conta più di 600 milioni di utenti e che è impiegato principalmente nello sviluppo di contatti professionali e nella diffusione di contenuti specifici relativi al mercato del lavoro. Un servizio web che in questi giorni è stato utilizzato sia per lanciare messaggi di solidarietà sia per promuovere iniziative di grande impatto come quelle dedicate alla solidarietà digitale e allo smart working.Diverse sono, inoltre, le aziende che su LinkedIn hanno promosso iniziative relative allo smart working, un termine sconosciuto fino a qualche mese fa e con il quale abbiamo ormai familiarizzato bene in questi giorni. Sostanzialmente smart working vuol dire poter lavorare senza mettere a rischio, in piena emergenza sanitaria a causa del coronavirus, la propria salute e quella degli altri. Ovvero conciliare tempi di vita, di lavoro e al contempo contribuire alla crescita della produttività. Lavorare da casa? Essenzialmente sì.

Partendo dallo smart working vediamo nascere in soccorso ad esso la solidarietà digitale. La solidarietà digitale è un’iniziativa lanciata dal Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione ed Agenzia per l’Italia digitale(Agid) ed è una collaborazione che comprende sia la sfera pubblica che quella privata per supportare in modo concreto il paese e i cittadini e limitare il più possibile i disagi che derivano dalle restrizioni e decreti creati per fronteggiare il virus. L’Agid, ha, tra l’altro, pubblicato un vademecum per lavorare on line in sicurezza. 

Il Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione spiega che il loro scopo è quello di “utilizzare la tecnologia per risolvere le problematiche della società”, dato che per loro “la digitalizzazione può davvero migliorare la vita delle persone.”

Sono state molte le aziende pubbliche e private che hanno deciso di aderire a questa iniziativa.

In questo clima di difficoltà è, infatti, lo stesso Governo a promuovere iniziative per lo sviluppo dello smart working e a supportare servizi digitali gratuiti per lavorare da remoto. 

Un esempio può essere il Gruppo Mondadori che ha deciso di dare il proprio contributo: a tutela della salute delle persone e di tutto il paese, le librerie Mondadori sono state chiuse, ma solo fisicamente. I lettori e tutti coloro i quali ne avranno necessità potranno infatti raggiungere il sito e commerce online, permettendo così ai dipendenti di continuare appunto a lavorare in modalità smart working. Inoltre la Mondadori è vicina anche al mondo scolastico e alla didattica digitale, mettendo a disposizione l’intero patrimonio digitale per rendere possibile ed agevolare le lezioni a distanza. Un ambiente digitale aperto, costantemente aggiornato, nel quale consultare e scaricare liberamente, senza alcuna registrazione.

Con le restrizioni dovute all’emergenza di queste settimane è notevolmente cresciuta la richiesta di smart working in Italia, come testimoniato dai dati pubblicati da Var Group, uno dei servizi più importanti nell’ambito della digitalizzazione e dell’innovazione del lavoro a livello nazionale e non. Nella prima settimana dall’estensione della zona di contenimento a tutto il territorio italiano,”Var Group registra un boom di richieste:

 • +60%: incremento delle richieste di consulenza per l’implementazione sicura dei collegamenti da remoto e accesso sicuro alle reti aziendali in smart working;

 • +70%: incremento delle richieste per il supporto e l’implementazione di soluzioni di collaboration

• +48% : richiesta di dispositivi mobili

Le richieste hanno riguardato trasversalmente tutti i settori.”

I dati registrati da Var Group parlano chiaro: c’è stato un boom di richieste di consulenze e supporto digitale, un chiaro segnale di come tutte le aziende abbiano cercato di porre rimedio ad un problema inatteso. 

Molto virtuoso è il caso di Connexia, una delle aziende di marketing e consulenza pubblicitaria più importanti ad essere attive su LinkedIn e che nell’elenco stilato dal Ministero per l’Innovazione tecnologica e la Digitalizzazione si ritrova tra le prime 10 realtà aderenti al progetto di Solidarietà Digitale, al fianco di colossi del web come Amazon, Google, Fastweb e Cisco. Connexia ha messo a disposizione, a titolo gratuito e per tutte le realtà che lo hanno chiesto e lo stanno chiedendo, le licenze per l’utilizzo della piattaforma Cisco Webex, uno strumento che consente, in maniera semplice e agevole, la collaborazione a distanza. In una interessante intervista per il portale engage.it ne ne ha parlato a lungo il CEO di Connexia, Paolo D’Ammassa.

Tra le aziende che più di tutte si stanno distinguendo in tale settore c’è Eni, che su LinkedIn conta quasi 900.000 follower. La crisi che sta imperversando in Italia ha costretto aziende e dipendenti a trovare alternative valide al consueto e classico metodo di lavoro, che sia in fabbrica o in ufficio. Lo smart working, o lavoro da remoto, potrebbe rappresentare il punto di partenza dal quale ricostruire il nostro Paese. 

Oltre ad essere in soccorso dello smart working, la solidarietà digitale non si ferma al mondo del lavoro o a quello scolastico, ma continua e si va ampliando anche nel mondo dell’intrattenimento, proprio per aiutarci ad affrontare al meglio questa nuova realtà in cui stiamo vivendo. 

La Vodafone, come la Tim hanno deciso infatti di regalare giga illimitati a tutti i loro clienti, sia a sostegno di una probabile attività di smart working, piuttosto che una di didattica a distanza o perché no per navigare in internet senza limiti e senza preoccuparsi di rimanere a corto di giga in un momento in cui il mondo del web ora più che mai è a nostro sostegno, permettendoci di sentirci meno distanti.

La solidarietà digitale ha infatti permesso a tutti noi di sentirci meno soli, ci sta dimostrando quanto è importante il mondo virtuale e quanti benefici possiamo ottenere semplicemente restando “online”. 

A cura di:

Michela Castaldi (matricola 0312202270)

Giovanni Salvatore (matricola 0312202262)

Fonti:

https://www.linkedin.com/posts/vargroup-spa_emergenza-coronavirus-boom-di-richieste-activity-6645632281551736832-UTUA

https://www.linkedin.com/posts/agenzia-italia-digitale_smartworking-elearning-solidarietaeqdigitale-activity-6646820046934945792-zkV5

https://www.linkedin.com/posts/connexia_solidariet%C3%A0-e-agenzie-il-caso-connexia-activity-6646330429593006080-8-DH

https://www.linkedin.com/posts/eni_weareeni-smartworking-smartpeople-activity-6646816868134899712-Vu72

https://www.linkedin.com/posts/agenzia-italia-digitale_coronavirus-solidarietaeqdigitale-agid-activity-6641297671350951936-bjCu

https://www.linkedin.com/posts/ministeroinnovazione_il-nostro-scopo-%C3%A8-utilizzare-la-tecnologia-activity-6643183512025464832-6sQz

https://www.linkedin.com/posts/mondadori_smartworking-iorestoacasa-fermiamoloinsieme-activity-6643215106366812160-HTRD

L'unione fa la forza


Il 2020 non è stato un anno generoso sin dall’inizio.
Difatti, un’epidemia ha colpito la Cina, e quasi contemporaneamente, anche l’Italia.
Si tratta di una malattia infettiva causata da un nuovo virus mai identificato prima negli esseri umani, che prende il nome di COVID-19, conosciuto comunemente come coronavirus.

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