VI (MI) RACCONTO

-storia di una pandemia-

Scrivere e parlare di se stessi, trovarsi faccia a faccia con le proprie maschere, mettersi a nudo e raccontarsi non è sempre semplice…Ci sono, però, momenti della vita in cui parlare di sé, di alcune situazioni vissute può far star bene ma soprattutto può essere utile per mantenere intatta una memoria che potrebbe essere perduta.

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#LOSTUDIONONSIFERMA, come la didattica affronta il virus

Misura conseguente e necessaria allo scoppio della pandemia di Covid-19 è stata la chiusura repentina di scuole ed università, mettendo così a dura prova il mondo dell’istruzione. Il governo prontamente ha deciso di intervenire per far sì che tutti gli studenti italiani continuassero a portare avanti i propri studi e proseguissero nello svolgimento delle lezioni in maniera ottimale e dopo alcuni giorni di assestamento, in cui sono stati decisi i metodi di insegnamento, docenti ed alunni sono stati catapultati in un nuovo mondo on-line, dal momento che la nota MIUR dell’8 Marzo 2020 ha disposto a tutti i professori di attivare la didattica a distanza per tutelare il diritto all’istruzione. Sono state installate su computer, tablet e smartphone diverse piattaforme con le quali poter sostituire le classiche lezioni ed attività frontali, non solo nel mondo dell’insegnamento

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Come la Chiesa si sta muovendo per l’emergenza Covid19?

 “Negli anni’90 con  la scomparsa dei partiti,l’uso pubblico della storia è stato terremotato da altre priorità ed esigenze producendo una sorta di liberalizzazione selvaggia del mercato della memoria”.

Lo storico Giovanni De Luna ritiene che dagli anni 90 in poi a muovere l’opinione pubblica e ad avere un ruolo politico rilevante non sono più i partiti politici, che a lungo hanno gestito l’uso pubblico della storia, orientandolo secondo la propria visione politica (e al tempo stesso per fare pedagogia democratica ai cittadini), ma i media. Non dimentichiamo che il leader politico che ha governato in Italia per circa 20 anni è stato il principale proprietario dei programmi pubblici televisivi privati del nostro paese. Dentro i media ci sono i nuovi modi di raccontare la storia. Uno dei social più conosciuti e usati è Facebook. Dalla sua nascita – nel 2004 – Facebook è il primo social che ha permesso alle persone di condividere pensieri, fotografie, canzoni. Nel corso del tempo è diventato un social molto esteso comprendendo anche la funzione delle stories e molte sezioni come live videos, watch, marketplace e la sezione gruppi. I gruppi sono una porzione di Facebook importante per capire come si muove l’opinione pubblica. Nello specifico: cosa sta facendo la Chiesa in questo periodo di difficoltà? Di conseguenza come gli italiani stanno reagendo?

A causa della pandemia tutta Italia è costretta a rimanere in casa. La quarantena ha cambiato le abitudini, i riti, l’organizzazione familiare e lavorativa e di conseguenza anche le pratiche dei fedeli. Non solo sono state interrotte le relazioni sociali ma sono stati sospesi anche i funerali. Non è semplice dover dire addio a qualcuno e in un periodo di vita sospesa come questo che stiamo vivendo, diventare vedovi o perdere dei genitori è ancora più difficile del solito, si unisce l’angoscia del non poter supportare persone che ormai sono rimaste sole. Da sempre la Chiesa è stata al fianco dei fedeli che vi entrano per trovare conforto e speranza nella preghiera e, soprattutto in questo periodo in relazioni sociali zero, la Chiesa ha dovuto modificare le sue abitudini, i suoi riti e quindi anche il suo modo di accostarsi ai fedeli.  Per questo motivo la Chiesa ha dovuto trovare altri modi per stabilire contatti con i fedeli, imparando ad utilizzare i social.

In quest’articolo analizzeremo, attraverso i gruppi Facebook, come si muove l’opinione pubblica nei confronti della Chiesa e come l’istituzione ecclesiastica stia affrontando l’attuale emergenza del Covid-19.

Nel gruppo “meme con Papà Francesco” si condividono appunto memes (immagini o video declinati in maniera buffa o bizzarra, diffusi in maniera virale sul web) dell’attuale Papa Francesco Bergoglio. E’ diventato  virale il video che mostra l’immagine di Papa Francesco che pubblicamente schiaffeggia le mani di una donna asiatica che cercava di afferrarlo a sé, la sera del 31 dicembre in Piazza San Pietro, episodio che a suo tempo aveva sollevato una sfilza di polemiche ma che ha prodotto anche una serie di fotomontaggi  in chiave ironica che sono stati riproposti nei tempi di diffusione del virus, partito da Wuhan ( Cina ) che voleva ricollegare quest’ultima al gesto del pontefice.

I meme sono diventati un modo per esorcizzare e sconfiggere la paura psicologica che questo virus ha portato con sé : l’umorismo è l’arma per sdrammatizzare il virus. Con i meme è però possibile anche interpretare qual è il pensiero comune sul papa e sulla Chiesa.

Ultimamente la figura del Papa non è ben vista da tutti. La  Chiesa, secondo l’opinione pubblica, non sta contribuendo molto dal punto di vista economico di modo che l’ ltalia  fronteggi la sua nuova battaglia contro il virus. L’articolo pubblicato su Business Insider di Marianna Tognini reca il titolo “ Molte parole e non altrettanti fatti: la Chiesa cattolica sta facendo troppo poco per aiutare l’Italia nell’emergenza”. La critica mossa alla Chiesa consta principalmente del fatto che le somme di denaro devolute erano destinate a strutture che già gravitano nell’orbita ecclesiastica. Eppure, a detta del resto dei cattolici italiani non resta che pregare.

Il gruppo “PREGHIERE” è, invece, impostato diversamente, infatti è principalmente un gruppo di supporto.

Questo è uno dei post più comuni presenti sul gruppo. Ogni iscritto può pubblicare dei messaggi personali dove si chiede di condividere una preghiera per poter supportare un malato. Questo tipo di post nasce con l’intento di sfogarsi e raccontarsi, condividere le proprie preoccupazioni e voler trovare nella preghiera una fonte di supporto, di speranza per chi ha contratto il virus ed è isolato dai parenti, perché in quarantena o in ospedale. Condividere una preghiera aiuta a sentirsi più vicini.

Un altro tipo di post è quello dove viene raccontato della morte di caro a causa del virus. A causa della pandemia siamo tutti costretti a rimanere in casa, questo non solo ci allontana dalle nostre abitudini quotidiane ma anche dal vivere in modo corretto la morte di un parente.

Nel “Gruppo di preghiere” viene riportato un passo del discorso che Papa Bergoglio ha tenuto il 27 marzo scorso. Da questa citazione possiamo capire come i componenti del gruppo condividano il pensiero di Papa Francesco: un discorso che incoraggia all’unione fraterna,alla necessità di un paese unito contro il nemico comune. Discorso tenuto in  una piazza  San Pietro sempre ghermita di gente ora deserta: una visione  mai vista prima che sicuramente rimarrà nella storia in quanto, come si afferma nell’opinione pubblica , rimanda simbolicamente a quell’atmosfera  di paura e di angoscia che l’Italia sta vivendo.

L’immagine da sopra riportata  mostra una  maestosa piazza  calata nelle tenebre contrapposta alla  luminosa figura del papa,  uno spiraglio di luce in quest’oscurità improvvisa che  con il suo discorso universale dice di  tener salda la forza e la speranza .

VIRGINIA COCCO

ROBERTA CITRO

GRUPPI PRESI IN CONSIDERAZIONE:

  • Meme con Papà Francesco
  • PREGHIERE
  • Gruppo di Preghiere

Musica… e il COVID scompare”

E’ ufficiale, l’Italia, ad oggi compie il suo primo, e le si augura, unico, mese di quarantena. Che il “Bel Paese” stesse affrontando una crisi su tutti i fronti, come del resto ¾ della popolazione mondiale, era risaputo, ma la differenza lo fa il “modo” in cui, tale crisi viene affrontata. Si può dire tutto dell’Italia: pessima organizzazione, politici superficiali, scarsa valorizzazione del patrimonio artistico e delle sue risorse umane, ma non che è un Paese senza fantasia o volontà spirito.

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#CORONAVIRUS: Le reazioni degli italiani nei confronti dell’emergenza

L’11 Marzo il Governo italiano ha emanato ufficialmente il decreto #IoRestoaCasa, che prevede la chiusura di tutte le le attività di ristorazione (bar, pub, pizzerie, ristoranti, pasticcerie, gelaterie etc.) e di tutti i negozi, tranne quelli delle categorie espressamente previste (i negozi di prodotti alimentari, le farmacie, le parafarmacie, le edicole, le tabaccherie etc).

L’indicazione principale è quella di non uscire di casa, se non per motivi strettamente necessari come motivi di salute, lavorativi o per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità.

Ogni italiano deve inoltre munirsi di un’autocertificazione da presentare alle autorità per giustificare i motivi della sua uscita, pena ammende o perfino l’arresto.

Dall’11 Marzo la vita e la quotidianità degli italiani è cambiata radicalmente: niente più passeggiate con gli amici o attività fisica all’aperto, si lavora da casa, gli studenti assistono alle lezioni in modo telematico e si va a fare spesa a turni perché il mondo è ormai vittima di una pandemia.

Come per tutte le cose, le reazioni degli italiani nei confronti di questa situazione sono state diverse.

Non tutti, infatti, hanno pienamente rispettato le regole imposte dal governo, uscendo di casa per motivi non necessari e mettendo a rischio non solo le loro vite, ma anche quelle di chi li circonda.

Dall’11 al 20 marzo ci sono state più di 70.000 denunce per mancato rispetto degli ordini dell’autorità, 1.600 per attestazioni false; gli esercizi commerciali controllati sono stati circa 834.000 e 1.977 i titolari denunciati.

Molti italiani, però, hanno saputo trovare il lato positivo in una situazione così delicata e di disagio comune, proponendo iniziative importanti e degne di nota.

Tanti sono stati quelli che non hanno potuto festeggiare il loro compleanno, laurea o matrimonio e proprio in relazione a questo sono nate una serie di campagne di sensibilizzazione molto importanti:

 “Per il compleanno di papà non me la sentivo di fare un semplice post..dovevo fare qualcosa per questa situazione, lui avrebbe fatto qualcosa..allora ho creato questa raccolta”.

Queste parole sono state pronunciate da Alex, figlio di Pino Daniele, che il 19 Marzo avrebbe festeggiato la festa del papà, il suo onomastico e i suoi 65 anni. Pino Daniele è scomparso il 4 Gennaio 2015 e per sostenere la generosità che ha caratterizzato da sempre il cantautore partenopeo, Alex ha attivato una raccolta fondi caratterizzata da un interessante hashtag #jestovicinoate, titolo di una canzone di Pino Daniele contenuta nell’album omonimo.

Le donazioni che arriveranno all’ente no profit Pino Daniele Trust Onlus e OPEN Onlus (Associazione Oncologica Pediatrica e Neuroblastoma) saranno devolute all’Istituto Nazionale Tumori “Fondazione Pascale”di Napoli per supportare lo studio approvato per valutare la sicurezza e l’efficacia del principio attivo Tocilizumab nella cura della Covid-19.

Per fortuna gli artisti Italiani che scesi in campo per sostenere la lotta al coronavirus non sono pochi.

Spicca soprattutto l’importante e redditizia campagna sostenuta dai “Ferragnez” (soprannome della coppia composta dal cantante Fedez e dall’imprenditrice Chiara Ferragni) che, grazie ai fondi raccolti per l’Ospedale San Raffaele di Milano, hanno permesso l’installazione di un reparto di terapia intensiva, collocato in un vecchio campo sportivo universitario dedicato all’emergenza Covid-19.

Stando alle ultime statistiche, il loro appello ha raggiunto più di 200.000 persone, raccogliendo circa 4 milioni di Euro.

“La vita non è facile, ma a volte basta un complice e tutto è già più semplice!”

Il complice in questione è Vasco Rossi, autore di questa frase contenuta nella canzone “Bella Giulia”.

Il “Blasco”, sito ufficiale di Vasco Rossi, ha deciso di sostenere la raccolta fondi della Fondazione S.Orsola Malpighi di Bologna” dove i contributi raccolti saranno impiegati immediatamente a sostegno del personale ospedaliero.

Grande impegno per il Covid Hospital di Camerino arriva anche da parte di Andrea Bocelli e Veronica Berti, vice presidente della “Andrea Bocelli Foundation” e moglie del tenore.

A quali attività si dedicano gli italiani in casa?

Dall’inizio dell’emergenza l’85,6% degli intervistati ha dichiarato di avere cambiato le proprie abitudini. In particolare, il modo di relazionarsi con le altre persone risulta essere uno degli impatti maggiori sui comportamenti, prima ancora della gestione del tempo libero.

“Le chiamate vocali e video su WhatsApp sono raddoppiati, ben oltre il tradizionale picco annuale dell’app che è Capodanno”, queste le parole di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook e CEO di altre piattaforme mediatiche come Instagram e Whatsapp.

Per tenersi in contatto, infatti, la maggior parte degli italiani predilige le videochiamate o le chiamate ai semplici messaggi e questo ha portato ad un forte sovraccarico dei servizi.

Tante sono le nuove occasioni di dedicarsi ai propri hobby, a lavori domestici precedentemente trascurati, alla cucina e alla propria famiglia.

Dal punto di vista mediatico, anche se la tv sta vivendo ascolti straordinari, la tv on demand rappresenta la prima scelta degli italiani: Netflix e Amazon Prime sono fra le piattaforme più utilizzate.

Gli italiani, inoltre, hanno dichiarato di aver aumentato la durata dell’ascolto della radio, che diventa una presenza costante durante tutto il giorno, preferibilmente attraverso lo streaming digitale.

Per quanto riguarda la stampa, è in notevole incremento anche la propensione all’acquisto di magazine, abbonamenti e libri online.

Vale lo stesso discorso anche per gli acquisti online di ogni genere: molti italiani, infatti, hanno dichiarato di trascorrere molto tempo libero alla ricerca di prodotti e servizi di proprio interesse sulle piattaforme online. 

L’impegno delle associazioni

Alla lotta contro questo virus sta partecipando tutta la popolazione mondiale tra cui si è instaurata anche una forte forma di resistenza, non solo nelle misure adottate per contrastare il contagio ma anche in merito allo svolgimento delle attività quotidiane.

Sono vari i contesti che hanno favorito questo aspetto. A partire dal 21 Marzo, sui siti del MXXI (www.maxxi.art) e di Fondazione Cinema per Roma (www.romacinemafest.org) saranno disponibili, una volta alla settimana, una serie di “microlezioni” in video sul cinema del reale: il documentario.

“Promuovere quest’iniziativa è, in queste giornate, il modo migliore che Fondazione Cinema per Roma possa avere per rispettare l’impegno preso con il suo pubblico nonostante l’inevitabile interruzione, un compito che rende viva, nelle difficoltà didattiche, la missione di tutte le istituzioni culturali”.

In questa intervista rilasciata alla testata giornalistica di ANSA, Mario Sesti vuole portare avanti il progetto creato nonostante l’interruzione forzata a cui ha dovuto giustamente sottoporsi.

Gli Italiani, uniti contro questa battaglia, sono sostenuti anche dal governo che ha lanciato un appello al mondo dell’industria e della ricerca per moltiplicare le “armi” per combattere il Coronavirus. Il progetto si chiama “Innova per l’Italia” e parte da un’iniziativa dei ministeri guidati da Paola Pisano, Stefano Patuanelli e Gaetano Manfredi, insieme con Invitalia e il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri. Questa iniziativa si basa sull’accelerazione della produzione di strumenti che consentano “la prevenzione, la diagnostica e il monitoraggio” come le mascherine, i respiratori artificiali e singole componenti.

A cura di: Ilaria Enoletto e Umberto Sole

Gruppo Linkedin: testate giornalistiche

Fonti:

https://www.ilmessaggero.it/

https://www.ansa.it/

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