“Capitan America”, l’incarnazione della propaganda antinazista negli USA

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Capitan America, il cui vero nome è Steven Grant “Steve” Rogers, nasce dalle penne di  Joe Simon e Jack Kirby. Il primo fumetto fu pubblicato negli Stati Uniti dalla Timely Comics (in seguito Marvel Comics). Capitan America è uno dei supereroi più longevi della storia. La prima uscita risale al marzo 1941, quindi in piena seconda guerra mondiale.La coppia di giovani ebrei, Joe Simon e Jack Kirby, disgustata dai soprusi e dalle violenze delle azioni naziste in Europa, decide di affidarsi alla propria fantasia e al proprio talento per creare un valido eroe che possa fronteggiare le forze nemiche. Oltretutto, essendo entrambi figli di immigrati, decidono di conferirgli non solo poteri superiori a qualsiasi altro essere umano, ma anche la passione propria dell’immigrato e dell’ebreo. Tramite queste caratteristiche, alle quali va aggiunto anche un forte nazionalismo americano, i due artisti trasferiscono su carta il risveglio dell’intera nazione, che diventa superpotenza mondiale.

Il primo volume, intitolato “Meet Captain America”, uscì dieci mesi prima dell’attacco a Pearl Harbor e dell’ingresso in guerra degli Stati Uniti. L’immagine di copertina (vedi foto sopra) è significativa e lascia comprendere con un forte messaggio diretto al pubblico il suo intento di propaganda politica durante la guerra. E’ infatti rappresentato il supereroe mentre sferra un pugno sulla mascella di Adolf Hitler; la svastica nazista che soccombe sotto la potenza dell’America, i cui colori rossi, bianchi e blu con stelle e strisce ricoprono totalmente il costume di Cap. Circondato dai nemici, riesce ad avere la meglio non soltanto grazie alle sue potenzialità fisiche, ma anche perché aiutato dal suo scudo indistruttibile, prima triangolare e poi circolare, donatogli direttamente dal presidente Roosevelt in persona. Dunque il messaggio è chiaro e forte: era pensiero comune che anche l’America, liberale e democratica, entrasse in guerra contro un’Europa imperialista e bellicosa.

La storia di Steve Rogers si sviluppa in modo graduale. Il giovane avrebbe voluto arruolarsi durante la seconda guerra mondiale per mettersi al servizio della patria, ma viene scartato fin da subito a causa del suo fisico gracile. Gli è consentito di prendere parte ad un esperimento segreto chiamato “Operazione Rinascita”, atto a mettere su un esercito di super soldati. Steve beve un preparato chimico che fa sviluppare enormemente le sue caratteristiche fisiche e mentali, ma sarà l’unico a potersi sottoporre a tale trattamento. Una spia nazista infiltrata riesce ad uccidere lo scienziato prima che il preparato posa essere ingerito anche da altri. In questa situazione Capitan America viene subito assoldato per svolgere missioni segrete contro i nemici.

Per far fronte alla gioventù hitleriana, il governo gli affianca un braccio destro di nome James Buchanan Barnes, più noto come Bucky. Insieme combattono le forze dell’Asse. Con la fine del conflitto mondiale, il ruolo di Cap viene ridimensionato; non ha più senso che continui a combattere contro i nazisti. Per tale motivo il supereroe, che ormai vive i primi anni della guerra fredda, dà la caccia ai comunisti e lo stesso fumetto presenta come sottotitolo “Captain America, Commie Smasher!”. Da quel momento le sue avventure vengono utilizzate per denunciare le ingiustizie e la corruzione della società. Capitan America da simbolo della campagna antinazista diventa esponente della coscienza critica dell’imperialismo statunitense.

Le nuove avventure di Cap si intersecano e si scontrano con lo scandalo Watergate, che vide Washington  al centro dei riflettori. Deluso dal tradimento dell’America nei confronti degli ideali che fino ad allora il supereroe aveva cercato di difendere, decide di cambiare identità, per poi rendersi conto di essere il solo capace di difendere il Sogno americano. Da quel momento in poi continua a rivestire la sua armatura a stelle e strisce.

Lungo il corso della storia si assiste ad un avvicendarsi di morti e rinascite del rinnovato paladino della giustizia, accompagnato da figure sempre differenti che combattono al suo fianco. Anche il suo acerrimo nemico, pur rappresentato dallo stesso Teschio Rosso, cambierà di volta in volta, rispecchiando le aspettative e le paure del popolo americano. Questi, nato come gerarca nazista alla mercé del Furher, diventa negli anni Cinquanta un comunista al servizio dell’URSS e negli anni Settanta il capo di un’organizzazione terroristica di stampo nazista, l’HYDRA.

Come tutti i supereroi, anche Cap cerca di tenere segreta la propria identità, fino a quando per cause di forza maggiore è costretto ad uscire allo scoperto. Era da poco avvenuto l’attentato dell’11 settembre 2001, quando un terrorista meridionale prende in ostaggio la popolazione di una cittadina di provincia, minacciando di farla saltare in aria a meno che non si fosse presentato Capitan America. Questi per evitare ulteriori ripercussioni sull’animo estremamente segnato dei cittadini, dichiara la sua vera identità, assassinando l’uomo in diretta mondiale. Tuttavia questo non è l’unico elemento che metterà il supereroe a dura prova. Nel nuovo millennio Cap riceve la notizia che il suo compagno durante la seconda guerra mondiale, Bucky, non era morto nell’esplosione sul Canale della Manica, ma che fu catturato, agonizzante e privo di un braccio, da un sottomarino russo. Approfittando del suo stato di amnesia, l’URSS gli resettò la mente, fornendogli anche un nuovo braccio artificiale e lo trasformò nel  Soldato d’Inverno. Questi divenne uno spietato killer durante la guerra fredda, sconvolgendo la vita di Cap che di lui si era sempre fidato. Grazie all’uso del cubo cosmico, un dispositivo che trasforma in realtà ogni desiderio di chi lo detiene, riesce a liberarlo dal lavaggio del cervello cui era stato sottoposto.

La serie di Capitan America ebbe un successo tale da essere riprodotto anche in formato cinematografico. Ad attirare tutt’ora il pubblico non vi sono soltanto le gesta di un supereroe che rispetta fedelmente i canoni di forza, potenza, coraggio, amor patrio, ma soprattutto la voglia di denunciare l’illegalità, la corruzione, il dramma della guerra. Vivere in un paese belligerante non è facile. C’è una costante paura del nemico che blocca i più deboli, relegandoli ad un miserabile silenzio. E’ in questi momenti che entra in scena l’eroe, il paladino che a nome di tutto il popolo porta avanti una guerra salvifica. La denuncia sociale stilata con una penna riuscirà sempre ad avere più impatto di chi imbraccia le armi.

Rosanna Auriemma

Fonti:

 

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