Quello che si spera!

La mia zona d’origine è San Giuseppe Vesuviano, però è da cinque anni che vivo ad Avella, un piccolo comune italiano in provincia di Avellino. Non conosco molto bene questa zona in quanto non ho conoscenze, familiari ed esco raramente; tuttavia ho tratto che è molto nota, soprattutto per la coltivazione della nocciola, infatti quest’ultima prende il nome dal Comune di Avella. In latino il frutto del nocciolo è soprannominato “Nux Avellana”, in spagnolo è conosciuta come “avellana” ed in occitano come “avelana”.

Infatti, questa zona è molto conosciuta per la produzione della cioccolata, che viene prodotta nella fabbrica soprannominata “Noccioro”, la quale utilizza esclusivamente nocciole che vengono prodotte nei terreni aziendali.

Ho anche notato che è molto tipico organizzare feste, ad esempio dal 2011 ogni anno celebrano “Pane Ammore e tarantella”, per la quale i cittadini sono molto legati al simbolismo. Infatti:

– Il pane, è simbolo dell’unione e della famiglia, ed anche della tradizione culinaria;

– l’amore, rappresenta molte cose, tra cui la vita, la passione ed il legame sia alle proprie radici che alla terra.

– La Tarantella, simboleggia l’armonia, che sta ad indicare il ritmo che seguono i giovani, ovvero l’entusiasmo che riescono a diffondere tra la gente che partecipa.

La cosa che ha reso nota questa zona è il potersi divertire organizzando le feste, facendo sentire uniti i cittadini.

Purtroppo, da marzo 2020 le strade di Avella hanno cominciato a svuotarsi, diventando molto isolate e silenziose e la causa di questo mutamento è stata la pandemia che dalla Cina si è trasmessa anche in Italia, ovvero il Covid19. Infatti, da quando è girato il coronavirus, tutti gli abitanti sono stati costretti a rimanere chiusi nelle proprie case per poter evitare i contatti.

Ciò ha cambiato le mie giornate rendendole noiose ed allontanandomi per lungo tempo dalle persone care. Allo stesso tempo non sono potuta andare più all’università per seguire i corsi e mi sono dovuta adattare a seguirli da casa. Inizialmente non ero abituata a vivere questo nuovo inizio, infatti ogni giorno ero giù di morale, anche perché mi facevo condizionare dalle notizie che udivo al telegiornale. Infatti ogni giorno si sentiva che aumentavano i casi del covid19 e che c’erano molte persone intubate e defunte.

Ma col passare del tempo ne ho fatto l’abitudine, e per poter trascorrere le giornate più serenamente evitavo di ascoltare il telegiornale, passando il mio tempo a leggere qualche libro, essendo molto appassionata di lettura, e soprattutto perché in momenti di questo tipo sono molto utili per poter immergere la propria mente in un altro mondo senza vivere la realtà.

Un giorno fui anche molto sorpresa, perché avevo ricevuto una buona notizia dai componenti dell’ACR (associazione cattolica), che avevano scaricato una piattaforma per poterci vedere e divertirci a distanza. E dall’ora ogni settimana ci organizziamo un paio di giorni, per condividere i nostri pensieri di questa pandemia, pregando che questa situazione possa migliorare.

Spero che presto tutto ritorni alla normalità #iorestoacasa.

Julia Miranda matricola ( 0312202219 ) Avella (Avellino)

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