Sversamento a Marina di Grosseto, quando la bufala diventa virale

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Fare informazione e dare informazioni sono cose diverse. Questo è l’esempio lampante, l’esempio di Marina di Grosseto è emblematico e c’è un motivo se le notizie vanno verificate. Un motivo che non ha solo a che vedere con l’etica o con il fare bene il proprio lavoro. Ciò contribuiscono alla diffusione di notizie false che possono avere conseguenze immediate sulla realtà e sulla vita personale di alcune persone, messe in cattiva luce dopo “notizie” de genere.

Ma veniamo a noi. Lo scorso 22 aprile, alcuni report della pagina Facebook “Le iene maremmane” hanno messo in rete un video che immortala un presunto sversamento di petrolio, rifiuti oleosi o altri idrocarburi nel mare di Marina di Grosseto, in Toscana.

Le immagini, in particolare, mostrano diversi tubi che sfociano sulla spiaggia e che versano sulla battigia una grande quantità di liquido scuro. Il video, ovviamente diventato virale in pochissimo tempo, è stato presentato come la denuncia di un atto di inquinamento ambientale. La cosa sconcertante è che in molti, tra siti e politici italiani, hanno deciso di ripostare questo video sui social network.

Ciò che provoca davvero sconcerto è che si è trattato di un’enorme bufala. Il liquido in questione, ovvero quello ripreso nel filmato, non è petrolio ma sabbia mescolata con acqua marina. A pochi mesi dall’inizio della stagione balneare, la sabbia che durante l’inverno si è sedimentata nei pressi degli scogli e all’interno del porto viene trasferita di nuovo sulla costa attraverso lunghe tubazioni con delle elettro-pompe tramite un’operazione di drenaggio. Non c’è dunque alcun fenomeno di inquinamento legato a petrolio o derivati.

Questa operazione di drenaggio, inoltre, si tratta di un’attività sul fondale del tutto ordinaria obbligatoria in modo tale da ricevere la concessione del porto autorizzata direttamente dalla capitaneria di porto.

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Il presunto sversamento di petrolio a Marina di Grossetto

Ciò che può trarre in inganno chi vede le foto o il video è il colore della sabbia che fuoriesce dai tubi. A questo, però, c’è una spiegazione tecnica: la sabbia è rimasta ferma per mesi sul fondale e in questo di tempo si sono accumulati al suo interno dei microorganismi e dei vegetali in putrefazione, responsabili dell’odore nauseante e del colore scuro, simile al petrolio.

Per tranquillizzare i cittadini e garantire la regolarità di tutto il processo, il preside del porto della Maremma Luciano Serra ha spiegato, ai microfoni de “Il Giunco.net”, che ci sono le analisi eseguite dall’Arpat. Analisi che non hanno trovato alcuna incongruenza nei valori dei campioni analizzati. Questo il video dell’intervista:

Sfortunatamente il video è stato condiviso online così rapidamente da provocare danni al settore turistico e alle strutture alberghiere di Marina di Grosseto. Infatti la società titolare del porto della Maremma ha fatto sapere che diverse prenotazioni per la stagione estiva sono state immediatamente disdette.

Con la speranza che la questione si risolva presto, è da notare come una semplice falsa notizia possa provocare danni seri a persone che svolgono onestamente il proprio lavoro. La bufala è sempre dietro l’angolo.

Fonte immagini: Il Giunco
Fonte video: Il Giunco

Michele Ranieri

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