RITIRO SPIRITUALE FORZATO

Cos’è significato per me l’emergenza da Covid-19?

Per cercare di spiegare al lettore come ho vissuto questa situazione emergenziale sono costretta a parlare, almeno in parte, di me e della mia vita, dei miei affetti.

Mi chiamo Giulia Cirella, ho ventun anni e frequento il secondo anno del DAVIMUS, nell’Università degli Studi di Salerno. Vivo con la mia famiglia a Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli e nel nostro condominio vivono anche i miei nonni, i miei zii e i miei cugini.

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Ripartenza: una luce in fondo al tunnel?

L’Italia, dopo circa 2 mesi di lockdown, è entrata nella fase 2, diminuendo le restrizioni soprattutto per favorire la ripresa economica. Tra i settori maggiormente interessati, vi sono la ristorazione e i bar per cui resta consentita la consegna a domicilio e l’asporto con previa prenotazione telefonica e con l’obbligo di rispettare le norme igienico sanitarie. Quest’allentamento del lockdown è stato fortemente richiesto dai lavoratori i quali, dovendo chiudere le proprie attività, si sono visti venir meno la loro unica fonte di guadagno e hanno dovuto far fronte alle tasse (Imu, Tari, ecc…) e all’affitto dei propri locali. Solo l’1,4% dei ristoratori è riuscito ad accedere al credito bancario garantito dallo stato (1), ma si stima che saranno circa 50 mila tra bar, ristoranti e pizzerie a non alzare più le siracinesche delle loro attività con 30 miliardi di perdite (2).

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DIARIO DI QUARANTENA

E’ il 9 marzo 2020 quando il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, annuncia alla stampa le nuove misure del Governo per contrastare e prevenire la diffusione del virus COVID-19. Non ci sarà più una zona rossa, le misure restrittive vengono estese a tutta Italia a partire dal 10 marzo 2020 e fino al 3 aprile 2020.

Da questo momento in poi cambiano le abitudini di tutti noi: chiuse scuole, università e palestre, sospese le manifestazioni sportive e culturali, luoghi di culto possono aprire solo se in grado di garantire la distanza di almeno un metro, bar e ristoranti aperti dalle 6.00 alle 18.00, spostamenti consentiti solo per motivi di lavoro, salute o necessità giustificati dalla compilazione di un modulo di autocertificazione. La paura nell’affrontare questo nuovo modo di vivere a cui non siamo abituati è tanta, ma per il bene e la salute di tutti siamo pronti ad adattarci.

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La quarantena: il resoconto generale tre mesi dopo.

Fino agli inizi di marzo, la mia vita aveva seguito il solito corso. Quasi senza prestare molta attenzione, infatti, ripetevo le cose che facevo normalmente, consapevole però che, in altre parti del mondo, centinaia di migliaia iniziavano a modificare le proprie esistenze per poter far fronte al virus che da gennaio aveva fatto la sua “comparsa”.

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L’arte bene comune per società resilienti

L’influenza di questo periodo storico non poteva non riversarsi sull’arte. L’arte in tutte le sue forme, da sempre, assimila e racconta crisi di pensiero, culturali e storiche. Stiamo vivendo una crisi globale senza precedenti, migliaia di persone hanno perso la vita e milioni sono confinati nelle loro case.

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