“Emma”: un’immersione nella Londra del periodo Vittoriano

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Un cartone animato può insegnare la storia? Partiamo dal principio: questo genere si diffonde nel cinema ed è destinato principalmente ad adulti, successivamente nel secondo dopoguerra entra in televisione. Ad oggi, il cartone animato viene visto come un intrattenimento per bambini ed adolescenti, anche se il termine “intrattenimento” non è però uno dei più adatti. Questo genere, infatti, nasconde dietro colori, musica e personaggi una grande capacità di insegnamento e di racconto.

Animazione e storia sono due termini non così opposti e lontani come sembra. La storia infatti può essere raccontata oltre che da documentari e libri anche tramite film, canzoni, cartoni e fumetti.

Uno dei manga più interessanti, divenuto poi anime nel 2005, è quello della scrittrice giapponese Kaouri Mori:”Emma”.

La storia è ambientata nella Londra del 1895, alla fine dell’epoca vittoriana. L’autrice ci offre una descrizione scrupolosa della città e delle vicende, il tutto reso interessante da una meravigliosa storia d’amore.

Emma è una cameriera, dipendente della signora Stoner. Proprio nella casa di quest’ultima incontra William Jones, rampollo della borghesia. I due iniziano a vedersi e si innamorano.

Le loro strade si dividono quando la signora Stoner muore: Emma decide di ritornare nel suo paese natale, consapevole che il suo amore per il giovane borghese non sarebbe mai stato accettato. Durante il viaggio in treno fa amicizia con la signora Molders e riesce a farsi assumere da quest’ultima. Nel frattempo Jones, sotto pressione della sua famiglia, chiede in moglie Eleanor Campbell, giovane aristocratica.

La svolta si ha a Londra quando Emma conosce la signora Trollope, che si rivelerà poi madre di William. Durante la festa di fidanzamento tra Eleanor e il giovane Jones, Emma rivede quello che è stato il suo primo amore, William, che non aveva mai dimenticato quella giovane cameriera. Quest’ultimo decide di annullare il tutto e di vivere la sua vita con la donna che ama; questa volta nulla potrà separarli, i due sono intenzionati a frequentarsi ma la famiglia di Eleanor Campbell trama alle loro spalle.

Un manga particolare che con la precisione dei dettagli sottolinea il decadimento dell’antica nobiltà, che tenta di sopravvivere tramite quelli che sono i matrimoni combinati. Divertente è anche la figura della signora Molders, una ricca straniera che guarda divertita il confronto tra la vecchia nobiltà e la “gentry”. La serie viene trasmessa per la prima volta in Italia nel 2010 suddivisa in 24 episodi.

L’autrice cura ogni particolare del manga cercando di immedesimarsi e di comprendere lo stile di vita di fine Ottocento: si reca a Londra per studiare le ambientazioni e non lascia nulla al caso. “Kaouri Mori” ci mostra uno specchio di realtà storica, raccontando fedelmente l’epoca vittoriana, ovvero il periodo compreso tra il 1937 e il 1901.   Accurata e brillante l’analisi delle classi sociali, i personaggi rispecchiano gli stereotipi di quel periodo storico. La trama tratta temi già visti con un’ottica del tutto nuova, un misto di intrighi, situazioni e sentimenti che non possono non emozionare lo spettatore.

Rosanna Buonauro

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