DIARIO DI QUARANTENA

E’ il 9 marzo 2020 quando il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, annuncia alla stampa le nuove misure del Governo per contrastare e prevenire la diffusione del virus COVID-19. Non ci sarà più una zona rossa, le misure restrittive vengono estese a tutta Italia a partire dal 10 marzo 2020 e fino al 3 aprile 2020.

Da questo momento in poi cambiano le abitudini di tutti noi: chiuse scuole, università e palestre, sospese le manifestazioni sportive e culturali, luoghi di culto possono aprire solo se in grado di garantire la distanza di almeno un metro, bar e ristoranti aperti dalle 6.00 alle 18.00, spostamenti consentiti solo per motivi di lavoro, salute o necessità giustificati dalla compilazione di un modulo di autocertificazione. La paura nell’affrontare questo nuovo modo di vivere a cui non siamo abituati è tanta, ma per il bene e la salute di tutti siamo pronti ad adattarci.

E’ l’11 marzo 2020 e il Premier Conte decide di compiere un altro passo per contrastare il contagio da coronavirus. Vengono chiuse tutte le attività commerciali, di vendita al dettaglio, ad eccezione dei negozi di genere alimentari e farmacie. Chiusi anche parrucchieri e centri estetici. Negozi, bar, pub, ristoranti hanno la sola possibilità di effettuare consegne a domicilio. Insomma, dobbiamo restare il più possibile a casa per evitare assembramenti e di conseguenza la diffusione del contagio.
Le giornate in casa continuano monotone alla ricerca di cose da fare per non annoiarsi. Per gli studenti universitari, come me, è stata attivata la didattica a distanza. Tra una lezione online e un’altra ci teniamo impegnati in vari modi: sperimentare nuove ricette, fare attività fisica in casa, guardare film o dare sfogo a varie passioni nascoste.

E’ il 21 marzo 2020 e la situazione è più grave di quanto si pensasse. Giuseppe Conte spiega che ci troviamo di fronte alla crisi più difficile del paese dal secondo Dopoguerra. Ci chiede di rimanere uniti anche se fisicamente distanti e annuncia la chiusura di ogni attività produttiva non strettamente necessaria in tutto il paese. Continueranno a restare aperti supermercati e farmacie e molti lavori continueranno in smart working.
L’andamento del contagio e l’aumento dei morti fa ben capire che siamo ancora in piena emergenza e lontani dal ritorno alla normalità. Restiamo ancora a casa ma continuamo a “vedere” i nostri amici e i nostri cari, infatti le videochiamate prendono il posto di una chiacchierata davanti a un caffè al bar o di una passeggiata all’aria aperta. Non è di certo la stessa cosa, ma resistiamo affinchè possiamo riprendere il prima possibile le nostre vecchie abitudini.

E’ il 10 aprile 2020 e le misure restrittive, prorogate fino al 13 aprile 2020, sono state ulteriormente prolungate fino al 3 maggio 2020, dopodichè dovrebbe prendere avvio la cosidetta FASE 2 che riguarda la ripartenza, graduale, del paese.
La quarantena sembra ormai non avere più fine, a un mese dall’inizio dobbiamo aspettare ancora un po’ prima di tentare un ritorno alla normalità. Nel frattempo continuano le lezioni online e i vari passatempo in casa.

E’ il 3 maggio 2020 e il Premier Conte ricorda agli italiani che domani 4 maggio 2020 comincerà la fase 2, quella delle convivenza con il virus. Oltre 4 milioni di persone torneranno a lavoro, si sposteranno con i mezzi pubblici, molte aziende e fabbriche si rimetteranno in moto. Ma Conte raccomanda di mantenere un senso di responsabilità maggiore per evitare una seconda ondata e quindi di vanificare gli sforzi fatti fin ora.
Finalmente da domani verranno leggermente allentate le misure di sicurezza e avremo un pò di libertà in più. Si potrà uscire per una passeggiata e visitare i congiunti, ma con le dovute precauzioni ovvero mascherina e distanziamento sociale. Non è la fine della “guerra” ma l’inizio di una graduale ripresa e con la responsabilità di ognuno di noi sono sicura che riusciremo a superare tutto questo e ritornare più forti di prima. Uniti ce la faremo!

A cura di: Elena Calvanese

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