Diario di bordo quarantena da COVID-19.

9/03/2020

L’Italia aveva preso sottogamba ciò che stava per avvenire. L’ otto Marzo 2020 arrivò la notizia che tutta l’Italia dovesse restare chiusa ognuno nelle proprie abitazioni, e così ebbe inizio l’interminabile quarantena , dovuta alla devastante pandemia denominata “COVID-19”. Il primo decreto venne stanziato dal presidente del consiglio lo stesso giorno. Ci sono state varie fasi di quarantena e con esse vari prolungamenti. Inizialmente questo virus aveva colpito soltanto il nord Italia,ma quando cominciò ad aumentare a dismisura sia il numero dei morti che dei contagiati il governo decise di adottare varie misure precauzionali, dal quale vennero stanziati vari decreti.Inizialmente ero anche favorevole a queste restrizioni, poiché la cosa migliore da fare sia per me che per gli altri era uscire soltanto in casi di necessità o emergenza, e poi potevo recuperare un po’di serie tv, o leggere libri acquistati ma mai aperti, lasciati sulla scrivania in quanto prima avevo poco tempo per leggerli, insomma prendermi del tempo per me. Quest’ottimismo andò a scemare giorno dopo giorno, ascoltando le orribili notizie al telegiornale o guardando terribili immagini di migliaia di bare,che venivano trasportate in alcuni parcheggi al coperto poiché negli obitori degli ospedali non c’era più spazio. Tutto ciò sembrava surreale, sembrava di vivere un film fantascientifico che parlasse di una terribile apocalisse.

20/03/2020

Le notizie erano sempre le stesse, gente che moriva, misure e decreti sempre più restrittivi che cambiavano di giorno in giorno,e questa epidemia pian piano prese il nome di “pandemia”,e metteva in ginocchio un mondo intero andandosi a diffondere sempre di più. La gente non aveva più un volto, era sparito dietro a delle mascherine bianche, che dovevano essere assolutamente indossate , insieme a dei guanti per prevenire un possibile contagio, che poteva avvenire in mille modi,e dopo il virus avrebbe avuto 14 giorni di incubazione e successivamente avrebbe attaccato le vie respiratorie. Inoltre c’era l’obbligatoria distanza di un metro tra una persona e l’altra.La mia quotidianità era stata drasticamente modificata, le mie giornate erano sempre le stesse, erano scandite dall’alzarsi la mattina ,fare colazione e preparami per le videolezioni che avvenivano tramite lo schermo di un computer, ammetto che tutto ciò mi rendeva triste. Non potevo vedere i miei amici o i miei compagni all’università con cui avevo un bellissimo rapporto,e con cui amavo stare. Non potevo più trascorrere le mie giornate nelle aule della mia amata quanto odiata università. Effettivamente le video lezioni aiutavano a far passare più velocemente le giornate, mi aiutavano il più possibile a non pensare a ciò che accadeva fuori dalle mura di casa. L’ euforia iniziale dovuta alla possibilità di trascorrere un po’ di tempo a casa aveva lasciato il posto alla noia, alla voglia di uscire con gli amici il sabato sera e di andare a mangiare una pizza tutti insieme. Questa quarantena giorno per giorno mi stava facendo apprezzare di più le piccole cose, che a volte io davo per scontate. All’università ci era stato affidato un progetto , dal professore del corso di public and digital history, che consisteva nel tenere sotto controllo history, che consisteva nel tenere sotto controllo degli articoli. Ammetto che questo progetto non solo mi teneva impegnato durante le giornate, ma era anche un modo per documentarsi per tenersi aggiornati su ciò che accadeva,nonché un modo per esorcizzare la paura e la preoccupazione che provenivano da questa tremenda situazione. Ogni giorno praticamente era uguale al giorno prima, ma attraverso questo progetto capivo che stare a casa avrebbe potuto salvare davvero delle vite, ed era un sacrificio fondato sull’aiuto tra esseri umani.

10/04/2020

Le giornate passavano e ammetto che come tante persone la mia mente non pensava ad altro, se non al momento in cui sarei uscito di casa. Ma tutto ciò svaniva appena ascoltavo le notizie al telegiornale, non si parlava di altro da settimane in qualsiasi show o programma televisivo. Nonostante ciò il mese di marzo,trascorso per lo più tra noia e paura era passato velocemente. Non riuscivo a pensare al fatto di come tutto fosse cambiato nell’arco di pochi mesi, durante i mesi di gennaio e febbraio la gente ignorava del tutto ciò che accadeva dall’altra parte del mondo, in poco tempo tutto si è capovolto. Tutto era diventato pericoloso, anche svolgere attività che normalmente la gente compieva quotidianamente. Una delle mie più grandi passioni è ascoltare la musica e cantare ,quindi molte giornate le trascorrevo facendo ciò o guardando qualche serie tv o film al computer,oltre a seguire le videolezioni. Ma un giorno mentre cercavo notizie, svolgendo una ricerca per il prossimo tema da trattare nella compilazione del successivo articolo con il mio gruppo social, mi imbattei in un tweet che parlava di complottismo. Ammetto che il “complotto” mi ha sempre attirato, il cercare di attribuire alcuni eventi inquietanti o insoliti a qualcosa o qualcuno di oscuro. Ma stavolta era diverso il complotto trattava di un fenomeno che stava prendendo piede in tutto il mondo. Infatti cercando su internet non mi aspettavo di trovare così tanti articoli che attribuissero la previsione di questo virus o al terzo mistero di Fatima o a Nostradamus. Ma trovai un articolo davvero terrificante secondo il quale tutto questo fosse stato messo in piedi da qualcuno più grande di noi secondo gli “Illuminati”. Gli illuminati erano una società o meglio setta segreta, famosi appunto per il complottismo,che attribuivano l’avvenimento di questa pandemia a qualcuno o qualcosa , il giornalista spiegava che secondo loro questo virus sarebbe stato creato per dimezzare la popolazione mondiale. Tutto ciò era stato pianificato non solo per fermare il sovraffollamento delle città, ma per eliminare persone inutili dal pianeta senza alcun criterio. Ovviamente di tutto quello che vi era scritto su quell’articolo nulla era reale al cento per cento, non c’erano prove che dimostrassero la tesi. Ma ammetto che quell’articolo presentava una situazione abbastanza ansiogena, che mi lasciò con un senso di inquietudine durante tutta la giornata. Chiaramente sapevo che al momento la cosa più grave era la reale situazione che stava devastando l’intero mondo, ma quel giornalista seppe essere molto impressivo.

15/04/2020

Era un giorno come tanti, tutto sembrava andare come il solito in quei giorni. Stavo seguendo una videolezione quando, nel primo pomeriggio, entrò mia sorella in camera avvisandomi che nostra zia era stata trasportata d’urgenza in ospedale. C’era molta preoccupazione, ma pensai di distrarmi continuando a seguire la video lezione. Dopo qualche minuto rientrò mia sorella in camera dicendomi che nostra zia non ce l’aveva fatta e che il suo cuore non batteva più. Ammetto che in quell’istante rimasi pietrificato non sapevo cosa fare sinceramente, o cosa dire. Così chiusi tutto e andai a casa di mia nonna, che dista poco da casa mia,per capire cosa fosse successo. Credevamo che mia zia non fosse più in vita per il virus,ma venimmo a sapere che semplicemente il suo cuore si era fermato. Eravamo distrutti, tutto era successo in poco tempo e sembravamo trovarci in un incubo. Ma la cosa più brutta,oltre alla prematura ed improvvisa scomparsa di una nostra cara , era che questa maledetta pandemia ci avrebbe impedito di poterla salutare come meritava. E così fu: non venne celebrato alcun funerale, semplicemente il corpo di mia zia venne trasportato al cimitero, dove poterono vederlo e salutarlo pochissime persone, i parenti più stretti, venne chiuso in una tomba dal quale non sarebbe più uscito. Tutto sembrava davvero una situazione surreale, in una periodo come questo,la peggior cosa che poteva succedere era questa. Oltre alla quarantena anche la scomparsa di una persona così cara a tutti noi, ovviamente è inutile dire che sapevamo che questa cosa ci avrebbe segnato per sempre. Non potevamo stare tutti insieme in famiglia,durante quei giorni così duri non potevamo elaborare, metabolizzare l’accaduto insieme. E tutto ciò faceva terribilmente soffrire tutti noi. Durante i giorni successivi cercai di distrarmi, ma era tutto inutile l’incredulità cedeva subito il posto alla rabbia e al dolore, perché non riuscivo ad accettare la terribile situazione. Nella mia testa vi era un turbine di pensieri, ma con quel poco di lucidità che mi rimaneva mi sentii per un po’ vicino a tutte le persone che avevano perso un proprio caro in quella situazione incredibilmente agghiacciante, certo era accaduto per cause diverse, ma il dolore credo fosse lo stesso. Molte volte mia madre o mia nonna, essendo fortemente credenti,mi invitavano a ringraziare il signore per farmi svegliare ed essere in salute ogni mattina. Mai come in quella situazione capii cosa intendessero, insomma tutto poteva cambiare in pochissime ore. Non era scontato svegliarsi la mattina ed essere anche in salute. Cosa potevo dire, questa pandemia avrebbe lasciato tanto su cui riflettere e tanto su cui stare attenti, ma mai avrei creduto che pur se indirettamente avrebbe portato via con sé una persona così importante nella vita di tutti noi.

4/05/2020

Oggi è ufficialmente “finita” la quarantena. Finita va inserito tra virgolette perché non è il termine giusto, diciamo che ci sarà più possibilità di uscire e meno rigidità. Siamo entrati nella fase due. Certo il virus non è scomparso, ed ora si corre comunque un grande pericolo ma l’Italia è speranzosa di poter ricominciare piano piano a vivere una vita normale. Dovendo fare un resoconto finale sicuramente non è stato un bel periodo, si può dire che qui al sud ci sono state meno perdite e meno contagi in confronto al nord, ma è stata comunque una situazione problematica e assolutamente orribile. Ad oggi l’Italia conta più di 20.000 morti e speriamo che non vi sia un ritorno di questo orrendo virus, anche se in tv dei virologi hanno già predetto una ricaduta nei prossimi mesi. È stato un periodo atroce su molti fronti ma soprattutto su quello sentimentale per quanto mi riguarda. I telegiornali stanno raccontando come questo virus praticamente stia dimezzando la popolazione newyorkese, in quanto l’America inizialmente aveva assolutamente sottovalutato la pericolosità di questo virus. Ora viene incolpata l’Italia per non essere stata in grado di fermarlo,cosa totalmente assurda. Da questa situazione ne usciremo tutti segnati e sarà assolutamente difficile tornare alla vita di prima. Sarà complesso fare ciò soprattutto per la gente che ha perso un proprio caro , lo sarà per la gente contagiata successivamente guarita, ma nel quale continua a regnare la paura di una possibile ricaduta. Anche sul piano economico questo virus è stato devastante, tante aziende si ritrovano indebitate o fanno fatica a riaprire. In quanto a me credo che nulla sia cambiato in questa seconda fase. Da questo virus esco con un dolore in più e con maggiori consapevolezze. Uno dei miei primi progetti sarà sicuramente quello di andare a portare un mazzo di fiori a mia zia al cimitero. Oggi ho rivisto mia cugina e siamo stati un po’ insieme a parlare, ammetto che è stato bello poter rivedere finalmente un volto diverso. Sono andato anche a camminare con la mia migliore amica e ci siamo raccontati un po’ tutto quello che era successo in questi due interminabili mesi. Abbiamo progettato,com’è nostro solito già mille cose appena sarà possibile. Non è stato facile per nessuno, ma comunque sono fiero di noi italiani, o per lo meno dei miei compaesani, mi aspettavo la piazza centrale affollata dalla gente già il 4 maggio,invece no, la gente capisce che questa in realtà sarà forse la parte più difficile perché ci sarà più movimento in giro. Detto ciò io spero che tutto questo ci abbia reso un popolo più forte e più unito e che ci abbia fatto rendere conto di quanto le piccole cose contino e quanto non sia giusto darle sempre per scontate. Spero che la gente continui a dimostrare buon senso e sono sicuro che nulla ritornerà come prima, perché questo momento storico entrerà a far parte fra qualche anno dei manuali di storia, ma spero che a breve fare una passeggiata non verrà più considerato un crimine. Questa fase due provoca in me ancora tanta paura, credo come anche in una gran parte degli italiani, ma non sarebbe giusto nemmeno rinchiudersi in casa. Però devo anche parlare dei lati postivi di questa quarantena, ho avuto più tempo per stare con la mia famiglia, all’improvviso mi sono autoproclamato chef della casa e ho sperimentato varie ricette che devo ammettere ho saputo riprodurre abbastanza bene. Ora a noi studenti serve il tempo per organizzarci lo studio,chi per gli esami universitari, chi per il tanto temuto esame di maturità e chi per le interrogazioni,e tutto ciò avverrà via computer quindi sarà un po più complicato. Ma piano piano tutto si ristabilizzerà e tutti cominceranno a far finta di nulla. Il metro di distanza o la mascherina non ci impediranno di rincontrare i nostri affetti, anzi ci farà apprezzare di più la mancanza di un loro bacio, di un loro abbraccio.

Luigi Agnes

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