“Radio Marte”: musica di un altro pianeta

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Entrare nelle dinamiche di una radio non è facile, specialmente se si prende in considerazione una radio della portata di “Radio Marte”. Nell’ambito campano, “Radio Marte” registra quasi tutti gli anni un numero di ascolti sempre maggiore, sbaragliando la concorrenza campana e non. Ultimamente, con l’avvento di “Radio Marte 2”, gli ascolti sono addirittura aumentati e per le altre radio risulta davvero difficile competere con una che in quasi quarant’anni di attività ha creato un vero e proprio impero, allargandosi ed espandendosi sempre di più in termini di professionalità, importanza sul territorio e di pubblico che la segue.
Ritornando alla questione delle dinamiche, affermiamo che non tutto è facile come sembra, nonostante gli ascoltatori conoscano a memoria la programmazione, i generi musicali e i personaggi di “Radio Marte”. Gli ascoltatori, in effetti, sanno a che ora accendere la radio per ascoltare la voce del loro speaker preferito, ma la maggior parte di loro nemmeno immagina quanto sia largo lo staff e quali siano i ruoli interni – che apparentemente potrebbero sembrare secondari – ma che in realtà sono i più funzionali all’interno di un sistema così complesso.

Ma facciamo un passo indietro, “Radio Marte” nasce verso la fine degli anni ’70 e si chiama così per proseguire sulla stessa linea delle radio locali che c’erano all’epoca, come “Radio Venere”, “Radio Saturno”, “Radio Luna”, ecc.
Interessante capire il collegamento che c’è tra il nome della radio e il logo, infatti, nonostante il nome della radio sia “Marte” il logo è una mela. A questo punto viene spontaneo chiedere “Perché?” : La scelta della mela effettivamente non ha molto a che fare col nome della radio in quanto è dovuta al gioco di parole “ME-LA GODO/ME-LA SENTO ECC”.
La particolarità di questa mela è il picciolo. Infatti, quella con cui abbiamo a che fare è una mela stilizzata e il picciolo rappresenta un’antenna, con il quale idealmente possiamo collegarci alla radio.

Riguardo a questa radio però non ci sono solo queste curiosità, ma moltissime altre cose da sapere e tantissime altre chicche che scoprirete nella videointervista all’editore e ai suoi dipendenti, prossimamente in uscita sul canale youtube “Public History”.

Come ogni ascoltatore della radio sa, è incredibile quante cose puoi vedere con le tue orecchie.
(Anonimo)

Vincenzo Orsanto

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