La battaglia di Scafati, origine della Resistenza

 

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Abito a Scafati, a Via della Resistenza. Perché si chiama così questa strada?  Torniamo al 28 Settembre 1943, quando a Scafati un gruppo di partigiani aiuta l’esercito alleato inglese ad avanzare verso Napoli e a liberare la cittadina. Qui l’esercito tedesco  sta occupando la città, derubando e uccidendo gli scafatesi. Nel frattempo l’armata alleata prosegue il suo cammino da Salerno e tenta di entrare a Scafati, ma l’esercito tedesco ha già preparato degli esplosivi sul ponte (che permette di superare il fiume Sarno e di entrare in città) da far scoppiare in procinto dell’attraversamento delle truppe inglesi.

Un gruppo di Scafatesi  ruba delle armi e aspetta l’arrivo degli alleati per sferrare l’attacco contro l’esercito invasore.  I partigiani riescono ad avvisare in tempo gli alleati, attraversando il fiume da un ponte secondario sconosciuto ai tedeschi. Grazie a questo avvertimento, gli alleati posticipano l’avanzata e alcuni soldati, aiutati dai partigiani, entrano in città ripercorrendo la strada fatta precedentemente prendendo i tedeschi alle spalle. Contemporaneamente, gli alleati avanzano e così l’esercito tedesco viene circondato. Nella notte tra il 28 e il 29 vi è una lunga battaglia in cui i tedeschi, facendo saltare un loro carro pieno di munizioni, distruggono abitazioni e uccidono civili. Il 29 settembre la città viene liberata e gli alleati, che entrano a Scafati, vengono salutati  da una folla scesa in piazza per festeggiare.

Questa è la “storia”. Ma gli eventi di Scafati del 28 settembre del 1943 non nascono dal nulla. Sono il frutto di una storia di 50 anni di Resistenza e libertà, di riscatto civile e sociale. La rivolta di una parte importante della città nasce da fattori storici precisi: da battaglie di libertà che venivano da un desiderio di giustizia che il ventennio fascista aveva solo momentaneamente smorzato. E’ da questo clima che si rinsalderanno quei fattori di libertà e giustizia che porteranno alla resistenza del 28 e 29 Settembre del 1943. Resistenza  guidata da un personaggio atipico come don Vittorio Nappi, seguito da singoli cittadini e supportato dall’indispensabile forza degli alleati inglesi.

Alla città di Scafati, d’altronde, è stata conferita la Medaglia d’oro alla Resistenza, al pari di grandi città come Napoli, Roma e Milano con la seguente motivazione:

Per l’eroismo dei suoi cittadini nelle drammatiche giornate del settembre 1943 quando per primi suscitarono la scintilla della ribellione armata all’invasione nazista, ribellione che subito dopo doveva dilagare irrefrenabile nelle Quattro Giornate di Napoli e nei Campi Flegrei”.

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Ciò dimostra che Scafati, pur piccolo centro di provincia, seguì lo sviluppo storico che avvenne nelle grandi realtà urbane d’Italia.

“Via della Resistenza”, ora ne capisco la ragione.

Ripercorro le strade e non le vedo più come prima ma intrise di storia: la nostra.

Roberta Michilli

 

Fonti:

 

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