Un eclatante caso di Fake History: il negazionismo dell’Olocausto

True-False

Natalie Nougayrède, giornalista francese esperta di questioni internazionali, scrive: “Fake news is bad. But fake history is even worse”, andando a sottolinenare la gravità del “mestiere più antico del mondo”, quello di creare notizie false. Si tratta di una mistificazione e manipolazione della storia, una montatura di eventi, il cui scopo è  divulgare una realtà inesistente, costruire miti dalle fondamenta immaginarie e perseguire i propri scopi.

Un esempio di fake history, il più inaudito della storia, è quello che mette in dubbio la veridicità dello sterminio degli ebrei da parte della Germania nazista. Secondo questa tesi, non sarebbe mai esistito alcun massacro e i campi di concentramento non sarebbero stati altro che luoghi di lavoro. Inoltre, la morte degli ebrei sarebbe avvenuta a causa di malattie e, dunque, per cause naturali.  Il negazionismo è una corrente di pensiero antistorica e antiscientifica che raggiunge la notorietà mediatica tra il ’78 e il ’79 quando i giornali “Le Monde” e “Le Matin” pubblicano diversi articoli in cui il docente di letteratura Robert Faurisson scrive che “ad Aushwitz sono state gassate soltanto le pulci.” I negazionisti guardano con scetticismo le prove esibite dagli storici, i documenti e le testimonianze che descrivono l’immane tragedia dell’Olocausto. E in questo modo, sentono di detenere il potere di riscrivere la storia.

Negazionismo

In questo caso, la Fake History nasce per creare una nuova dimensione che afferma e smentisce, contesta documentazioni senza fornire una prova a sostegno della propria tesi. La semiologa italiana Valentina Pisanty afferma:

“Il negazionismo non è un fenomeno storico, bensì un fenomeno di comunicazione e di strategie con cui un gruppo di persone tenta di diffondere il proprio verbo.”

I negazionisti, così, si servono delle reazioni di rigetto che i loro discorsi provocano e si rifanno ai principi più alti della democrazia, quali la libertà d’espressione, per sviare alle ripercussioni delle loro offese.

In questo quadro, la figura dello storico, di quello vero, è di fondamentale importanza. Lo storico ricostruisce gli eventi ed è sempre aperto alla possibilità di modifica e revisione, di una nuova prospettiva in grado di fornire ulteriori informazioni a favore di una tesi. Lo storico mette a nudo la vera natura degli eventi, munendosi di imparzialità e oggettività.

 

Fonti:

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