L’Italia post lockdown non è più la stessa


Dopo circa due mesi di isolamento, oggi 18 maggio 2020, gli italiani hanno avuto la possibilità di
varcare la porta di casa, divenuta per molti un luogo ameno nel quale trovare rifugio dal temuto Covid-19. Le quattro mura domestiche però a lungo andare hanno stufato gli italiani che, ogni qual volta fosse messa in onda la tanto agognata Conferenza del Premier Conte, attendevano il “via libera” per poter uscire di casa. Con il nuovo Dpcm, il desiderio di molti è stato accolto e, a partire dalla data odierna, l’Italia intera ha ricominciato, con le dovute precauzioni, la fase 3. Le attività commerciali hanno avuto il permesso di riaprire, ai parroci è stato dato il via libera per le celebrazioni ed è stato permesso di incontrare non soltanto gli ormai iconici “congiunti” ma anche gli amici, il tutto con le dovute precauzioni e distanze. Come ha affermato il presidente:“Oggi è il primo passo, poi torneremo a correre…”
Ma questo periodo di quarantena non ha lasciato gli italiani indifferenti: anzi, pare che ne abbia stravolto alcune abitudini e comportamenti.
Innanzitutto, il Covid-19 è divenuto l’argomento più discusso e, di conseguenza, sono stati scritti
sempre più articoli e post a proposito del virus. Scrollando la home di Facebook è ormai inevitabile trovare davanti a sé bollettini con i contagi giornalieri, notizie a proposito di nuovi studi effettuati da virologi sul contagio, post di politici sul virus o ancora opinioni degli italiani stessi ironiche e non sulla situazione in cui versa attualmente l’Italia.
Il caso dei bollettini rappresenta uno stravolgimento importante nella routine degli italiani che,
intorno alle 18 di ogni pomeriggio, attraverso numerose pagine Facebook cercano i dati del giorno a proposito dei nuovi contagi e delle notizie della protezione civile.

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Covid-19: la solidarietà è contagiosa

Maggio 2020,

ormai siamo giunti agli sgoccioli di questa quarantena forzata e potremmo iniziare a tirare le somme della situazione che abbiamo vissuto non solo come cittadini italiani, ma in quanto cittadini del mondo. Per senso di responsabilità e per prevenzione è stato chiesto di rimanere nelle proprie case e di uscire solo per cause di prima necessità. Durante questi mesi avrebbero potuto pensare tutti solo alla propria piccola parte di mondo, quella limitata alle quattro mura domestiche e invece no… Una delle preoccupazioni che ha colpito gran parte del popolo italiano è stata quella rivolta a chi era in difficoltà, a chi non poteva restare al sicuro nella propria abitazione.

Sono diverse le iniziative che sono nate seguendo questa tendenza altruista, che potremmo definire un vero e proprio amore per il prossimo. Lo scopo principale era far sentire tutti uniti nonostante la lontananza e per questo tra i tanti hashtags che hanno invaso i nostri social, uno dei più utilizzati è proprio #unitimadistanti.

Gli italiani hanno cercato di far sentire la propria vicinanza a chi si è ritrovato a fare i conti con questo virus organizzando dei piccoli “concerti” con il vicinato, ognuno dal proprio balcone ha intonato canzoni a squarciagola. Questo ha fatto sentire gli italiani più uniti, più vicini. Pian piano questi ritrovi occasionali si sono trasformati in veri e propri flash mob nazionali dai balconi e dalle finestre che hanno fatto sentire gli italiani meno soli in questo momento così difficile.  Nel pieno della quarantena, gli appuntamenti sui balconi sembravano essere a tutti gli effetti un momento di ritrovo, di gioia ai quali si univa sempre più gente. Madre Teresa di Calcutta diceva che “quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno” ed è proprio seguendo l’indole di solidarietà che sono nate molteplici iniziative per sostenere i più bisognosi.

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