Mai, prima d’ora

Mai, prima d’ora, qualcosa di così ambiguo ci aveva privato della maggior parte delle nostre libertà. Quelle libertà che abbiamo sempre dato per scontato, sempre presenti, in sottofondo, trasparenti, ma essenziali. Mai eravamo stati costretti a restare confinati in casa, senza poterci vedere, senza poterci toccare. 

Siamo sempre stati tutti così concentrati sulla versione 3D di questa vita, su tutto ciò che sta fuori, ciò che il mondo ci offre tutti i giorni. I paesaggi, i posti del cuore, i visi delle persone, le loro risate, i loro abbracci. Hanno la loro infinita bellezza, si sa. 

Ma ad un tratto tutto è cambiato. 

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L’arte, specchio di emozioni nell’emergenza

La potenza dell’arte sta nel riuscire ad evocare messaggi universali attraverso una frase, un’immagine, un suono, qualsiasi traccia di un momento storico che l’ingegno trasforma in qualcosa di simbolico. In questo periodo così difficile sotto tanti punti di vista, sono tantissimi gli artisti che mettono in moto la loro creatività per creare opere d’arte ispirate a questa situazione. C’è chi lo fa per puro divertimento, per ammazzare il tempo, per svago. Ma c’è anche chi attraverso ciò ha creato delle raccolte fondi come in questo caso: 

“Raccolti 6500 euro per gli ospedali grazie all’opera di Lady Be. L’artista ha donato l’opera “L’infermiera dall’orecchino di Perla” che fa parte con altre opere della serie “Coronavirus””

Anche enti si mobilitano, come la galleria “11 HellHeaven Art Gallery” che ha organizzato un’asta benefica, denominata “Art4Breath”, per finanziare quattro ospedali che stanno combattendo contro il coronavirus. Tutto il ricavato sarà devoluto in beneficenza.

In particolare sono numerosi i lavori dedicati ai medici e agli infermieri, che insieme ad altre classi di lavoratori sono in prima fila. Ma come si potrebbe pensare, non tutto arriva da persone esterne al problema, ma anche da chi è direttamente coinvolto. 

“I learned so much about nurses and the humanity and dedication with which they’re fighting the coronavirus fight from the sketches of Oh Young-jun, an ICU nurse in Incheon, an art school dropout who draws scenes from the hospital on his days off.”

Qui si parla di un’infermiera che nei suoi giorni “off” racconta ciò che vive quotidianamente attraverso rappresentazioni come questa.

Come cambieranno le cose? E ciò che tutti ci stiamo chiedendo in questi giorni. Mark rappresenta un abbraccio “a distanza” e inevitabilmente fa sorgere domande sul futuro, su come cambieranno le nostre abitudini e i nostri affetti, quando si tornerà gradualmente ad una vita “normale”. Sul bisogno di equilibrare salute e vita sociale. Un’ immagine che con quelle linee separatorie nere e gialle rende tutta la drammaticità della questione. 

Mark

@BreukArt

wee sketch called ‘hug’

#coronavirus #art

One World Street Art

@StreetArtDream

Quest’opera ci parla invece dell’importanza di proteggere i più deboli, gli anziani, i più esposti al rischio per uscirne tutti insieme, senza tralasciare nessuno, in relazione all’alto numero di decessi registrati nei centri di permanenza per persone anziane.

… we protect the weakest, we will come out stronger. We love in trust Cuore rosso Art by Sabotaje Al Montaje #StreetArt #Art #beauty #Hope #Coronavirus #Love #Graffiti #Humanity #UrbanArt

Viaggiando tra i tweet non troviamo solo disegni, ma anche chi usa i social per scrivere e sfogare in parole le proprie preoccupazioni:

“Ho la testa pesante che tenta di respirare serena dopo il tramonto dei sogni inseguiti con tanta fatica. Lo sguardo vivo non cessa di cercare e la pena sale con l’ansia del domani. #coronavirus”

L’arte diventa un insieme di testimonianze, un calderone di memoria, un quadro delle emozioni di tutti, che le persone più sensibili riescono a catturare e trasformare in opere.

References from Twitter

Il virus e la massa

Tra le persone comuni troviamo svariati tipi di reazioni causate dalla pandemia in pieno corso da covid-19, il virus che dal mese di dicembre ha iniziato a diffondersi in tutto il mondo.

In Italia gli infermieri pubblicano tweet in cui esprimono il loro senso di “resistenza” a questo terribile nemico, con parole di solidarietà verso tutti coloro che stanno rischiando in prima linea. “È una guerra. Tutto il nostro amore ai lavoratori in trincea, in prima linea, al fronte”, si legge.

Qualche giornalista difende il gesto di Berlusconi riguardate la donazione di 10 milioni di euro dalle critiche “fuori luogo” di chi “campa solo guardando gli altri.” 

Non mancano le grandi preoccupazioni, come quelle di una ragazza che si chiede in che modo continueranno gli studi i ragazzi dei Paesi più arretrati tecnologicamente. 

Molti tweet sono pervasi dal senso di responsabilità che spingono a restare a casa e a non essere potenzialmente causa di altri contagi.

A proposito di ciò, spuntano stati di accusa verso la disubbidienza di molti giovani riguardo il rispetto delle regole imposte dal governo e dalle regioni. Alcuni si concentrano sul lato politico della questione, accusando il governo di non essere capace di gestire l’emergenza, altri si preoccupano del fatto che i politici potrebbero approfittare della situazione per cambiare profondamente il sistema politico degli Stati, in tutto il mondo.

 Contrasti anche tra chi promuove i “flash mob” dai balconi di casa, ormai divenuti una moda, e chi li contesta aspramente, affermando che non c’è nulla da festeggiare, data la criticità della situazione.

 C’è chi descrive la situazione che stanno vivendo gli anziani, denunciando la poca attenzione e il rifiuto da parte degli ospedali nei confronti persone di età avanzata di cui si sospetta il contagio, che vengono così “lasciate morire”.

I corrieri invitano a non comprare cose inutili e mettono a disposizione il loro tempo per portare i beni di prima necessità a chi ne ha bisogno. 

Non mancano tweet animalisti che parlano di “karma”: “4 months ago a wild animal was trapped & killed in a market in Wuhan. Today as a consequence, millions of people face serious illness & death & global economy is on the verge of collapse. We cannot allow this to happen again #COVID2019.”, facendo riferimento al mercato di Wuhan in cui animali vivi vengono uccisi e venduti.

Anche dall’estero i tweet di lamentele sono davvero tanti: utenti americani che descrivono le enormi file ai supermercati di Los Angeles, o utenti francesi che testimoniano con foto l’intasamento di Parigi dopo l’annuncio delle restrizioni da parte di Macron (17 marzo 2020). 

Tuttavia c’è chi affronta questi momenti scaricando la tensione  nell’arte, come questo utente che ha creato un bellissimo dipinto a tema. “È una settimana, che ho ricominciato a dipingere, in questi giorni di quarantena, mi sarebbe piaciuto essere un medico o un infermiere o uno scienziato e via dicendo, solamente per poter contribuire alla sconfitta di questo maledetto coronavirus.”

Situazione aggiornata al 20 marzo 2020.

Link

https://twitter.com/cicoria_e/status/1241015139945648129)

https://twitter.com/barbara_stazi/status/1241013635809513472.