I percorsi storici del trasporto pubblico a Salerno. Un viaggio tra identità, memorie e immaginari collettivi di un territorio in crescita

Image-1L’identità di un luogo nella società “liquida” è una problematica rilevante soprattutto in quei contesti urbani, come la città di Salerno, in cui le tensioni trasformative sono molto forti. Le dinamiche di sviluppo di un territorio sono generate da meccanismi di espansione economica, dalla conseguente valorizzazione del mercato immobiliare, nonché dai mutamenti degli stili di vita della popolazione.

Il discorso dell’identità, pertanto, diventa delicato nel momento in cui ci si propone di disegnare le traiettorie di sviluppo di un luogo a partire dall’ identità. In tal caso, è però utile considerare che, se da una parte può sembrare vero che questa sia una società “senza memoria” (DECANDIA 2004), dall’ altra ci sembra evidente che l’identità è il prodotto di una “continua narrazione storica”, in questo caso “urbana”.

Avventurandoci diacronicamente nei percorsi storici del trasporto pubblico della città di Salerno, e dando voce a generazioni di uomini e donne che, a tutti i livelli, hanno vissuto sulla loro pelle gli effetti dei processi evolutivi del servizio reso alla collettività salernitana, si raccolgono le memorie e si esplorano gli immaginari collettivi di controllori, conducenti, operai, impiegati, amministratori, dirigenti, e infine dell’utente-cittadino. E cioè, di quel tessuto sociale che delinea perfettamente il profilo identitario di un territorio in continua crescita. Solo così è possibile tracciare la lunga linea rossa che “ripercorre il tempo” e, come in un viaggio, camminare con curiosità su quella che, a tratti in salita e a tratti in discesa, è la vera strada che da molto molto lontano ci ha portato fin qui.

Reduce da festeggiamenti non troppo recenti, per il suo centenario (C’era una volta il Tram – cento anni di trasporto pubblico nella provincia di Salerno – 2006), l’azienda dei trasporti pubblici salernitana è una realtà che ha radici profonde. L’inizio della sua avventura risale infatti al lontano 1906, anno in cui si costituisce la Società Tranvie Elettriche di Salerno. E fra momenti di grande prosperità, come quello registratosi nel 1930, in cui era considerata una delle linee tranviarie più lunghe ed efficienti d’Italia, e momenti di profonda crisi dovuti a ragioni belliche – come lo sbarco degli alleati del 9 settembre 1943 – o a cataclismi – come la violenta alluvione che ha travolto la città di Salerno nel 1954 e il terribile terremoto in Irpinia degli anni ‘80 – l’azienda in più occasioni ha dovuto inaspettatamente investire risorse per il ripristino di rimesse e automezzi in parte smantellati. Fra le cause del suo improvviso declino si ricordano inoltre le lotte sindacali con le quali gli operai auspicavano la municipalizzazione della S.O.M.E.T.R.A, ed infine la folle corsa degli utenti alla motorizzazione privata, effetto boomerang del consumismo, inevitabile mostro del totalizzante boom economico.

Attualmente, la rete dei trasporti è gestita dall’azienda BUSITALIA CAMPANIA, la nuova società operante in Campania che da gennaio 2017 svolge i servizi urbani ed extraurbani nella provincia di Salerno in precedenza erogati da CSTP.

Mariella Nardiello

 

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