A Beethoven e Sinatra preferisco l’insalata

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Rimettiamoci la maglia i tempi stanno per cambiare…

siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro

Dopo aver dato a Bob Dylan del burlone che negli anni 60′ voleva scherzare con la propria musica, Franco Battiato comincia così la sua “Bandiera bianca”…

 

In queste prime due strofe della canzone si capisce il tema che affronterà Battiato nella canzone cioè il cambiamento che sta avendo la società Italiana all’inizio degli anni 80′, con un benessere popolare sempre più crescente e con una derivata dipendenza dal denaro. Nella seconda strofa, però, troveremo anche un “vizio” del cantautore catanese che si ripeterà altre volte nella canzone; quello di citare in modo esplicito e non, altri suoi colleghi come ha fatto con “siamo figli delle stelle e pronipoti…” citando Alan Sorrenti con la sua più popolare canzone o come farà dopo con Beethoven, Sinatra e Vivaldi che li tirerà in gioco citandoli proprio per nome.

Ma dietro questo “gioco” di parole (perché Battiato è un grandissimo giocoliere di parole prima di ogni altra cosa) il cantautore parla di molto altro oltre il cambiamento socioculturale che sta vivendo l’Italia in quegli anni; dopo aver parlato del benessere dell’Italia, inizia a smuovere critiche a quell’Italia che perfetta, anche se quasi benestante, non è. La sua critica inizia andando contro ai programmi politico/elettorali che avevano un grande seguito all’epoca definendoli demenziali e continua criticando l’alta dipendenza che ormai le persone avevano nei confronti della pubblicità televisiva. Le strofe da qui in poi prenderanno una piega molto irriverente (nella quale Battiato scherzerà su se stesso dicendo “C’è chi si mette degli occhiali da sole per avere più carisma e sintomatico mistero”) criticando anche il festival di Sanremo con le sue “vittorie annunciate” fino ad arrivare ancora una volta a parlare di politica, criticando le mezze figure che entrano nei luoghi di potere utilizzando tale privilegi con inumana cupidigia.

Adesso però “il cantante con gli occhiali da sole” passa da un tema quasi leggero ad un tema molto “pesante”: quello del terrorismo degli anni precedenti all’1981 (anno di uscita del brano). Battiato inizialmente non cita esplicitamente nessun evento terroristico preciso parlando solamente di “idioti del terrore” per poi citare in modo più esplicito due eventi del 77′ che avvennero a Roma e a Milano: durante le rivolte studentesche di quell’anno, in queste due città, degli infiltrati delle Brigate Rosse spararono addosso agli studenti in rivolta per le vie del Centro delle due metropoli.

Il cantautore finisce la sua canzone, e come finirò anch’io questo articolo, con una citazione al brano epico dei The Doors tornato alla ribalta in quegli anni grazie ad un’altra opera epica di altro “stampo” però, il film Apocalypse Now di Francis Ford Coppola. Con questa citazione forse Battiato voleva idealizzare una “fine”, che forse secondo lui era l’unica cosa che si poteva raggiungere con una società del genere:

The End;

my only friend, this is the end.

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