VIDEO| Memoria di un’emigrazione – Federica Ruggiero

Per il mio progetto ho scelto di indagare la memoria personale dei miei nonni materni tramite un’intervista video. Il mio scopo è quello di ricostruire la loro esperienza di vita dal 1962, anno in cui si sono sposati e sono partiti per la Germania, al 1974, anno in cui la coppia è ritornata in Italia.

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La ricostruzione di una memoria: intervista ai miei nonni

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Quest’anno, noi del secondo anno di “Editoria e Comunicazione” ci siamo ritrovati ad affrontare il corso di “Public & Digital History”. La preoccupazione per questo corso è iniziata a trapelare già durante i primi mesi d’università: “ma che è ‘sta materia?”, “l’avete mai sentita voi?”; poi alcuni hanno iniziato ad informarsi ed alla fine due mesi fa siamo venuti a conoscenza di tutto.

Fin dalla prima lezione, il nostro professore ci ha spiegato cosa sarebbe successo nei mesi a seguire e perché nessuno avesse mai sentito nominare questa materia: tutti noi, studenti e docente, siamo stati i primi in Italia (ad una triennale) a “fare” public history. Per questo, oltre alle lezioni teoriche, avremmo anche dovuto affrontare delle esperienze pratiche: la creazione di una classe online (gruppo facebook) in cui discutere tra di noi di cose trovate in internet sulla storia, la nascita di (questo) blog sul quale caricare articoli, e infine la costruzione di un progetto di ricerca finale. Per quest’ultimo abbiamo avuto tre possibilità tra le quali scegliere: ricostruire una memoria personale, di comunità o di concentrarci su una parte di storia di un territorio.

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Una delle bugie sul Medioevo: la “ius primae noctis”

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Le droit du Seigneur, Vasiliy Polenov

«Lo ius primae noctis è una straordinaria fantasia che il medioevo ha creato, che è nata alla fine del medioevo, ed a cui hanno creduto così tanto, che c’era quasi il rischio che qualcuno volesse metterlo in pratica davvero, anche se non risulta che sia mai successo davvero. In realtà è una fantasia: non è mai esistito».

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80 anni dalle Olimpiadi di Berlino del ’36

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Berlin
Olympiade 1936

Berlino, che doveva essere città olimpica già nel 1916 ma eliminata a causa del primo conflitto mondiale dal CIO (Centro Olimpico Internazionale) e poi riammessa nel 1925, si candidò come città ospitante per la XI edizione. Nel 1931 solo due città, Berlino e Barcellona, erano rimaste nella competizione e il CIO votò con 43 voti a favore di Berlino. Quando però Adolf Hitler, leader del Partito Nazista, conquistò il potere in Germania diventando Cancelliere nel 1933, le remore su questa decisione aumentarono soprattutto da parte di alcuni Paesi (Stati Uniti, Francia, Svezia, Gran Bretagna, Cecoslovacchia e Olanda). Questi ultimi temevano che la dirigenza tedesca non avrebbe rispettato la regola per la quale erano ammessi alle gare olimpiche tutti gli atleti, senza distinzione di “razza”, religione, opinioni politiche. Inizialmente questi paesi “obiettori” si opposero con forza alla decisione del CIO, ma in seguito al voto in favore della partecipazione da parte dell’Associazione degli Atleti Dilettanti degli Stati Uniti, anche le altre nazioni furono costrette a rinunciare a questo tentativo di boicottaggio che quindi fallì.

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Bloody Sunday: la “Domenica sanguinosa” dell’Irlanda del Nord

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«And the battle’s just begun. There’s many lost, but tell me who has won? The trenches dug within our hearts, and mothers, children, brothers, sisters, torn apart».

«E la battaglia è appena cominciata. Ci sono molte perdite, ma dimmi chi ha vinto? Le trincee scavate nei nostri cuori, e madri, figli, fratelli, sorelle, devastati».


Sunday bloody Sunday” è una canzone del 1982 scritta da Bono, leader degli U2. L’autore aveva 11 anni quando i fatti a cui si riferisce il testo, sono accaduti. Era il 30 gennaio 1972, nella cittadina di Derry (Irlanda del Nord) avvenne quella che è passata alla storia come Bloody Sunday.

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