Ieri, oggi e domani.

carlo-conti-allibito

Questa immagine si riferisce ad una puntata de L’Eredità, il quiz condotto da Carlo Conti su Rai Uno (video della puntata). Alla domanda su quando salì al potere Adolf Hitler, dinanzi alle opzioni (1933,1948,1964,1979), la prima concorrente risponde 1948, l’altro 1964 ed il terzo 1979. Alla fine l’ultima concorrente “indovina”, avendo come unica opzione disponibile l’anno 1933. Poco dopo un’altra domanda, ma stavolta su Benito Mussolini, porta la concorrente all’ennesimo sbaglio (risponde 1964) e un Carlo Conti allibito invita tutti, ironicamente, a fare un “ripassino” di storia.

Facciamo un passo indietro. Nel 1955 andò in onda per la prima volta, sempre sulla Rai, un quiz show condotto da Mike Bongiorno: “Lascia o raddoppia?”. Il partecipante era un esperto, uno che sapeva tutto di un preciso argomento. Le domande erano difficilissime, minuziose, particolari. Il concorrente era qualcuno da ammirare, da poter prendere d’esempio mentre il conduttore era una persona come tante, non aveva un atteggiamento solenne e non incuteva soggezione.

Ecco, il quiz moderno ha ribaltato il ruolo del presentatore e del partecipante. Ora il conduttore è una star, si comporta come se stesse svolgendo una funzione importante, invece il concorrente è un perfetto “asino”, uno scemo del villaggio (con le dovute eccezioni s’intende), con il quale la gente da casa prova un senso di sublimazione e di gratificazione. Tutto ciò è forse dovuto all’ignoranza che attira più share e fa più notizia, e alle persone che ormai prendono sul serio solo ciò che è attuale, tecnologico e collegato alla vita di tutti i giorni. Non si dà più peso al passato, non si cerca più di imparare, di istruirsi, di conoscere, ma non si deve puntare il dito né esclusivamente sulla scuola e gli insegnanti, né sui giovani d’oggi(nativi digitali), né sulla famiglia. È inutile criticare sempre i politici per decisioni ed uscite discutibili, dobbiamo affrontare la realtà che la responsabilità di ciò è insita in ognuno di noi, non bisogna cercare un capro espiatorio se non in noi stessi. Ormai lo studio è sentito solo e sempre come un dovere in relazione al buon esito di una prova e non come mezzo per arricchire il proprio bagaglio culturale. È una sorta di apatia per la quale i giovani (e non solo), vedono il passato come un qualcosa non utile al proprio presente, lo rilegano nell’oblio della memoria per non sovraccaricare la loro mente piena di hashtag, selfie e delle ultime tecnologie alla moda.

Tutti dovrebbero capire che, come dice un proverbio africano, “non puoi sapere davvero dove vai se non sai da dove vieni”. Pertanto mai dimenticare o ignorare le proprie origini perché ci rendono quello che siamo nel bene e nel male. Suggerisco di farlo realmente quel “ripassino” di storia e di essere meno superficiali, di impegnarsi a capire, a scoprire, a conoscere e ad essere curiosi perché la cultura permette di superare tutti i limiti, ed avere amore per essa salva la vita.

 

 

Fonti:Hitler&MussoliniChiEranoCostoro,Setelecomando

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