Covid-19: i tempi stanno cambiando

Venite intorno gente dovunque voi siate ed ammettete che le acque attorno a voi stanno crescendo e accettate che presto sarete inzuppati fino all’osso. E se il tempo per voi significa qualcosa fareste meglio a cominciare a nuotare o affonderete come pietre perché i tempi stanno cambiando”. The Times they are a-changin’ (Bob Dylan, 1963)

Cosa ci resterà dopo? Al di là delle conseguenze catastrofiche, questa tragedia potrebbe dare all’Italia un’opportunità di “migliorare”. In un periodo storico dove la lotta al “Climate chance” sembra essere arrivata ad un punto di non ritorno e la Nazione spaccata separata in due, il blocco imposto dalle autorità potrebbe aiutare il mondo, e l’Italia, a reinventarsi.

“Gli italiani perdono le partite di calcio come fossero guerre e perdono le guerre come fossero partite di calcio”chiosava, a ragione, Winston Churchill alla fine della Seconda guerra mondiale, una frase che sarebbe potuta andare bene fino al 21 febbraio 2020 quando, a 54 minuti dalla mezzanotte, l’Ansa batte la prima agenzia: “Coronavirus, un contagio in Lombardia”. È il “paziente uno”. Da quel momento il governo e il popolo italiano hanno iniziato ad avere coscienza di quello che fino ad allora sembrava un problema lontano e sottovalutato. Vi si è dovuti reinventare con misure mai adottate prima e rendersi capofila, senza volerlo, di una delle sfide più difficili dei nostri tempi.

Il governo, improvvisamente ed in tempi rapidissimi, si è trovato di fronte a due alternative: limitare la libertà dei cittadini per arginare il propagarsi del contagio (modello cinese); o non intaccare la vita di tutti giorni e puntare sull’”immunità di gregge” (primo modello anglosassone), facendo decorrere volontariamente il virus tra la popolazione, avendo in cambio una stabilità economica e un costo contenuto della gestione.

Il Lockdown adottato dal governo italiano per la salvaguardia del Welfare”, a fronte di un costo elevatissimo di gestione dell’emergenza e della limitazione della libertà individuale dei cittadini, ha avuto riscontri inaspettati: primo su tutti l’abbassamento delle emissioni nocive nell’atmosfera.

Gli ultimi dati, prima dell’inizio delle restrizioni governative, sulle emissioni di biossido di azoto nell’atmosfera vedevano l’Italia fanalino di coda di questa speciale classifica, confermando l’area della Pianura Padana la più inquinata d’Europa e tra le prime al mondo. I nuovi dati, raccolti ad un mese dall’inizio dell’ormai pandemia, mostrano uno scenario sensibilmente cambiato. Infatti, i sensori a bordo del satellite “Sentinel 5” hanno rilevato il progressivo ridursi della nube rossa di biossido di azoto (il gas nocivo emesso da combustibili fossili) sui cieli del Nord Italia, effetto simile a quello rilevato dalla NASA sui cieli cinesi ad inizio marzo, dove le emissioni sono calate del 30% rispetto all’anno pregresso.

“La natura si riprende i suoi spazi” anche a Venezia dove, grazie all’assenza di traffico che smuove i sedimenti i suoi canali solitamente torbidi, sono tornati ad essere limpidi tanto da poter scorgere pesci e fondali. Inoltre, gli scarichi ridotti e il cambio idrico delle maree continuano a giovare alla qualità dell’acqua.

La compattezza nazionale, creatasi per poter combattere il Covid-19, è ai massimi storici: “Lo Stato siamo noi, 60 milioni di cittadini che lottano insieme, con forza e coraggio, per sconfiggere questo nemico invisibile”, sono le parole del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in occasione del 159esimo Anniversario dell’Unità d’Italia, ha fatto appello a tutti gli italiani dichiarando che lo Stato è più unito che mai.

Ma cosa spinge gli italiani ad essere tanto solidali, la paura di un cambiamento? O la voglia di ricominciare a vivere? Sono tanti i post di supporto che in questi giorni invadono il web: #iorestoacasa, #andràtuttobene sono gli hastag più utilizzati per appoggiare e invogliare le persone a restare a casa, come richiesto dal Governo.

Si può uscire di casa solamente per necessità o per lavoro queste le norme da seguire per il periodo di quarantena a cui tutta la popolazione italiana è sottoposta. Norme che, oltre a cambiare il nostro modo di vivere la quotidianità, potrebbero intaccare anche psicologicamente i cittadini. In virtù di ciò si è deciso di dare consulenza psicologica gratuita online per salvaguardare, oltre quella fisica, la sanità mentale; il servizio è offerto da Luca Mazzucchelli, creatore della piattaforma “Mindwork”, che ritiene che in un momento critico come questo, la paura provocata dalla notizia del virus potrebbe causare sensazioni poco piacevoli che rischiano di distogliere l’attenzione dai protocolli ministeriali.

Numerosi cantanti, ex presidenti, influencer, aziende hanno dato il loro contributo attraverso la donazione di grosse cifre di denaro. Tutto è nato dall’apertura di una raccolta fondi da parte di Fedez e Chiara Ferragni attraverso la piattaforma “GoFoundme.com” che in pochissimo tempo ha raggiunto la cifra record di 4 milioni di euro. Soldi che verranno reinvestiti per la creazione di nuovi posti letto, per la terapia intensiva del presidio ospedaliero San Raffaele di Milano, che vedranno la luce in queste ore.

Da qui moltissima gente dello spettacolo si è messa in moto per dare il loro contributo in questo momento difficile per il Paese, come Tiziano Ferro e Laura Pausini che attraverso il loro profilo Instagram hanno improvvisato un concerto con 40mila persone collegate, e hanno colto l’occasione per esprimere il loro pensiero: “La musica non conosce confini né barriere e anche ai tempi del coronavirus i concerti (in streaming) non si fermano”.

Una delle donazioni più importanti a livello economico è sicuramente quella fatta dall’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi, che ha deciso di mettere a disposizione della regione Lombardia ben 10 milioni di euro.

Ma i positivi “effetti collaterali” non si fermano qui. 

L’Italia si è svegliata con la consapevolezza di detenere eccellenze fino a ieri contestate o denigrate. Il sistema sanitario nazionale ha reagito con prontezza e lungimiranza a questo stato emergenziale che si è venuto a verificare. 

Ad appena 48 ore dalla diagnosi di positività di due turisti cinesi in vacanza in Italia, il ministro della salute Roberto Speranza afferma: “Isolato il virus a Roma”, i virologi dello Spallanzani, sono riusciti, primi in Europa e secondi solo alla Cina, ad isolare il virus. “Passo fondamentale per tutta la comunità scientifica, che consentirà di accelerare la ricerca per il contrasto a questa malattia” (ministro Speranza) aprendo “spazi per nuovi test di diagnosi e vaccini” (direttore scientifico dello Spallanzani, Giuseppe Ippolito) permettendo di capire con maggior raziocinio quali terapie adottare per la cura dei pazienti infetti.

Al Cotugno di Napoli, due pazienti affetti da polmonite severa da coronavirus sono stati trattati con un farmaco anti-artrite riscontrando incoraggianti risultati, tanto che l’azienda biofarmaceutica Roche, produttrice del farmaco, ha annunciato di “fornire gratuitamente per il periodo dell’emergenza il Tocilzumab (RoAvtemra) a tutte le Regioni che ne faranno richiesta” dando la propria disponibilità ad Aifa (Agenzia Italiana del FArmaco) per avviare uno studio clinico sull’efficacia e sicurezza del tocilzumab anche nei pazienti affetti da Covid-19.

Questa emergenza ha portato anche allo snellimento del processo burocratico dei neolaureati in medicina per velocizzare l’ingresso nel mondo del lavoro.

Abbiamo accorciato di otto, nove mesi l’ingresso nel mondo del lavoro” così il ministro dell’Università Gaetano Manfredi annuncia che con l’approvazione del nuovo decreto “I diecimila laureati in Medicina che hanno fatto domanda per l’Esame di Stato, fino a ieri necessario per l’abilitazione al mestiere” potranno “essere impiegati subito nei servizi territoriali, nelle sostituzioni della Medicina generale” adeguando così l’Italia agli standard europei.

Dobbiamo scavarci uno spazio per dei ragionamenti diversi, per osare domande grandiose che 30 giorni fa ci avrebbero fatto sorridere per la loro ingenuità. Quando sarà finita, vorremo davvero replicare un mondo identico a quello di prima?” (Paolo Giordano)

A cura di:
Buononato Federica,
Sicignano Giuseppe

Fonti: Il Fatto quotidiano https://www.linkedin.com/company/il-fatto-quotidiano/, TGCom24: https://www.linkedin.com/company/tgcom24/

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