My Hero Academia, la metafora del Giappone e dell’America

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My Hero Academia, l’oramai celeberrimo manga di Kōhei Horikoshi, è la storia di come un giovane ragazzo, Midoriya, nato in un mondo parallelo in cui normale e paranormale convivono grazie al “Quirk“. Le figure del Pro-Hero e del Villain sono ben più che affermate. Ma, probabilmente, si tratta di una metafora di qualcosa di molto più grande di quanto potrebbe sembrare.

Oramai è definibile un vero e proprio fenomeno, si tratta di My Hero Academia, facente parte dell’attuale filone super-eroistico giapponese, ma nonostante questo, ci sono ancora adesso moltissimi aspetti del manga che passano in sordina, uno in particolare è cosa il manga di per se rappresenta nello scenario sia letterario, sia televisivo, giapponese.

Il manga, infatti, segue le vicende vissute da un giovane giapponese, Midoriya, che, tuttavia, inizia la propria storia ritrovandosi dinnanzi il “Numero Uno” di tutti gli Eroi, il cosìdetto “Simbolo della Pace”, All Might.

Proviamo tuttavia ad analizzare l’anime e il manga seguendo quella che è una “linea generazionale”.

Midoriya, giapponese, che non possiede alcun Quirk, risultando lui stesso come ciò che è anormale in un mondo in cui il fantastico è comune, viene preso a causa della propria forte morale e della propria attitudine da Eroe da “All Might”, nato giapponese, il suo vero nome è Yagi Toshinori, ma che ha vissuto buona parte della propria vita e della propria formazione in America.

All Might cede il proprio posto e il proprio compito, insieme al proprio potere, a Midoriya, accompagnando quest’ultimo nella propria formazione, cedendo, insomma, il passo a lui.

Ma questa “linea generazionale” può essere vista anche in una forma diversa e più attuale, come una metafora che vede protagoniste America e Giappone.

Analizziamo però i due personaggi sopracitati, Midoriya e All Might, partendo dal secondo:

All Might è il “Number One Pro-Hero”, rappresenta il numero uno al mondo, il più forte e il più amato. Colui verso cui gli altri puntano e che non possono raggiungere, che sorride mentre che combatte i Villain esorcizzando la loro carica negativa, la rappresentazione del “sogno americano”. Un sogno a cui, tuttavia, lo stesso personaggio rinuncia, per il bene maggiore.

Passando invece a Midoriya, come già detto è il classico “nerd”, la rappresentazione del ragazzo comune, molto sveglio, anzi brillante, ma che non ha avuto la possibilità di brillare perché non dotato dalla nascita di alcun Quirk, privo di modo di combattere ma volenteroso di farlo per proteggere chiunque si trovi in difficoltà.

Le due figure portanti possono quindi essere messe a paragone con i due stati di Giappone e America.

L’America, All Might, rappresentata come forte, ma avente dei grossi punti deboli che la rendono estremamente vulnerabile e che giorno giorno va indebolendosi sempre di più,  così come effettivamente è la situazione dell’America, colpita in maniera indelebile l’11 Settembre, ha il compito e il dovere di cedere il proprio passo al Giappone, rappresentato da Midoriya, così che questi possa trovare il proprio modo di brillare ed aiutare gli altri.

Una rappresentazione in realtà molto forte, perché fatta sfruttando due media paralleli congiungendoli. La storia Super-Eroistica, classica del fumetto americano, e il tratto Manga tipicamente giapponese.

Giuseppe Viscardi

Fonte immagine:  Iraq Lobster

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