Ironia Coronavirus

#andràtuttobene: e’ l’ashtag carico di coraggio e positività che si diffonde sul web.

Il coronavirus ha invaso la vita di tutti, contagiati e non, e la quarantena fa male agli italiani.

Le lamentele e l’insofferenza sono all’ordine del giorno.Dopo l’ultimo decreto ministeriale, anche fra le persone sane che si sfogano sui social e che talvolta ancora sottovalutano l’emergenza e il pericolo delle uscite. Leggono una situazione di privazione e non una protezione per la salute pubblica.

Per molti si tratta della nuova guerra da combattere. Un sacrificio che gli italiani compiono con difficoltà o addirittura non sono disposti a compiere.

Ancora adesso, nonostante i numeri strazianti  di morti, ci sono persone irresponsabili che rischiano allontanandosi senza un giusto motivo dalla propria abitazione.

Invece chi sta a casa va avanti con dirette social, condivisioni, challenge e storie continue.

Come i tanti calciatori che postano i loro allenamenti casalinghi su Instagram, gli artisti che si riuniscono in video conference per le loro performance sui social o i vari vip che, lontani dalla vita mondana, mostrano pezzi della loro vita domestica con tanto di stranezze per tenere compagnia ai followers.

Non ci sono solo loro: è il momento in cui quasi tutti passano le giornate sui social.L’unico modo sicuro di comunicare è dove un abbraccio, un bacio o una carezza possono fare più male di uno schiaffo.  Il vero valore dell’era digitale vien fuori quando l’intero mondo lotta contro la pandemia. Tante persone nel frattempo portano avanti campagne sociali di sensibilizzazione: “io resto a casa”, è il nuovo motto. Nel frattempo sul web dilagano ironie.

Vengono presi di mira gli amici a quattro zampe che per i loro bisogni offrirebbero un motivo ai loro padroni per uscire di casa.

E allora chi posta cani peluches con tanto di guinzaglio, chi litiga con Fido ormai stanco di scendere a fare pipì di continuo.

Chi invece, mostra scene di vita quotidiana, spiegando l’esigenza di uscire di casa per il bene della psiche quando in famiglia i bambini urlano e la moglie detta legge.

Per non parlare delle caricature sul PresidenteDe Luca, pronto con tanto di bastone all’uscio ben visibile dall’occhiello della porta, o pronto a colpire con carcere a vita e non solo chi becca per le strade della Campania.

O del problema legato alla linea, visto che in tanti si danno da fare in cucina in questi giorni. E poi le cantate e le ballate sui balconi per tenersi in compagnia, le conversazioni da un palazzo all’altro per chi non ama il telefono e la tecnologia e anche i video ironici spopolano sul web.

In breve, in tanti, specie a Napoli, cercano di superare il momento con l’ironia.

Fonte : dal quotidiano “ilmattino” del 18 marzo 2020

“Ecco a voi un piccolo e  significativo glossario su idiozie, ironie,  assurdità che hanno invaso il Paese da quando è scoppiata la cosiddetta emergenza Coronavirus: alcune reali, altre frutto di burle”.

In alcuni casi, emerge anche un acuto senso dell’ironia, dello humor, della sacrosanta voglia di smontare la macchina del panico e di ciò che i latini definivano“eadem vi morbi repleti, ovvero “essere tutti contagiati dalla medesima malattia”.

Fonte : dal quotidiano “iI fatto quotidiano” del 1 marzo 2020

CORONACALCIO

A Genova, nella centralissima via XX Settembre, qualcuno ha appiccicato un volantino che recita, accanto a un logo della Sampdoria: 23 Febbraio.

“Tiriamo fuori i co…ni, andiamo a Milano”. Inter- Sampdoria avrebbe dovuto svolgersi.Infatti a porte chiuse causa Corona, ma – si sa – certi tifosi sono disposti a tutto pur di sostenere, anche fuori dagli spalti,la propria squadra.

In realtà la disfida è stata poi spostata al 20 maggio (forse; è l’avverbio più calzante).

E, per citare il manzoniano Conte di Carmagnola (“ s’ode a destra uno squillo di tromba, a sinistra risponde uno squillo”), scrive un intransigente tifoso della Genoa su un sito sportivo: “Recuperare il 20 maggio Inter-Sampdoria sarebbe uno scandalo senza precedenti. E’ evidente che uno scenario di questo tipo falserebbe il campionato a tutto vantaggio della società blucerchiata”. E ancora: sulla pagina Facebook inter tickets si leggono proposte di vendita di biglietti a prezzi stracciati. “Cedo biglietto Inter-Sampdoria secondo centrale arancio a 10 euro”, implora un tifoso.

Causa Corona.

CORONATRENO

Su un Frecciarossa Milano-Roma: un uomo parla al cellulare con la mamma.

A voce alta : “Sto arrivando in Sicilia in treno, ho provato a partire in aereo, mami hanno rimandato a casa. Ero nella zona rossa e mi hanno detto che non potevo partire. Ma a me non importa nulla dei divieti. Voglio arrivare a Catania e sono fuggito”. Gelo fra i (pochi) passeggeri.

Una donna gli domanda, (riporta il Secolo XIX on line del 26 febbraio): “Scusi ma abbiamo capito bene? Se è vero che si sta allontanando dalla zona contaminata lei è davvero un incosciente. Sta mettendo a rischio la salute di tutti noi”. Arrivano i controllori. Scoppia il pandemonio. Lacrime e urla. La carrozza viene isolata. A Roma Termini l’untore viene blindato e interrogato dalla polizia. Nel frattempo, altri passeggeri salgono sul treno che deve ripartire ( e che non è ancora stato ripulito). I dipendenti di Trenitalia corrono a bloccarli. L’uomo “ col  virus” viene sottoposto al tampone e risulta sanissimo. Era un mitomane (forse).

CORONAMASCHERINE

Il bengalese che vende le rose al ristorante si trasferisce alla  Stazione  centrale di Milano per vendere Amuchina, gel disinfettanti e mascherine (ma come è entrato con quel fardello a Milano dove in stazione si accede solo col biglietto?). Beccato dalla Guardia di Finanza, è stato denunciato per “aumento ingiustificato dei prezzi o altre condotte illecite legate alla vendita illegale”. Lui ci ha provato.

CORONADOLCETTI

La pasticceria-bar “Mangini” di piazza Corvetto, una delle più antiche ed esclusive, che ospitò anche Sandro Pertini nelle sue visite in città, ha realizzato dei pasticcini a forma di Coronavirus. Sono andati esauriti in poche ore.

CORONAFOCACCIA

Due burloni liguri hanno messo in rete una foto in cui appaiono con mascherine realizzate con pezzi di focaccia genovese, vanto della città.

CORONASPAGNA

L’inviato a Milano dell’emittente spagnola Rtve appare (allegato video) assolutamente sconcertato di quello che sta succedendo in Lombardia. Riferisce agli spagnoli che il Coronavirus altro non è che un tipo particolare di gripe ( in spagnolo “influenza”). Tutti i deceduti erano anziani con malattie pregresse e gli altri malati se ne stanno tranquillamente a casa loro a guarire.

Ovvero ciò che dicono i nostri medici più oculati. Al contrario della buona parte dei nostri giornalisti, che sembrano in preda a un delirio di massa, come afferma giustamente Andrea Scanzi sulla sua pagina Facebook: “Quand’è che torniamo normali? Quand’è che finisce questo incantamento surreale collettivo? Va bene che bisogna fare informazione, ci sono grandi giornalisti, grandi scienziati. Bisogna saperle queste cose. Voi volete dirmi che a Londra, dove ci sono tutte le etnie dell’universo, anche di Plutone, anche di Venere, ci sono meno casi di Coronavirus di Codogno. Ma mi prendete per il culo?”. Non solo lui, ma tutti gli italiani.

IL LOCKDOWN DA CORONAVIRUS SECONDO CHECCO ZALONE TRA IRONIA E DIVERTIMENTO.

Il comico lancia sui social il video del nuovo brano “L’immunità di gregge” con Virginia Raffaele.

“Una canzone per voi, due note in allegria. Mai come in questo periodo bisogna evitare di dire mai come in questo periodo”.

Checco Zalone lancia sui social “L’immunità di gregge”, un brano ironico in cui racconta alla sua maniera, nei panni di Domenico Modugno, il coronavirus e il lockdown.

Protagonista è una coppia separata dall’emergenza, con una divertente Virginia Raffaele nelle vesti della fidanzata.Zalone racconta gli italiani alle prese con il Covid 19, chiusi in casa da marzo. Una coppia cerca in tutti i modi di aggirare i decreti compilando certificazioni farlocche.

Nel video appare anche il premier Conte durante una delle sue conferenze. Ci sono riferimenti alla politica, in particolare alla regione Veneto:”La quarantena sai è come il Veneto: spegne i focolai piccoli ma può accenderne di grandi”. In poche ore la clip è diventata virale in Rete.  Su Twitter è stata condivisa da molti colleghi e amici. Fiorello in primis.

Fonte : Tgcom24.mediaset del 30 aprile 2020

CORONAVIRUS, L’IRONIA DI FIORELLO SULLA PROPOSTA DI COLAO:

”NOI SESSANTENNI COME I PANDA: ANDIAMO PROTETTI. IO RESTO A CASA COME LIGABUE, BAGLIONI E VENDITTI”.

“Lo so , voi pensavate di essere ancora giovani.Non è così, entriamo nella cerchia degli anziani a rischio”. Così su Twitter lo showman invita a rispettare le misure del governo.

La fase due per la gestione dell’emergenza Coronavirus potrebbe vedere un’uscita scaglionata per età per proteggere le fasce più a rischio della popolazione, in particolare gli over 60.

Sull’ipotesi, avanzata dal capo della task force per la ripartenza Vittorio Colao, arriva l’ironia di Fiorello, prossimo ai sessant’anni.

In vista del prossimo compleanno, Fiorello si definisce “un anziano a rischio” e ribadisce “Io resto a casa”. Su Twitter lo showman scherza sull’avvicinarsi dei suoi sessant’ anni: “Buongiorno- dice- sono Rosario Fiorello, sono nato il 16 maggio 1960 e significa che il 16 maggio compio sessanta anni. Grazie per gli auguri. Adesso i sessantenni non possono uscire. Io non ce li ho ancora, quindi in pratica dal 4 al 16 maggio potrei uscire. Ma noi 60enni dobbiamo fare fronte comune. E dobbiamo dare retta a chi ci governa”.

Un invito, quello di Fiorello al rispetto delle linee guida: “ Quindi se dicono che dobbiamo stare a casa vuol dire che siamo persone a rischio e che andiamo protetti. Siamo come il panda, il cercopiteco, il colibri’ dell’Himalaya… Se dicono che non dobbiamo uscire, stiamo a casa.Vabbè che i 60enni oggi non sono quelli di una volta. Siamo molto più arzilli, diciamo cosi’ però rimaniamo a casa”.

“Io comunque – continua Fiorello – dal 4 maggio fino al 15 un’uscitina me la farò. Con la mascherina, con lo scafandro, con il passamontagna, con la muta, con la boccia di vetro del pesce rosso, tolgo il pesce e l’acqua ed esco con la boccia in testa… Quindi amici 60enni rassegnamoci.

Loso, voi pensavate di essere ancora giovani, ma non è cosi.’ Entriamo nella cerchia degli anziani a rischio. Mi rivolgo ad alcuni amici che conosco, ad esempio Ligabue.Non puoi uscire manco tu, sappilo. Pensa Baglioni, Venditti, questi proprio niente. Chiusi… Io rimarro’ a casa – a meno che qualcuno non dica che posso uscire”.

Fonte: open.online del 24 aprile 2020

Potenza 16 maggio 2020                                                      Raffaella Cerone

                                                                                  corso: “public and digital history”

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