Le pillole di Facebook sul Coronavirus

Febbre, tosse secca, dolori muscolari e polmonite. Sono alcuni sintomi del nuovo Coronavirus, identificato nel dicembre del 2019 a Wuhan (Cina). È l’11 marzo: Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, annuncia che si è passati da un’epidemia a una pandemia. I casi di Covid-19 registrati sono più di 118mila, in 114 paesi1.

Dall’Oriente all’Europa. La pandemia è causata dal SARS-Cov-2 (Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2), appartenente alla sottofamiglia dei coronavirus – che porta questo nome per il caratteristico aspetto a corona al microscopio. Pare che la genesi del virus abbia carattere zoonotico, trasmessa dunque dagli animali all’uomo, proprio come la SARS del 2002 – apparsa per la prima volta comunque in Cina2 – e la MERS del 2012 in Arabia Saudita3. La comunità scientifica dibatte ancora sul portatore della malattia: un serpente velenoso, un pipistrello, un vettore ancora sconosciuto. È pur vero che i primi casi di pazienti che mostravano i sintomi di una “polmonite di causa sconosciuta” erano collegati al locale mercato di Wuhan, costituito da numerose bancarelle con in vendita polli, pipistrelli, serpenti, e organi di animali selvatici4.

Tale coronavirus è diverso dai sei individuati anteriormente per il periodo di incubazione, che va dai 2 ai 14 giorni5. Se la letalità della SARS (sindrome respiratoria acuta grave) fu del 9,6% e quella della MERS (sindrome respiratoria mediorientale) fu del 38%, il tasso di mortalità del SARS-CoV-2 è ancora incerto6.

È a seguito di queste informazioni che il Governo italiano ha deciso di prendere una serie di provvedimenti in merito, cercando di circoscrivere il virus e limitarne il contagio il più possibile. Nel momento in cui, in Italia, il numero di persone che hanno contratto il virus è arrivato a circa 10mila, sono stati varati una serie di decreti in modo tale da proteggere la popolazione. Sono state sospese tutte le attività commerciali al dettaglio, ad eccezione di quelle che vendono beni di prima necessità; sospese anche tutte le attività di ristorazione ed al servizio della persona; garantite, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, le attività agricole, bancarie, finanziarie e agroalimentari, fino a data 25 marzo 2020. Dichiarata la zona rossa in tutto il territorio italiano, è stata indetta la quarantena forzata a tutta la popolazione: si può uscire di casa solo per necessità primarie, per motivi di lavoro o di salute, muniti di mascherina, guanti e autocertificazione, pena una sanzione penale7. È lo stesso ministro della salute, Roberto Speranza, a condividere il messaggio sui social e invitare la popolazione a rispettare le regole. È stato lanciato l’hashtag #iorestoacasa (utilizzato anche dal ministro in questione e da altri numerosi utenti); diventato subito virale, sono molteplici i profili che lo menzionano per sensibilizzare all’iniziativa. Tante sono le misure prese per le aree più critiche del paese e in questo momento, in cui la salute dev’essere messa al primo posto, è fondamentale rispettarle.

Molte sono le decisioni che sono state prese per incrementare non solo il limite di contagio, ma soprattutto i numeri di guarigione. Una cosa è certa: alla sanità serve personale; medici e infermieri rischiano ogni giorno curando e stando a stretto contatto con i pazienti affetti da Covid-19 – pur rispettando le norme e le precauzioni richieste –, facendo tutto il pensabile per assicurare la miglior assistenza sanitaria possibile. Ma ciò non può avvenire se non c’è materiale e personale in abbondanza. Per questo motivo è stato determinato che i neolaureati in Medicina e in Infermieristica possono iscriversi all’albo competente sin da subito, occasione data anche agli studenti non ancora laureati ma che abbiano giù completato le ore di tirocinio necessarie8. Non hanno avuto paura, infatti, i tanti studenti che celermente si sono messi a disposizione degli ospedali italiani, dimostrando coraggio e volontà di mettersi in gioco. Tutto il giorno, tutti i giorni, medici, infermieri e operatori sanitari lavorano rischiando il contagio, accusando i colpi del sonno, della stanchezza, del dolore fisico e psicologico; eppure non si arrendono, continuano il proprio lavoro e, soprattutto, continuano a combattere contro il nemico invisibile che ha messo in ginocchio, ormai, tutto il mondo.

E noi dobbiamo aiutarli.

I nostri genitori hanno passato settimane, mesi, a convincerci – quand’eravamo piccoli – di lavarci le mani prima di pranzare, e ogni volta che rientravamo a casa da scuola. Ma lì dove non arrivano i genitori, che magari ci minacciavano con il digiuno o con la presa in ostaggio della console, arrivano i professori di Biologia e Microbiologia, di Chimica e di Igiene a spiegarci che prevenire i sintomi, che possono sembrare blandi e comuni a quelli di un’influenza stagionale, ma che in realtà possono complicarsi (specie negli individui il cui sistema immunitario è già compromesso) fino a morte certa, è possibile seguendo le norme istituzionali, in modo da evitare e il contagio e il sovraffollamento degli ospedali.

Il pericapside del coronavirus9, cioè lo strato più esterno che ricopre il virus, è costituito da un doppio strato di fosfolipidi, cioè grassi contenenti un gruppo fosfato. Immaginando i fosfolipidi come girini, è possibile attribuire alla testa capacità idrofile e idrosolubili e alla coda capacità idrofobe e non idrosolubili10.

È qui che arriva il nostro post (tale Annamaria) di una professoressa di Microbiologia che resta nell’anonimato, che spiega ai suoi seguaci di Facebook «perché lavarsi le mani con acqua e sapone distrugge il virus»: le molecole del sapone sono anfifiliche (cioè con una testa idrofila e una coda idrofoba), e dunque si comportano con il coronavirus proprio come fanno con i grassi. L’esempio è fatto con l’olio: «[la molecola di sapone] in acqua, si attacca alle particelle di olio, le circonda e le allontana le une dalle altre». È consequenziale che «un’estremità della molecola di sapone (quella attratta dal grasso e respinta dall’acqua) si fa strada nello strato di grasso e proteine del virus. E dato che i legami chimici che tengono insieme il virus non sono poi così forti, questa intrusione è sufficiente per disintegrarlo» per sfregamento e per risciacquo delle mani.

Sui social, e su Facebook in particolare, ne girano di pareri che spesso e volentieri si mischiano alla religiosità.

Il rapporto tra Medicina e Religione è da sempre molto complesso. In antichità le due pratiche quasi coincidevano: i sacerdoti erano gli unici a poter praticare medicina, ma ad oggi non è più così. Nonostante le due pratiche si scindano (seppur non drasticamente) a causa del progresso della scienza e della tecnologia, c’è chi crede fortemente che i Santi, come nei post riportati giù, possano guarire o difenderci da qualsiasi malattia o forma di male. La maggior parte dei credenti si affida alla Religione nei periodi più bui, e in modo esemplificativo potremmo citare le due celebri epidemie di peste (concepite come flagelli divini) del 1576-77 e del 163011, che molti credenti paragonano alla pandemia che sta colpendo la nostra penisola. Possiamo dire dunque che, oggi come ieri, ci si affida alla Fede, alla Preghiera, ma ciò che differisce sono i mezzi: se prima ci si sottoponeva a processioni e flagellazioni, ora la catarsi si è adeguata alle nuove tecnologie e viene minimizzata alla scritta sul santino protettore capace di redimerci se «mettiamo mi piace e condividiamo».

Quale potenza tale che è, la Cina sembrerebbe vantare di una Medicina e di una tecnologia nettamente più avanzata rispetto alla compagine europea. Evidentemente è per questo che una squadra di medici di Wuhan è arrivata a rinforzare la sanità italiana, portando con sé strumenti di prevenzione e medicinali a base di erbe: le capsule Lianhuaqingwen, dimostratesi efficaci nel trattamento del Covid-1912.

Una cosa è certamente sicura: come ne sta uscendo la Cina, anche noi italiani torneremo a rivivere i nostri giorni di gloria. Nel frattempo, #iorestoacasa.

Chiara D’Amora

Chiara Orefice

Vincenzo Riccio


1 Internazionale, L’Oms ha dichiarato la pandemia di Covid-19, 11 marzo 2020 (https://www.internazionale.it/notizie/2020/03/11/pandemia-coronavirus)

2 Wikipedia, SARS

3 Wikipedia, Sindrome respiratoria mediorientale da Coronavirus

4 Wikipedia, COVID-19

5 Nuovo coronavirus, FAQ – Covid-19, domande e risposte (http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioFaqNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=228)

6 Wikipedia, SARS-CoV-2

7 DPCM 11/03/2020 (http://www.governo.it/sites/new.governo.it/files/DPCM_20200311.pdf)

8 Nuovo coronavirus, Covid-19, in Gazzetta ufficiale il decreto per il potenziamento del Ssn (http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioNotizieNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=4188)

9 Wikipedia, Orthocoronavirinae

10 Wikipedia, Fosfolipide

11 Cfr. Francesco D’Alpa, Medicina e religione, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (https://www.uaar.it/uaar/ateo/archivio/89/medicina-religione/)

12 Margherita De Bac e Fulvio Bufi, Coronavirus, tutte le cure: il farmaco per l’artrite, la medicina cinese e il vaccino, Corriere, 14/03/2020 (https://www.corriere.it/cronache/20_marzo_14/coronavirus-tutte-cure-farmaco-l-artrite-medicina-cinese-vaccino-388e38c4-6563-11ea-86da-7c7313c791fe.shtml)

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