Ave Comprehensa!

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Sentendo la frase “Ave, Caesar, morituri te salutant” ti vengono in mente grandiose scene di gladiatori che salutano il proprio imperatore prima dell’inizio di un qualsiasi gioco gladiatorio all’interno del Colosseo nell’Antica Roma? Se è si, stai sbagliando, perché un evento del genere non è mai avvenuto ma non disperare perché non sei da solo ma sei in buona compagnia, perché insieme a te ci sono tantissime persone che pensano che questo sia vero e di quest’idea sono anche tanti media.

Allora prima di tutto analizziamo la frase in sé perché già lì è presente un errore: “Caesar”, nell’unica attestazione storica che abbiamo, non è presente ma al suo posto c’è “imperator”; quindi non più “Ave Cesare” ma “Ave imperatore”.

Ma non è solo una questione di modo di dire errato questo errare nel pensiero comune ma è sopratutto una questione di inesattezza storica, perché come ho già detto anche sopra questo saluto non è mai avvenuto prima di un qualsivoglia gioco gladiatorio come è solito pensare ma avvenne in un’unica occasione prima di un’evento particolare: la celebrazione dell’inizio della bonifica del Fucino nel 52 a.C.

L’imperatore romano Claudio per celebrare l’inizio del prosciugamento del Lago Fucino, decise di indire delle Naumachie con partecipanti dei condannati a morte che prima dell’inizio del combattimento navale salutarono il proprio imperatore con la famosa frase che adesso ha un senso nuovo (e forse si può anche dire che il senso l’ha acquisito con questo evento perché prima il senso, diciamocelo, questa “frase”non ce l’aveva perché agli occhi della storia il senso che gli ha voluto dare l’immaginario comune non era corretto).

L’immaginario comune creatosi intorno a questa frase che sto tanto criticando, però, non è colpa solamente delle genti ma anche dei media che ne hanno accresciuto la popolarità. Basti pensare ad un famoso film del 2000, Il Gladiatore (diretto da Ridley Scott con attore protagonista Russell Crowe nella parte del Generale e gladiatore Massimo Decimo Meridio), nella quale all’interno è presente una scena in cui i gladiatori che si appresstano a combattere nei giochi gladiatòri all’interno del Colosseo salutano il proprio imperatore, l’imperatore Commodo (realmente esistito), con la famosa frase, sbagliando anche loro nell’utilizzo di questo saluto.

Ma, se tu lettore, hai pensato a grandiosi scene di combattimenti gladiatòri leggendo solamente quel saluto all’inizio di quest’articolo vuol dire che è ben radicato nell’immaginario e che quindi domani se risentirai questa famosa frase ti verranno in mente ancora gladiatori che combattono ma forse ti verrà anche in mente questo articolo e forse da lì in poi, la inizierai a pensare diversamente sul famoso “Ave, Cesare”!

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