Coronavirus: la Fase 2 entra nel vivo

A dieci giorni dall’inizio della tanto attesa fase 2, l’Italia continua a provare a lasciarsi alle spalle l’emergenza coronavirus. Ma ciò non avviene per tutti, tante sono le categorie che potrebbero non cambiare di molto la loro quotidianità, almeno per il momento. È il futuro che si prospetta soprattutto per gli adolescenti, una tra le categorie che più hanno sofferto il periodo di lockdown.

Questo è quello che si evince da una ricerca promossa dall’Università di Firenze insieme al portale Skuola.net sotto il coordinamento del Ministero dell’Istruzione. 

Attraverso le risposte date da 5308 giovani, compresi tra i 14 e i 20 anni, si è potuto avere una stima degli effetti che il confinamento domestico ha avuto su di loro.

Per la stragrande maggioranza solo nella tecnologia hanno trovato un valido alleato contro la noia. Negli ultimi due mesi si è notato un aumento vertiginoso delle ore che i ragazzi passano online, tra questi il 25% degli intervistati afferma di essere stato sempre connesso dato triplicato da gennaio 2020, dove gli “iperconnessi” erano il 7%.

Ovviamente, la maggior parte del tempo è stata assorbita dalla didattica a distanza: si va da un minimo di 3 ad un massimo di 6/7 ore al giorno passate con insegnanti e compagni di banco virtuali. L’altra fetta di tempo è stata in gran parte impiegata a mantenere viva la vita sociale. Decisamente inferiori sono i contatti con i parenti che non abitano sotto lo stesso tetto (solo il 35% degli intervistati ha dichiarato di aver contatti assidui con i parenti).

Un dato importante è il tempo dedicato all’informazione sull’emergenza coronavirus: l’83% si è soffermato massimo un’ora ad approfondire le notizie del giorno riguardanti la pandemia. Il fatto di restare poco dietro a notizie di attualità ha potuto preservare questi ragazzi dalla cattiva informazione, fake news e infodemia. 

Nonostante l’aspetto della noia, 9 ragazzi su 10 si sono espressi a favore delle regole di contenimento attuate per contenere la diffusione del virus, anche per questo la quasi totalità ha affrontato la fase di lockdown con estrema disciplina.

Una nuova fase di riaperture e di abolizione di alcune norme restrittive è fissata per lunedì 18 maggio, così la fase 2 entrerà nel vivo. In questa data, con la conseguente riapertura di bar, ristoranti e negozi il governo potrebbe abolire altre restrizioni imposte con il lockdown. Con il nuovo Dcpm potrebbe sparire il vincolo che prevedeva la visita solo ai congiunti, infatti, probabilmente, si potrà ricominciare a frequentare gli amici, andare a cena fuori e raggiungere le seconde case (purché siano nella regione di residenza). Ma una “decisione definitiva non è stata ancora presa” tendono a precisare dal governo, soprattutto per quanto riguarda il vincolo dei congiunti.

A pesare sulle scelte saranno soprattutto i numeri e i 21 criteri definiti dal Ministero della Sanità per individuare l’indice di rischio di ciascuna regione.

Per quanto riguarda gli spostamenti tra regioni la data più probabile resta quella del 1° giugno, anche se il Ministro per le Autonomie, Francesco Boccia, ha dichiarato che “Il governo si prenderà almeno un’altra settimana prima di cominciare a valutare” lo spostamento in sicurezza dei cittadini tra le regioni. In questo caso il monitoraggio sarà fondamentale e non è escluso che si inizia a favorire gli spostamenti tra regioni limitrofe a per macroaree per poi, dopo le consuete due settimane, allargare il raggio degli spostamenti a tutta Italia.

La regola più importante da seguire per i ristoratori, a partire dal 18 maggio, sarà quella di determinare un limite di capienza per i locali e, se ci sono, verranno comunque favoriti gli spazi aperti.

Per capire quante persone possano entrare in un locale bisognerà dividere la superficie per i quattro metri quadri necessari a ciascun cliente e per i due metri quadri tra un tavolo e l’altro. Indubbiamente saranno ancora obbligatorie le mascherine per il personale della cucina, per quello di sala e per chi sta alla cassa. Per i clienti, invece, la mascherina resta obbligatoria per recarsi al bagno o alla cassa. Inoltre, saranno incentivati i pagamenti elettronici.

In un recente incontro con il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, le associazioni delle imprese hanno definito queste linee guida “insostenibili” visto che ogni locale vedrebbe ridotta la capienza di un terzo rispetto al periodo pre-covid.

Altro nodo difficile da sciogliere resta il settore vacanziero. Tempo fa il Premier Conte aveva dichiarato “Non sarà un’estate in quarantena”, quella del 2020 sarà un’estate di convivenza con il virus e con regole molto rigide da rispettare.

Ovviamente, con le frontiere ancora chiuse in Europa, sarà privilegiato il “turismo di prossimità”. “Dovremo privilegiare mete vicino casa” rimanendo in Italia, aerei, treni, traghetti dovranno garantire non solo l’igienizzazione delle vetture, ma anche la distanza di sicurezza necessaria tra i passeggeri.

Per quanto riguarda gli aerei è garantita la distanza di sicurezza di almeno un metro tra un posto e l’altro ma, in fase di accettazione, sarà possibile richiedere di essere seduti vicino al proprio familiare ma solo in presenza di un minore. Almeno in questi primi mesi post-emergenza si potrebbe ipotizzare anche l’uso di sedili invertiti e protetti da plexiglass. Il vantaggio di questa soluzione sarebbe quello di evitare di lasciare libero il posto di mezzo in ogni fila di tre posti.

La mascherina sarà obbligatoria da quando si entra in aeroporto fino a quando non lo si lascia una volta giunti a destinazione.

Inoltre, alcune compagnie, come Emirates, stanno sperimentando nuovi test sierologici che, tramite prelievo di sangue sui passeggeri, saranno in grado di dare i risultati nel giro di 10 minuti.

Più complesso, invece, resta il quadro per gli stabilimenti balneari. La distanza tra un ombrellone e l’atro dovrà essere di 10 metri quadri e il distanziamento sociale in spiaggia varrà anche per i bambini, sarà vietato ogni tipo di gioco. A bagnini e steward sarà affidato il compito di verificare il rispetto delle prescrizioni. Per quanto riguarda le spiagge libere le scelte sono multiple e competerà ai comuni scegliere quale adottare.

In questo senso, il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha ipotizzato di dotare tutti i bagnanti di un braccialetto elettronico che emetta un suono o una vibrazione quando si è troppo vicini ad un’altra persona.

Alberghi, villaggi turistici e rifugi dovranno ridurre la capacità ricettiva per evitare contatti troppo ravvicinati e nelle aree comuni sarà obbligatorio l’uso della mascherina. Non saranno permessi buffet e l’ingresso nelle piscine sarà contingentato.

A cura di:
Sicignano Giuseppe

Fonte: TgCom24

  1. https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/vacanze-estive-coronavirus_18152134-202002a.shtml
  2. https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/coronavirus-fase-2-da-luned-forse-a-pranzo-con-amici-e-nelle-seconde-case_18210709-202002a.shtml
  3. https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/al-ristorante-o-al-bar-nella-fase-2-ecco-le-regole-che-dovranno-seguire-gli-italiani-per-tornare-a-mangiare-fuori-casa_18175135-202002a.shtml
  4. https://www.tgcom24.mediaset.it/skuola/fase-2-adolescenti-ancora-a-casa-1-su-4-passa-tutta-la-giornata-online_18192814-202002a.shtml

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