Cosa sta succedendo e come sta reagendo l’opinione pubblica in questo periodo di crisi?

I social media hanno sicuramente contribuito alla nascita e alla formazione della Public History, del discorso pubblico, in Italia.

In quest’articolo analizzeremo Facebook come social di riferimento. Nella sezione di Facebook dei “Gruppi” ognuno mediante la pubblicazione di un post e quindi di un contenuto dice la propria opinione su una questione o un  dibattito generale. La storia è di fatti come un puzzle, non oggettiva, ma con diversi punti di vista e priva di una assolutezza.

Ma che cosa sta realmente succedendo e come sta reagendo l’opinione pubblica?

Per capire questo possiamo prendere in considerazione come esempio un  gruppo facebook  di una delle primissime città della Campania ad essere colpita da casi di covid: “Cosa succede a Torre del Greco”.

Il gruppo condivide notizie sulle novità delle nuove ordinanze della fase 2, scambia opinioni, racconta eventi accaduti, si rassicura a vicenda come una grande famiglia.Tutto questo per i public historians non può che essere un bene prezioso perché ci permette di costruire la storia dal punto di vista dei cittadini e di chi ha vissuto davvero l’emergenza. Ci permette di costruire la storia dall’interno invece  che dall’esterno tramite memorie e fatti vissuti fissati da un post o da una foto.

Da come trapela dai post, la gente è ormai stanca di questa quarantena infinita. C’è molta gente senza lavoro che ha problemi a sfamare i propri figli, a pagare l’affitto. In molti sono anche senza mascherina. Come si segnala nel gruppo, molte mascherine  mandate dalla regione Campania ai singoli cittadini sono state rubate dalle cassette postali. E non solo, purtoppo ci troviamo in una vera e propria situazione di guerra in cui progressivamente  aumenta sempre di più  l’indice di criminalità.

La maggior parte dei componenti del gruppo non è contro le ordinanze dello stato e della politica di Conte, il nostro presidente del Consiglio, ma anzi lo appoggia schierandosi contro la politica di Salvini, dell’opposizione, che invece chiede al popolo di scendere nelle piazze a protestare e ad infrangere la legge. La maggior parte concorda che ciò che sta facendo l’Italia e il presidente del Consiglio è già tanto dato che l’Italia già prima dell’emergenza covid era in una situazione di depressione economica o quasi con sicuramente un alto  deficit pubblico che con questa quarantena purtroppo arriverà alle stelle.

Ma intanto il popolo torrese lotta anche contro la chiusura dell’unico presidio ospedaliero che la città predispone, il Maresca. Questo sicuramente ci fa riflettere sugli enormi tagli alla sanità che il governo ha fatto e che non ci consente di avere le misure necessarie per affrontare una emergenza di questo tipo. Questo ci fa capire che dopo il coronavirus molte cose dovranno essere cambiate dall’ambito sanitario a quello economico. O almeno si spera.

Ma qual è stata la più grande e sconcertante reazione a questo virus? Il razzismo. Il presidente Conte ci ha detto “lontani ora per riabbracciarci domani”. Eppure il virus ci sta facendo puntare il dito l’uno contro l’altro. Il razzismo non è un virus, a differenza del covid esso è difficile da debellare. Il razzismo, per definizione, è ogni tipo di tendenza psicologica e politica che si fonda sulla presunta superiorità di una razza sulle altre, favorito da atti di discriminazione. Nonostante i giorni drammatici che stiamo vivendo, i media non perdono occasione per screditare i meridionali e le loro condizioni sanitarie. Sin dall’inizio della pandemia tutti si aspettavano che la situazione al meridione sarebbe stata peggiore che al settentrione, ma è andata diversamente. Il covid-19 si è diffuso maggiormente nelle regioni del nord. Per questo motivo molti hanno inasprito le critiche verso il sud inventando anche storie assurde come quella della giornalista Barbara Palombelli che ha brillantemente ipotizzato che al sud il contagio fosse più lento perché i meridionali lavorano poco. Ma questa è soltanto una delle tante cose che sono state dette al riguardo. La battaglia continua sui social.

Nel gruppo facebook “Succede a Torre del Greco” è stato condiviso un articolo di Lonesto.it dove sono riportate le parole del leghista Vincenzo Sofo che ha sottolineato quanto detto dal Vittorio Feltri (giornalista del quotidiano Libero) : i meridionali sono inferiori dal punto di vista delle strutture ma non culturalmente. “Feltri ha ragione. I meridionali sono inferiori. Ad esempio non hanno autostrade. E non hanno treni ad alta velocità. E molti meno collegamenti aerei. Per non parlare dei collegamenti interni. Gli ospedali neanche li cito. Addirittura non hanno neppure il lavoro.” Ha detto Sofo nella sua pagina facebook. Continua anche dicendo che i meridionali, uscendo dall’inferiorità strutturale delle loro regioni, possono essere normali – o anche superiori – imprenditori, medici o ingegneri.

Nello stesso gruppo di Torre del Greco è presente un altro post: Annalisa Chirico, giornalista de “Il Foglio”, è stata ospite nel programma di Massimo Giletti “Non è l’Arena” dove si discute delle dichiarazioni anti-meridionali pronunciate da Vittorio Feltri. Nel programma la Chirico ha appoggiato Feltri dicendo che lui, come ogni cittadino libero, ha diritto a dire la sua. Per la Chirico il meridione è un popolo economicamente debole e alla lunga “rischia di essere moralmente inferiore”.  Il conduttore interviene: spiega che non esiste una morale del sud o del nord e che anzi molti dei collaboratori del suo programma sono meridionali e sono persone brave e in gamba, la colpa è dei dirigenti regionali. La brillante uscita della Chirico è stata definita dal giornalista Luca Telese “nazista” perché è da nazisti definire i meridionali inferiori.

Nel gruppo “Fieri di essere meridionali” è stato pubblicato un video in cui vengono intervistati Giorgia Meloni e Matteo Salvini che dicono di voler proporre al Quirinale Vittorio Feltri definendolo come “persona libera, abituata a dire quello che pensa, coraggiosa, perché all’Italia serve una persona così”. A questo viene unito il video di un’intervista fatta a Feltri da Mario Giordano in cui ribadisce che i meridionali sono inferiori. A questo proposito il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha firmato la querela nei confronti di Vittorio Feltri e di Mario Giordano per i reati di diffamazione a mezzo stampa, aggravata dall’odio razziale, e di istigazione all’odio razziale.

VIRGINIA COCCO

ROBERTA CITRO

GRUPPI PRESI IN CONSIDERAZIONE:

  • Cosa succede a Torre del Greco.
  • Fieri di essere meridionali.

FONTI:

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