Il rispetto per la storia – #yolocaust e altri hashtag inappropriati

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Fai una foto. Aggiungi un filtro. Inserisci una descrizione. Scegli un #hashtag. Pubblica.

Instagram e le altre piattaforme digitali su cui tutti i giorni postiamo qualcosa di noi e della nostra vita ci permettono di tenerci in contatto con tutti ,chi amiamo, chi invidiamo e chi ammiriamo.

Il problema è che questa nostra smania di mostrare al mondo quel che facciamo, dove andiamo e cosa pensiamo può farci correre il rischio di diventare insensibili alla realtà che ci circonda e incapaci di contestualizzare. Insomma, è come se mettessimo un filtro non solo alle nostre foto, ma anche alla nostra capacità di giudizio.

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Sversamento a Marina di Grosseto, quando la bufala diventa virale

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Fare informazione e dare informazioni sono cose diverse. Questo è l’esempio lampante, l’esempio di Marina di Grosseto è emblematico e c’è un motivo se le notizie vanno verificate. Un motivo che non ha solo a che vedere con l’etica o con il fare bene il proprio lavoro. Ciò contribuiscono alla diffusione di notizie false che possono avere conseguenze immediate sulla realtà e sulla vita personale di alcune persone, messe in cattiva luce dopo “notizie” de genere. Continua a leggere

QUANDO UNA “MANCIATA” DI GRECI FANNO STORIA

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Quando parliamo di storia è il caso di fare alcune precisazioni. Sono tante le storie che si insegnano e si imparano tra i banchi di scuola,ma quando gli eventi raccontati sono realmente accaduti? Si finisce probabilmente a credere che dietro ad alcuni eventi storici ci siano in realtà racconti fantastici,inventati. È qui che si finisce inevitabilmente a fare la grossa differenza tra mito o leggenda e la Storia. Oggi con un termine un po’ banale parleremo di bufale,ma è certo meglio parlare di mito anche perché è più in linea con la storia. Questi racconti hanno sempre camminato parallelamente alla storia e,si finisce col pensare che questi le appartengano,radicandosi nell’immaginario collettivo in maniera più solida del fatto stesso. Non si può certo dire che non è piacevole imparare o semplicemente leggere un fatto storico con qualche particolare in più che chiaramente potrebbe non essere mai accaduto. I miti sono una cosa forse più vecchia dell’uomo stesso. Continua a leggere

L’amore fa…

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“A horse, a horse, my kingdom for a horse!”, così gridava Riccardo III nell’ ultima di quattro opere teatrali, che porta il suo nome appunto, facente parte della tetralogia minore di Shakespeare sulla storia inglese composta tra il 1591 ed il 1592. Un urlo disperato, quanto significativo. Qualcosa stava cambiando? No, o almeno, non ancora. Riccardo, ormai solo sul campo di battaglia, prossimo alla morte, sconsolato e sconfitto pur di aver salva la vita (un cavallo per fuggire) è disposto a rinunciare al suo trono, un gesto vile quanto disonorevole, non c’è altro. Dovrà passare oltre mezzo millennio per assistere all’abdicazione al trono più scandalosa, più chiacchierata, e più seguita nel mondo nella storia della più grande monarchia della storia.

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Calciopoli, dieci anni dopo: un pallone nel fango e ora pregno di dietrologia

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È come se ti strappassero dalle mani il tuo giocattolo preferito, ed è come se lo facessero mentre ti diverti, mentre sogni, mentre hai ancora l’innocenza di chi crede nel mondo dei buoni e dei giusti. È stato questo, Calciopoli: un punto di  non ritorno.
Esattamente, e molto chiaramente, il momento in cui si è spezzato il legame prima solidissimo tra l’Italia e lo sport nazionale.

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Centodieci anni fa, la radio

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E’ il 1906 quando l’inventore canadese Reginald Fessenden trasmette via radio un assolo di violino, un discorso e una lettura di poesie. Quel giorno, centodieci anni fa, fu mandato in onda il primo programma radiofonico della storia. L’invenzione della radio è il frutto di svariati esperimenti iniziati alla fine dell’ottocento e messi appunto nel corso del tempo da Nicola Tesla e Gugliemo Marconi; ma colui che ha creato le basi per far sì che fosse quella che intendiamo oggi fu proprio Reginald Fessenden, anche detto il primo speaker radiofonico della storia. La radio fu il primo mezzo di comunicazione di massa ad entrare nella casa delle persone e oggi, nell’era del digitale, questa persiste ancora adeguandosi alle nuove tecnologie ,ma rimanendo nella sostanza quella che era un tempo. Continua a leggere