Diario della quarantena

27 aprile

L’isolamento forzato causato dal CoVid-19 ha costretto a chiuderci nelle nostre abitazioni per evitare il contagio cambiandoci la vita, stravolgendo le nostre abitudini e ci ha costretto a crearne di nuove. C’è chi passa il tempo con la propria famiglia, altri solo con i propri pensieri, altri ancora invece continuano a lavorare anche seduti al tavolo del soggiorno e chi deve uscire di casa per continuare il proprio impiego. C’è chi si reinventa, chi si improvvisa chef, ma anche comico per riempire le giornate e strappare un sorriso, chi ha ripreso i propri hobby perduti nella vita frenetica.

Tante sono state le iniziative sociali di pubblica utilità e culturali di intrattenimento. Molti comuni hanno deciso di aprire servizi sociali di volontariato per apportare aiuto ad anziani per la consegna a casa degli alimenti e dei farmaci, attivazione di uno sportello pedagogico scolastico e di servizi di supporto alla cittadinanza. Ma anche sostegno per le famiglie meno agite con buoni spesa o consegna del pacco alimenti a domicilio. Iniziative diverse sono state prese dagli stessi cittadini nei diversi comuni italiani. A Napoli si moltiplicano gli esempi di solidarietà, con la ‘spesa sospesa’, persone che vanno a fare acquisti e lasciano un contributo in denaro o in prodotti a favore di chi verrà dopo e non ha i soldi per pagare. In centro città, in via Santa Chiara, è stato calato un paniere, il ‘panaro’ con sopra un messaggio, citazione da San Giuseppe Moscati con l’invito ‘Chi può metta, chi non può prenda’. Questo è solo un esempio delle tante iniziative.

All’intrattenimento poi ci pensano gli artisti che hanno scelto di fare del proprio salotto un palcoscenico grazie al potere dei social network. Tramite dirette creano delle vere e proprie trasmissioni creando intrattenimenti comici e concerti.

4 maggio

Dopo giorni di isolamento oggi inizia per tutta l’Italia la fase 2 che prevede un graduale allentamento delle misure restrittive. Questa nuova fase comprende visite ai ‘congiunti’ e alle persone legate da ‘affetti stabilì’. Le visite dovrebbero non essere quotidiane e dovrebbero svolgersi nel rispetto delle misure di sicurezza: divieto di assembramento, mantenere la distanza di almeno 1 metro tra l’uno e l’altro, obbligo di indossare le mascherine. Da oggi sono anche ammesse passeggiate ma solo se giustificate da motivi di necessità come andare a fare la spesa, lavoro, visita ai congiunti. È possibile svolgere attività motoria all’aperto anche allontanandosi da casa. Resta, però, il divieto generale di assembramento in tutti gli spostamenti e l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza minima di un metro (o 2 metri nel caso di attività sportiva) fra le persone. L’area permessa per gli spostamenti è stata ampliata con il permesso di muoversi all’interno della regione di appartenenza e non più solo del comune. Spostarsi da una regione all’altra, invece, è permesso solo da comprovati motivi di urgenza, sanitari o lavorativi.

Da questa mattina torniamo in ‘libertà’ per così dire. In giro per le città si troveranno persone che andranno a trovare parenti che normalmente ignoravano, individui che non hanno mai praticato sport nei parchi a fare jogging. Non che gli affetti cari e lo sport non siano fondamentali, ma ciò che mi fa rabbia è il fatto che noi studenti universitari abbiamo ricevuto molte meno attenzioni rispetto agli studenti di scuole primarie e secondarie. Per esempio sono stati dati dei bonus ai minori di 16 anni per forniture scolastiche (pc, tablet, libri digitali/cartacei etc…), per quanto concerne gli studenti universitari una categoria importante e futuri professionisti lo stato non ha ritenuto necessario proporre lo stesso bonus o finanziare in minima parte i fitti dei fuori sede che in questo periodo erano rientrati nelle proprie abitazioni. È importante anche sottolineare che la maggior parte di questi erano finanziati dai propri genitori, che in questo momento di crisi non hanno percepito neanche un euro della cassa integrazione, e per colore che avevano un piccolo lavoretto per lo più a nero logicamente non hanno potuto continuare il loro lavoro hanno dovuto pagare i fitti senza neanche la possibilità di bloccare momentaneamente il pagamento del fitto o avere una riduzione, uno sconto di esso. Come per molti lavoratori il mondo universitario è messo in ginocchio di fatti si prevede una netta diminuzione di studenti che andranno all’università o che abbandoneranno gli studi per aiutare le famiglie. Mi chiedo se noi studenti di oggi saremo il futuro della nazione il nostro che futuro sarà? Io non voglio abbandonare le mie origini per cercare lavoro in un’altra nazione. Il futuro mai come in questo periodo mi fa paura. Spero che questa situazione venga gestita al meglio, sogno di laurearmi in un’aula piena di amici, familiari e ad oggi sembra che questo sogno potrà rimanere tale, confido nel buon senso delle persone, della popolazione italiana.

5 maggio

Oggi dopo esattamente 57 giorni ho rivisto i miei affetti più stabili, i miei nonni e la mia migliore amica. È stato bello poter passare del tempo fuori dalle mura domestiche e poter parlare faccia a faccia anziché tramite chiamata o videochiamata. In questo periodo ho scoperto quanto conti per me la libertà. Libera di andare in giro dove e quando voglio, libera di vedere i miei affetti più cari quando voglio, libera di studiare al parco senza ansia di contrarre il virus, libera di passar del tempo in palestra, libera di andare all’università.

Ma la ‘felicità’ in questo periodo sembra un traguardo impossibile, infatti ieri c’è stata un’esplosione nella fabbrica della plastica Adler Plastic, gruppo manifatturiero italiano, con sede ad Ottaviano (paese in cui abito). L’esplosione è stata violenta e sentita anche nei paesi limitrofi, c’è chi pensava fosse arrivato il terremoto, chi fosse scoppiato il Vesuvio.  La deflagrazione ha fatto tremare i vetri in molti comuni del Vesuviano, mandando in frantumi le vetrate di abitazioni della zona circostante e del centro cittadino. La colonna di fumo nero era visibile a diverse decine di chilometri di distanza dal luogo dell’esplosione. In alcuni comuni i sindaci hanno invitato i cittadini a tenere le finestre chiuse per evitare un’eventuale intossicazione dai fumi prodotti dall’incendio, che è stata seguita da una colonna di fumo nero. C’è stato un morto e alcuni feriti gravi. Ciò che mi preoccupa sono le conseguenze che avrà sull’ambiente poiché l’esplosione ha mandato in fiamme tanta plastica e gomma (prodotti della fabbrica).

Personalmente sono stanca di aver paura di respirare, ormai c’è in giro il virus e come se non bastasse questa combustione probabilmente ha sciolto nell’aria grandi quantità di diossina, sostanza nociva al corpo. Di conseguenza potrebbe aumentare la percentuale di persone affette da tumori. E questa è una delle cose che mi spaventa di più. La vita di noi tutti sta cambiando e non in meglio, stiamo per toccare il fondo, un punto di non ritorno. Vorrei poter fare qualcosa per cambiare questo mondo troppo sporco, contaminato, costituito da persone che pensano solo ai propri interessi e non alle generazioni future. Mi sento così tanto impotente.

11 maggio

La vita da pochi giorni sembra quasi essere la stessa ma con qualche piccola modifica, ad esempio non si può andare al bar ma poter ritirare le cose d’asporto, per poi andare a consumarle a casa o in auto. Questo potrebbe anche in futuro far cambiare la concezione che abbiamo noi ragazzi di ‘uscita del sabato sera’. Parlando personalmente se tutto fosse normale non organizzerei con i miei amici un sabato sera chiusi in qualche bar o locale ma mi piacerebbe più passeggiare in qualche località marittima. Per sentirmi libera vorrei poter fare qualche escursione, camminare in mezzo alla natura con le mie amiche, per poi andare a ritirare e poter mangiare una pizza, un panino in auto davanti a un film visto grazie al pc o ancora meglio al drive in. Poter far qualcosa di diverso dalle classiche vecchie abitudini.

Quello che non avrei mai voluto cambiare delle vecchie abitudini sono gli esami in loco, premettendo che ancora non ho fatto esami telematici ma penso non ci sia nulla di più bello che arrivare all’università trovare i propri compagni disposti a sostenerti nella fase pre-esame e gioire con te nella fase post-esame. Ora il post-esame sarà solo il pranzo di mamma composto dalle mie pietanze preferite.

13 maggio

Più passano i giorni più si avvicinano gli esami e come ormai da rito la mia ansia aumenta di giorno in giorno. Non perché io non studi ma c’è l’ansia di non farcela, di non studiare mai abbastanza e di non raggiungere il voto desiderato. C’è l’ansia di non sentirsi mai abbastanza preparati. Da quando sono entrata nel mondo universitario mi sono resa conto di essere una persona che sa poco. Ogni esame dato mi rimane sempre più sete di conoscenza e mi dà la consapevolezza che per quanto io possa studiare in vita mia non si hanno mai troppi anni per conoscere tutto ciò che si desidera.

Parlando di un argomento già citato tra pochi giorni si aprirà il bando per il sostegno agli studenti universitari per attrezzature scolastiche e sostegno ai fuori sede. Il contributo è di 250,00 euro per il ristoro dei costi connessi all’acquisto di strumenti utili allo svolgimento della didattica a distanza. Avevo ormai perso le speranze in aiuto simile dato che per ora avevano finanziato solo i minori di 16 anni. Il contribuito è rivolto anche agli studenti fuori sede per la mancata fruizione di alloggi dovuta all’emergenza epidemiologica.

14 maggio

Ottaviano è arrivata a 0 contagi, dopo l’esito dell’ultimo tampone negativo. Spero vivamente che le persone rispettino l’uso della mascherina e della distanza di sicurezza. È rassicurante questo dato, è bello sapere che il proprio paese non è a rischio, è bello sapere che se incontri qualcuno per strada quasi certamente non è contagiata.

In Campania oltre al calo continuo dei contagiati, hanno anche dimesso gli ultimi pazienti della terapia intensiva negli ospedali Monaldi e Policlinico di Napoli. I tamponi positivi sono davvero pochi e questo fa ben sperare.

Il vaccino che tutti aspettiamo è la più grande speranza per eliminare una volta per tutte la minaccia di Covid-19. Quindi non ci resta che aspettare l’arrivo di questo vaccino e nel frattempo dobbiamo imparare a convivere con il virus rispettando tutte le regole per non finire di nuovo tutti in quarantena. Ora dobbiamo affidarci ai virologi e al buon senso di tutto il popolo.

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