CORONAVIRUS, MAFIA: IL VIRUS NON E’ L’UNICO AVVERSARIO DA SCONFIGGERE

Oltre al nemico invisibile che sta mettendo in ginocchio un’intera nazione, il coronavirus, esiste purtroppo da molti anni un acerrimo nemico che va contrastato a pugno duro, soprattutto in questo momento storico, proprio come ci hanno insegnato i magistrati Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, il giornalista Peppino Impastato, il celeberrimo Joe Petrosino e tutte le altre personalità che hanno fatto della propria vita una continua lotta alla mafia.

Proprio durante questo periodo di grave crisi sociale, sanitaria ma soprattutto economica, la mafia potrebbe risultarne addirittura avvantaggiata.
Innanzitutto, ormai risaputo da tutti, i clan posseggono un’elevata disponibilità di “moneta legale”, e ovviamente così come successo durante il secondo Dopoguerra italiano (dove addirittura i mafiosi erano a stretto contatto con i capi politici della European Recovery Program), la quale potrebbe essere utilizzata per la ricostruzione, in ogni settore, una volta finita l’emergenza Covid19.

Uno dei primi a lanciare l’allarme è il consulente della commissione antimafia Roberto Tartaglia: “L’economia legale rischia di essere infettata ancora di più dalle mafie”, continua affermando: “Mafie possano aumentare il proprio business in questa situazione di emergenza”.


Ancora una volta a subirne le conseguenze potrebbero essere le regioni meridionali, macchiate dall’irriprovevole scia di N’drangheta, Camorra e Mafia siciliana. In queste aree, a seguito del contagio di coronavirus, il livello di povertà rischia di espandersi a vista d’occhio e crescono a dismisura le famiglie o gli imprenditori a vedersi costretti ad escamotage affinchè riescano a risollevare la propria economia personale.
“C’è il serio rischio che le mafie possano aumentare il proprio business in questa situazione di emergenza: penso all’offerta che hanno dato in alcuni territori alle famiglie in difficoltà, ma anche ai settori economici funzionanti come quello ortofrutticolo, della grande distribuzione agroalimentare o dei rifiuti speciali, in cui investono e che sono ora ancora più strategici. Con la Dia e la Guardia di finanza stiamo monitorando la situazione ed effettuando degli approfondimenti”, ecco quanto afferma il Procuratore nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho.

Un altro grido di rabbia arriva dal sindaco di Petrosino, un piccolo comune di Trapani, dove Giancaleone afferma che il CoronaVirus aggrava l’emergenza povertà delle classi meno abbienti e inoltre tiene a sottolineare l’emergenza che vivono i lavoratori non regolarizzati da contratto come previsto dalle legge nazionali.



Non poteva mancare il commento di Nicola Gratteri, il procuratore diventato famoso per la guida  di una mega-operazione, denominata “Rinascita Scott” , che smantella le cosche di ‘ndrangheta del Vibonese e permette l’arresto di 334 persone e 416 indagati, rilasciata a La7.

“Il consenso delle mafie aumenta con l’emergenza sanitaria in atto e non ha problemi di erogare elemosina. Vista la paralisi in ogni settore economico, le mafia va studiata secondo due punti di vista: il rapporto che essa può avere con i lavoratori sottopagati, lavoratori in nero i quali potrebbero beneficiare del “regalo” dei capomafia, per una cifra che si aggira intorno ai 300-400€ e d’altro canto sussiste il problema del riciclaggio e dell’usura, dove addirittura l’usuraio mafioso potrebbe garantire interessi più bassi di quelle delle banche”, il procuratore continua e cercare di far aprire gli occhi a tutti gli imprenditori: “L’obiettivo dell’usuraio mafioso non è quello di arricchirsi tramite l’usura ma di rilevare l’attivita commerciare per riciclare il denaro sporco proveniente ad esempio dallo spaccio di cocaina.”

Purtroppo c’è chi addirittura riesce a scherzare su temi così delicati:

Dunque lo stato Italiano è chiamato ad un lavoro importantissimo, non solo nei confronti dell’epidemia in atto ma anche per contrastare ancora una volta, con ogni mezzo necessario, la malavita organizzata.

Gerardo Gallo

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L’antinomia del coronavirus.

Il nuovo virus della famiglia dei Coronavirus, il Covid-2019 è una malattia respiratoria acuta che ha già causato più di 10.000 morti in tutto il mondo. Il vero paradosso riscontrato riguarda l’ambiente, il quale inizia finalmente a “respirare”.

Con il blocco dell’economia e delle varie misure governative mondiali, si è verificato un crollo significativo del biossido d’azoto, derivato dal traffico veicolare e dall’inquinamento industriale.
Come ci mostra l’ESA, l’agenzia spaziale europea, tramite la sua pagina Facebook ha reso noto l’incredibile diminuzione dei gas inquinanti.

“I dati recenti hanno dimostrato un declino dell’inquinamento atmosferico nel nord Italia che coincide con un isolamento nazionale per prevenire la diffusione del #coronavirus Questa nuova mappa mostra variazioni delle emissioni di NO2 sulla Cina (Dicembre-Mar), vista da Copernicus.”  

Durante una recente intervista la ricercatrice della Nasa, Fei Liu ha messo in mostra tale fenomeno:

“Questa è la prima volta che vedo questo effetto di ripulitura dell’aria in un’area così vasta. Quest’anno, il tasso di riduzione è più significativo rispetto agli anni passati ed è durato più a lungo. Non sono sorpresa perché molte città a livello nazionale hanno adottato misure per ridurre al minimo la diffusione del virus”.

A ringraziare sono anche i mari e fiumi delle città più note e più visitate al mondo, basti vedere il video pubblicato in Facebook da LaStampa: “Il risultato è che dove normalmente ci sono onde che rendono difficile la navigazione – come il Bacino San Marco – ora l’acqua è immobile e l’effetto esalta la bellezza della città.

Proprio in Cina, centro dell’epidemia, le emissioni cinesi di CO2 sono diminuite di almeno 100 milioni di tonnellate negli ultimi 14 giorni grazie soprattutto a una riduzione di produzione del 40% nei settori industriali.

Lo stesso, non in termini di numeri, si è verificato in Italia come dimostra l’Agenzia Giornalistica Italiana con questo post:

Difatti, proprio il ministro dell’ambiente italiano, Sergio Costa ha commentato tali risultati e ha affermato che è possibile inquinare di meno: Non dovevamo aspettare il coronavirus per saperlo, ma in questo senso i dati ci fanno capire che si può fare e le risorse ci sono”.

Il coronavirus ci ha dato modo di riflettere anche sui nuovi supporti tecnologici con i quali è possibile lavorare da casa in “smart working”, questo permetterebbe, sconfitta l’epidemia, la riduzione effettiva e duratura di emissioni inquinanti, meno auto in città e più aria pulita per i nostri polmoni.

Dunque, questi sembrano essere gli unici dati positivi in un periodo tragico e molto triste della storia mondiale odierna.

Una volta terminata l’emergenza, sconfitto il virus, ristabilito l’ordine e la routine sociale, spunto d’ispirazione possono essere i suggerimenti che la Terra, indirettamente, ci sta manifestando: sperimentare e poi garantire modelli più sostenibili in ogni settore della nostra vita quotidiana, iniziando dalle aziende per poi passare ai mezzi di trasporto.

Gerardo Gallo

Foto Copertina:

https://www.3bmeteo.com/giornale-meteo/meteo-e-coronavirus–drastica-riduzione-degli-inquinanti-in-italia-tra-febbraio-e-marzo—video-324262

La Stampa:

ESA – European Agency Space: https://www.facebook.com/EuropeanSpaceAgency/photos/a.380701205666/10158157351530667/?type=3&theater

AGI – Agenzia Giornalistica Italia: https://www.facebook.com/Notizie.Agi/posts/10158175820571730