Ripartenza: una luce in fondo al tunnel?

L’Italia, dopo circa 2 mesi di lockdown, è entrata nella fase 2, diminuendo le restrizioni soprattutto per favorire la ripresa economica. Tra i settori maggiormente interessati, vi sono la ristorazione e i bar per cui resta consentita la consegna a domicilio e l’asporto con previa prenotazione telefonica e con l’obbligo di rispettare le norme igienico sanitarie. Quest’allentamento del lockdown è stato fortemente richiesto dai lavoratori i quali, dovendo chiudere le proprie attività, si sono visti venir meno la loro unica fonte di guadagno e hanno dovuto far fronte alle tasse (Imu, Tari, ecc…) e all’affitto dei propri locali. Solo l’1,4% dei ristoratori è riuscito ad accedere al credito bancario garantito dallo stato (1), ma si stima che saranno circa 50 mila tra bar, ristoranti e pizzerie a non alzare più le siracinesche delle loro attività con 30 miliardi di perdite (2).

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La violenza domestica non va in quarantena

“IL TELEFONO NON SQUILLA”, così si apre il post della pagina facebook “Donne Contro la Violenza” (1) per denunciare una delle conseguenze della quarantena imposta dal decreto #Iorestoacasa sottoscritto il 9 marzo, per far fronte all’emergenza covid-19 sull’intero territorio nazionale. Sono calate drasticamente le chiamate da parte di vittime di abuso domestico verso i centri antiviolenza. Dai dati del telefono rosa, emerge che rispetto alle prime due settimane di marzo 2019, le richiesta di aiuto sono calate del 47,7% (2). Questa diminuzione delle chiamate non rispecchia, però, il calo delle violenze domestiche, che in questo periodo continuano a essere presenti e preoccupano ancora di più. Numerosi sono i casi riportati dalla cronaca. Per esempio, a Padova una donna di 48 anni è stata aggredita con un martello dal marito al culmine di una lite; ferita al volto e alle braccia, è stata salvata dall’intervento dei vicini (3). La pagina “Doppio standard” riporta un triste bollettino di aggressioni e omicidi dal 4 fino al 25 marzo (4).

Purtroppo i casi di violenza non accennano a diminuire nemmeno nei giorni successivi. Il 26 marzo nel casertano, un uomo di 52 anni, che già si trovava agli arresti domiciliari, ha tentato di strangolare per poi colpire alla schiena con delle forbici la moglie (5). Il 31 marzo una studentessa di medicina è stata strangolata e uccisa dal fidanzato; La tragedia si è consumata a Furci Siculo, nel messinese; L’assassino avrebbe tentato il suicidio, per poi chiamare i carabinieri e autodenunciarsi (6).
Tra le prime associazioni a lanciare l’allarme, appena scattate le restrizioni, ci sono state le femministe della rete Non Una Di Meno che hanno espresso la loro preoccupazione sui social con un chiaro messaggio: “Per molte persone, soprattutto molte donne #stareacasa non è un invito rassicurante” (7). La pagina Staffetta democratica ha realizzato una raccolta di 876 firme indirizzata al premier Giuseppe Conte e ai ministri, per porre all’attenzione di questi la mancanza di sovvenzioni alle case delle donne in questo particolare momento di emergenza e il problema della validità dell’autocertificazione in caso in cui si esca di casa per richiedere assistenza (8). A questo appello ha risposto la ministra delle pari opportunità e della famiglia Elena Bonetti che ha annunciato lo stanziamento di fondi per i centri antiviolenza che si trovano in difficoltà. Inoltre, per quanto riguarda l’autocertificazione, la ministra aggiunge: “È però importante che le donne sappiano che possono uscire e recarsi nei centri antiviolenza dichiarando che lo fanno per stato di necessità, mantenendo la riservatezza sulla causa specifica senza dichiarare altro motivo.” (9) Anche le singole regioni si stanno attivando per contrastare le violenze con azioni concrete. Ad esempio, di fondamentale importanza è stata la decisione della procura di Trento che stabilisce in caso di maltrattamenti domestici che non saranno le vittime a lasciare la casa, ma verrano trasferiti i maltrattanti. (10)

Sui social, in particolare su facebook, molti sono gli hashtag lanciati e le campagne istituite contro la violenza domestica che forniscono una serie di contatti a cui si può chiedere aiuto:

#noiseisola della pagina “STOP alle molestie sessuali ed alla violenza sulle donne” (11)

#iorestoacasama… è l’iniziativa di “NON UNA DI MENO” che invita chiunque ne senta la necessità a raccontare situazioni di disagio legate all’isolamento forzato, utilizzando il loro hashtag (12);

#noicisiamo lanciato da “Per Non Subire Violenza – da Udi” (13);

La pagina “D.i.re Donne in Rete contro la Violenza” attraverso un video invita le donne a contattare il numero verde 1522 e a chiedere aiuto nei momenti in cui si ha la possibilità di uscire di casa (ad esempio quando ci si reca in farmacia e al supermercato o quando si va a buttare la spazzatura, a fare benzina, a portare il cane a passeggio). Inoltre all’interno del post viene riportato un link grazie al quale è possibile individuare il centro antiviolenza più vicino (14);

Sulla pagina “Donne per le donne onlus” è stata sponsorizzata l’applicazione “1522 antiviolenza e stalking” che dà la possibilità di contattare operatrici tramite chat senza dover necessariamente chiamare (15);

In aggiunta la pagina “Staffetta democratica” ha lanciato la campagna #mascherina1522 (16). parola in codice serve per denunciare una violenza in farmacia e in tutti i presidi sanitari. Quest’approccio è stato già sperimentato in Spagna, uno dei primi paesi ad aver preso in considerazione il problema della violenza durante il lockdown, grazie all’appello del presidente Sanchez di “proteggere le donne” dalla minaccia del virus e della violenza, con la parola in codice #mascarilla19 (17)/(18);

Alcune pagine, come “Donne Contro la Violenza”, danno anche la possibilità di poter fare delle donazioni per sostenere economicamente i centri antiviolenza (19);

Action Aid Italia ha avviato il fondo #Closed4women con uno stanziamento iniziale di 40mila euro (20) per poter aiutare concretamente i centri antiviolenza (21).

Alcuni credono che questo flusso di violenze sia frutto dell’isolamento forzato, che scatenerebbe raptus e follie omicide, ignorando però che la violenza di genere sia figlia del patriarcato, quindi di una situazione culturale e di potere preesistente al virus e più radicata di esso. La quarantena non permette alle donne di poter denunciare i soprusi subiti perché non vi è la possibilità di uscire di casa con la stessa facilità di prima, ritrovandosi così con il loro partner violento 24 ore su 24. A questo proposito Gabriella Ferrari Bravo, psicoterapeuta e volontaria del centro Arcidonna di Napoli spiega che «L’isolamento in casa realizza l’obiettivo dell’uomo violento» (22). Per molte persone la casa non è mai sinonimo di sicurezza, ma piuttosto viene vissuta come un incubo che non dà via di scampo. Se rimanere a casa è necessario in questo periodo di crisi, lo è altrettanto tutelare e prestare assistenza concreta alle vittime.

A cura di:
Daniela Cicchelli
Federica Aversa

Link:

(1) https://www.facebook.com/543988465616474/posts/3411678805514078/?d=n

(2) https://www.lastampa.it/cronaca/2020/03/19/news/l-altra-faccia-del-coronavirus-e-emergenza-violenza-sulle-donne-ecco-i-numeri-da-chiamare-per-chiedere-aiuto-1.38612088?fbclid=IwAR0yCxTA671AuwZ-0JMwfrMnXa27lmDwSt9f012XfJnicBw61yq0JEXkTeU&refresh_ce

(3) https://www.fanpage.it/attualita/padova-massacrata-dal-marito-in-quarantena/

(4) https://www.facebook.com/589826871122259/posts/2597892716982321/?d=n

(5) https://www.ilmeridianonews.it/2020/03/non-gli-piace-cena-prende-le-forbici-ed-infilza-la-moglie-arrestato/

(6) https://www.notizie.it/cronaca/2020/03/31/strangola-fidanzata-tenta-suicidio-messina/

(7) https://www.diatomea.net/speciale-dossier/la-violenza-al-tempo-del-virus/

(8) https://www.facebook.com/104717751174382/posts/115359863443504/?d=n

(9) https://www.repubblica.it/cronaca/2020/03/21/news/elena_bonetti_se_subite_violenza_chiedete_aiuto_andate_al_centro_antiviolenza_e_nessuno_vi_multera_-251867069/

(10) https://www.rassegna.it/mobile/articoli/in-caso-di-violenza-domestica-trasferire-maltrattanti

(11) https://www.facebook.com/43715068625/posts/10159534930288626/?d=n

(12) https://www.facebook.com/1863649617188588/posts/2784237068463167/?d=n

(13) https://www.facebook.com/349636411908825/posts/1276541859218271/?d=n

(14) https://www.facebook.com/170108543107645/posts/2814514478667025/?vh=e&d=n

(15) https://www.facebook.com/342472876092292/posts/1105367683136137/?d=n

(16) https://www.facebook.com/104717751174382/posts/105690381077119/?d=n

(17) https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FPocketPress2019%2Fposts%2F2313080118795583&width=500&quot

(18) https://www.google.it/amp/s/www.greenme.it/vivere/costume-e-societa/violenza-donne-coronavirus/amp/

(19) https://www.facebook.com/casadelledonnemodena/

(20) https://www.milanotoday.it/attualita/coronavirus/centri-anti-violenza-donne.html

(21) https://www.facebook.com/73493613024/posts/10157618583668025/?d=n

(22) http://www.vita.it/it/interview/2020/03/24/coronavirus-lisolamento-in-casa-e-il-sogno-delluomo-violento/314/