Le donne del “Miracolo”

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Per il progetto del corso di Public and Digital History, ho scelto di raccontarvi ,tramite una video-intervista, gli anni del boom economico attraverso gli occhi delle donne.
Sono gli anni delle reclàme, dell’arrivo di nuovi prodotti sul mercato, gli anni delle automobili e degli elettrodomestici, gli anni in cui tutto sembra possibile… Gli anni in cui l’uomo va sulla luna! Continua a leggere “Le donne del “Miracolo””

Il rispetto per la storia – #yolocaust e altri hashtag inappropriati

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Fai una foto. Aggiungi un filtro. Inserisci una descrizione. Scegli un #hashtag. Pubblica.

Instagram e le altre piattaforme digitali su cui tutti i giorni postiamo qualcosa di noi e della nostra vita ci permettono di tenerci in contatto con tutti ,chi amiamo, chi invidiamo e chi ammiriamo.

Il problema è che questa nostra smania di mostrare al mondo quel che facciamo, dove andiamo e cosa pensiamo può farci correre il rischio di diventare insensibili alla realtà che ci circonda e incapaci di contestualizzare. Insomma, è come se mettessimo un filtro non solo alle nostre foto, ma anche alla nostra capacità di giudizio.

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Centodieci anni fa, la radio

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E’ il 1906 quando l’inventore canadese Reginald Fessenden trasmette via radio un assolo di violino, un discorso e una lettura di poesie. Quel giorno, centodieci anni fa, fu mandato in onda il primo programma radiofonico della storia. L’invenzione della radio è il frutto di svariati esperimenti iniziati alla fine dell’ottocento e messi appunto nel corso del tempo da Nicola Tesla e Gugliemo Marconi; ma colui che ha creato le basi per far sì che fosse quella che intendiamo oggi fu proprio Reginald Fessenden, anche detto il primo speaker radiofonico della storia. La radio fu il primo mezzo di comunicazione di massa ad entrare nella casa delle persone e oggi, nell’era del digitale, questa persiste ancora adeguandosi alle nuove tecnologie ,ma rimanendo nella sostanza quella che era un tempo. Continua a leggere “Centodieci anni fa, la radio”

La Canzone del Maggio

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Il sessantotto. Si fa coincidere con questa data un’ondata di contestazioni studentesche e manifestazioni che si è diffusa, quasi contemporaneamente, in molti paesi del mondo come Stati uniti, Francia, Italia, Germania ,Cecoslovacchia e altri.

I motivi per cui questo movimento contro-culturale e anticonformista sorse in ogni parte del globo erano disparati, ma,in linea generale, ciò che questi ragazzi volevano era la fine dell’ingiustizia sociale, del razzismo e della guerra. Si scagliavano contro il capitalismo e la società schiava dei consumi che esso aveva generato, creando nelle persone bisogni sempre più innaturali e non necessari da soddisfare.

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