Ripartenza: una luce in fondo al tunnel?

L’Italia, dopo circa 2 mesi di lockdown, è entrata nella fase 2, diminuendo le restrizioni soprattutto per favorire la ripresa economica. Tra i settori maggiormente interessati, vi sono la ristorazione e i bar per cui resta consentita la consegna a domicilio e l’asporto con previa prenotazione telefonica e con l’obbligo di rispettare le norme igienico sanitarie. Quest’allentamento del lockdown è stato fortemente richiesto dai lavoratori i quali, dovendo chiudere le proprie attività, si sono visti venir meno la loro unica fonte di guadagno e hanno dovuto far fronte alle tasse (Imu, Tari, ecc…) e all’affitto dei propri locali. Solo l’1,4% dei ristoratori è riuscito ad accedere al credito bancario garantito dallo stato (1), ma si stima che saranno circa 50 mila tra bar, ristoranti e pizzerie a non alzare più le siracinesche delle loro attività con 30 miliardi di perdite (2).

In particolare, secondo i dati del centro studi della CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media impresa) di Roma, nella capitale circa 2500 ristoranti, 400 tra gelateria e pasticcerie e 2300 bar sono a rischio chiusura. Il segretario, Stefano di Niola, ha riportato quelle che sono le paure degli imprenditori, affermando: “Molti prevedono di non farcela, soprattutto in mancanza di aiuti concreti e rapidi. […] In particolar modo nella ristorazione, siamo di fronte ad attività che fondano il proprio equilibrio su una cassa veloce: si incassa tanto, e si spende altrettanto. La chiusura prolungata, dunque, ha determinato da subito l’impossibilità di coprire i costi fissi. […] è molto rilevante la questione degli affitti. Molti proprietari dei locali non hanno sospeso la riscossione del canone. Non a caso tra gli intervistati gli unici certi di riaprire sono gli imprenditori proprietari delle mura, anche se con un calo importante dei coperti” (3).
Con l’avvicinarsi della fine della fase 1, la Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) ha stilato un decalogo con delle proposte da sottoporre all’attenzione del governo per salvare il settore (4).

Il nuovo decreto non è andato incontro all’esigenze dei lavoratori, soprattutto per quanto riguarda le sospensioni fiscali, e ciò ha portato a una serie di “flash mob” per richiedere a chi di dovere di ritornare il prima possibile in piena attività. Queste “manifestazioni” si sono svolte alle 21 in punto del 28 aprile, attraverso la “riaccensione” delle luci delle attività di ristorazione per dieci minuti con lo slogan “risorgiamo Italia” (5). Alcuni hanno addirittura apparecchiato un tavolo in segno di speranza. Inoltre nella mattinata di mercoledì 29, delle delegazioni di ristoratori si sono recate presso i rispettivi comuni e hanno consegnato le chiavi dei loro locali in maniera simbolica, come se affidassero il loro destino lavorativo alle istituzioni. Le adesioni a quest’iniziativa hanno coinvolto città da nord a sud. La pagina Facebook de “La Nazione” riporta l’appello dei ristoratori fiorentini: “fateci lavorare” (6).

Crediti Foto: New Press Photo

Stessa cosa comunica la pagina di “Foggia Today”con “è un gioco al massacro” e “potrebbe essere l’ultima volta (che apriamo)” (7).

l malcontento è stato generato anche dalle fiscali e onerose modalità imposte per consentire l’asporto. Tra queste:

  • sanificazione di ambienti e attrezzature (maniglie di porte e finestre, terminale bancomat, interruttori, rubinetti, pulsantiere cassa ecc…);
  • utilizzo di abbigliamento idoneo (camice, copricapo, guanti ad uso alimentare);
  • utilizzo di mascherine da sostituire frequentemente;
  • gli alimenti da consegnare al cliente dovranno essere posti all’interno di appositi contenitori;
  • all’interno del locale deve essere messo a disposizione un dispenser per l’igenizzazione delle mani. (8)

In alcuni comuni gli imprenditori possono ottenere, previa richiesta, la sanificazione gratuita degli ambienti di lavoro (9). Invece c’è chi ha trovato talmente gravose economicamente le misure imposte dal governo, che ha deciso di riaprire soltanto quando sarà possibile la consumazione nel locale (10). Molti tra questi hanno aderito alla campagna globale di The Fork , “Salviamo i ristoranti” (11).

L’obiettivo di questa campagna è dare ulteriore supporto al settore della ristorazione tramite l’acquisto di dining bond (voucher prepagati) spendibili nei ristoranti aderenti. Il costo del coupon acquistato verrà accreditato interamente al ristorante, senza alcuna commissione. In più sono stati creati una pagina facebook (“Dining Bond Initiative”) e un sito (“diningbond.com”), all’interno dei quali è possibile consultare una mappa interattiva che traccia le attività iscritte (12) al progetto.

Ogni regione italiana ha avuto l’autonomia di accettare o modificare le modalità del decreto e le date per la consegna a domicilio e l’asporto. Diverse sono state le decisioni prese dai vari governatori.
In Campania, ad esempio, Vincenzo De Luca, nonostante le disposizioni del decreto, avrebbe voluto inizialmente continuare solo con la consegna a domicilio (avviata già il 27 aprile). In seguito a una riunione con tutti i rappresentanti delle camere di commercio della Campania, ha approvato l’asporto a partire dal 4 maggio (13).

Fondamentale per questa decisione è stata la raccolta di alcune testimonianze che lamentavano l’iniziale negazione dell’asporto, come nel caso di un ristoratore di Salerno che afferma in un’intervista sulla pagina di “Salerno Today”: “Non ci aspettavamo questa doccia fredda. Per noi l’asporto era una flessibilità importante in questo momento. Ogni giorno che passa è […] una coltellata.” (14). È normale che quindi il dietrofront del governatore abbia riscosso un grande consenso (15/16):

Situazione completamente opposta è quella della Calabria che “sfida il governo” (17). Infatti la governatrice Jole Santelli ha concesso la riapertura immediata di ristoranti, bar, pizzerie, pasticcerie e agriturismi con la possibilità di ospitare i clienti, purché con tavoli all’aperto e nel rispetto delle norme igienico-sanitarie. Rispetto a questa “riapertura anticipata”, i commenti degli utenti di Facebook sono stati più negativi che positivi (19):

“Il Tar ha bocciato l’ordinanza […] accogliendo il ricorso del governo, che pochi giorni dopo ha impugnato il provvedimento, seguito a ruota dal Comune di Reggio Calabria” (18).
In molti si stanno domandando cosa succederà il 18 maggio, quando è prevista la riapertura degli esercizi al pubblico. Inail (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) e Iss (Istituito Superiore di Sanità) hanno varato delle ipotetiche linee guida. Si dispone:

  • 2 metri tra un tavolo e l’altro, con una conseguente diminuzione dei coperti;
  • il ricambio di aria naturale e la ventilazione dei locali (soprattutto per i servizi igienici);
  • privilegiare spazi all’aperto;
  • igienizzazione delle superfici e degli utensili a disposizione del cliente (saliere, oliere e brocche);
  • eliminazione del servizio a buffet, della consumazione al banco e dei menù cartacei (il menù sarà scritto su lavagne e su fogli monouso);
  • l’utilizzo dei DPI da indossare in fila, alla cassa e per recarsi al bagno;
  • privilegiare i pagamenti elettronici contactless;
  • la protezione della cassa con una barriera in plexiglass, ove possibile;
  • l’utilizzo di un’autocertificazione che attesti la parentela tra i commensali dello stesso tavolo per sollevare i ristoratori da ogni responsabilità, in modo tale da allestire tavoli più piccoli per risparmiare spazio; (20)

Il vicepresidente dell’associazione dei pubblici esercizi di Milano (Epam) e titolare di otto locali, Fabio Acanfora ha affermato: “Dovremo misurare la temperatura corporea, segnare nome, cognome e cellulare di tutti gli ospiti per rintracciarli qualora si rilevi un problema di contagio”. Inoltre ha proposto l’introduzione del doppio turno serale, dicendo: “Non si aspetterà più il tavolo in piedi, creando mini-assembramenti. Sarà necessaria la prenotazione con orario da rispettare […] con due fasce per cenare: quella delle 19,30 e l’altra delle 21,30” (21).
Un’altra introduzione potrebbe essere quella dell’uso di pareti in plexiglass (sopra o intorno ai tavoli) in grado di garantire distanza e totale sicurezza. Questo progetto è già in fase di esecuzione da parte di un’azienda palermitana (Visiva) che ha prodotto delle “paretine” nella misura di 50×50 da mettere sui tavoli ed è stato già testato dalla pizzeria pluripremiata dal gambero rosso, “La Braceria”. Il titolare di quest’ultima Antonio Cottone afferma in merito: “Questa soluzione con un centrotavola è agevole per i commensali e offre più spazio a condizioni di basso impatto economico”(22).

Le potenziali misure sopracitate sono state messe in discussione da alcuni imprenditori. La pagina de “Le iene” ha raccolto, in un video divenuto virale, lo sfogo di un imprenditore veneto che ha criticato aspramente le possibili regole per la riapertura di bar e ristoranti. All’interno di questo video, in primis ha affrontato il problema della diminuzione dei coperti sia all’interno sia all’esterno del locale. Ha affermato che in precedenza, usufruendo di tutto lo spazio del locale, riusciva a coprire a stento i costi della sua attività. Con i nuovi presupposti, per lui, sarebbe inutile la riapertura, in quanto questa porterebbe al completo fallimento. Ha detto in merito, nei confronti del governo: “è meglio che ci fate restare chiusi e dovete pagare voi a noi imprenditori a fondo perduto tutto quello che ci serve per rimanere in piedi. Perché così non ce la si può fare”. Successivamente ha parlato di coloro che erano soliti consumare al bancone e di quanto possa essere controproducente far entrare un cliente alla volta per la consumazione di un caffè in un locale di 50 metri quadri come il suo [visto che una delle probabili proposte consiste nel far entrare un cliente alla volta in uno spazio di 40 metri quadri (23)]. Ha criticato inoltre le spese che saranno a suo carico per quando riguarda i DPI e la sostituzione del contante con le carte (in quanto su ogni transizione l’imprenditore deve pagare una commissione alle banche). Questa situazione paradossale e di crisi viene riassunta dal giovane imprenditore con una frase significativa che racchiude il pensiero e lo scoraggiamento dell’intero ambiente della ristorazione: “ci state dando una macchina senza il volante e le ruote, però il bollo e l’assicurazione volete che ve lo paghiamo noi” (24).

A cura di:
Alessia Cavalieri
Benedetta Roberto
Daniela Cicchelli
Federica Aversa

  1. https://www.facebook.com/185978228102640/posts/3207087529325013/?d=n
  2. https://www.facebook.com/213175325375805/posts/3560519937307977/
  3. https://www.gamberorosso.it/notizie/notizie-ristoranti/un-terzo-dei-ristoranti-romani-chiudera-come-leggere-le-stime-di-cna/?utm_source=facebook&utm_medium=fb-post&utm_campaign=notizie_sito_2020&utm_content=ristoranti_romani_stime
  4. https://www.facebook.com/185978228102640/posts/3188103734556726/?d=n
  5. https://www.lanazione.it/firenze/cronaca/protesta-ristoranti-1.5126933?fbclid=IwAR3RjFCHHfP3-WeZSSN5Co8TsCJgkjdEyDLSnoF_tXvqg2CGgf757MV8tAY
  6. https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10158473742950990&id=87812020989?sfnsn=scwspwa&extid=V2VFdp1GG3D0VqcC
  7. https://www.facebook.com/190648047618802/posts/3753327231350848/?d=n
  8. https://www.unione.tn.it/notizia/vendita-per-asporto-le-linee-guida-operative-per-ristoranti-bar-pizzerie-gelaterie
  9. http://www.battipaglia1929.it/2015-09-16-13-40-18/news-dalla-provincia/item/12660-cava-de%E2%80%99tirreni-sanificazione-gratis-per-bar,-pasticcerie-e-ristorazione.html
  10. http://www.salernotoday.it/economia/riapertura-locali-pizzerie-bar-27-aprile-commercianti-divisi-non-tutti-aprono.html
  11. https://www.facebook.com/627764340688070/posts/1948321518632339/?d=n
  12. https://www.facebook.com/100244224949098/posts/132372231736297/?d=n
  13. https://www.facebook.com/53388213256/posts/10158015636503257/
  14. http://www.salernotoday.it/video/asporto-si-asporto-no-cambio-ordinanza-campania-interviste.html
  15. https://www.facebook.com/BarGelateriaNettuno/posts/2549310828669782
  16. https://www.facebook.com/BarGelateriaNettuno/posts/2550378845229647
  17. https://www.repubblica.it/cronaca/2020/04/29/news/coronavirus_in_calabria_riprendono_domani_bar_e_ristoranti_all_aperto-255219395/?ref=fbpr
  18. https://www.repubblica.it/politica/2020/05/09/news/tar_accoglie_ricorso_governo_su_ordinanza_calabria-256157510/
  19. https://www.facebook.com/213175325375805/posts/3584955664864404/?d=n
  20. https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10158244870757530&id=284515247529?sfnsn=scwspwa&extid=hoGU8xgro86Xsucr
  21. https://www.facebook.com/213175325375805/posts/3572896816070289/?d=n
  22. https://palermo.gds.it/articoli/economia/2020/04/21/pareti-in-plexiglass-per-ristoranti-e-pizzerie-il-progetto-parte-da-palermo-84661483-58ae-4655-a2ec-4c388c31d3a2/?fbclid=IwAR1QPd7O7jE5FSYQwQ6ukSTeOs50NMVN2MZXMsiVst3OZtYDNQkh9wWy-e0
  23. https://www.corriere.it/cronache/cards/coronavirus-ecco-cosa-riapre-subito-cartolerie-negozi-bambini/40-metri-accede-quadri-cliente-volta.shtml
  24. https://www.facebook.com/597220745/posts/10158448589180746/?d=n

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